Il Brillante C. (sesta parte)

(riassunto delle puntate precedenti)

Le vite e le carriere di Douglas e di il-sung procedono parallelamente. Mentre il generale di Little Rock addirittura spadroneggia in Giappone, l'esule coreano supera un pesante addestramento con i russi. E ora è davvero pronto per ritornare in Corea...

Proprio mentre Douglas, nel settembre del 1945, umilia i giapponesi a bordo della corazzata Missouri, il mitico Kim il-sung torna nella sua terra, più duro che mai. Adesso i giapponesi sono scappati, hanno definitivamente perso.
Al nostro eroe coreano viene così a mancare il nemico numero uno, che tanto avevano avversato la sua mamma e il suo papà.
Kim il-sung, adesso che è tornato, ha bisogno di un nemico nuovo di zecca, per dare un senso alla sua vita. In effetti, tutti abbiamo bisogno di un nemico, per evitare di pensare a quello che alberga dentro di noi.

Nel frattempo russi e americani, finita la guerra, da bravi bambini si spartiscono la Corea. In realtà non si capisce perché se la debbano spartire, la Corea è di proprietà della Corea, ma pare che alla fine di una guerra, come in un gioco di società, ci si debba spartire necessariamente qualcosa. In effetti, se lasci tutto come prima, va a finire che ti chiedi, Ma che cosa ho fatto la guerra a fare, e quindi prendi le carte geografiche e tiri linee con il pennarello, fin qui comando io, no qui comando io, ok, guarda che ricominciamo a sganciare le bombe, va bene,
да, fin lì comandi tu.
Gli americani occuparono il sud.

“… entrarono nella sala i Proci, baldanzosi e superbi, e si mettevano a sedere uno dopo l'altro sulle sedie e sugli alti seggi. Gli araldi versarono loro l'acqua sulle mani, le ancelle ammucchiavano il pane dentro i canestri, i servi riempirono le tazze di vino fino all'orlo. Ed essi stendevano le mani sui cibi pronti che avevano dinanzi, sulla loro mensa. E dopo che si furono tolta la voglia di mangiare e bere, loro, i Proci, rivolgevano la mente ad altro, al canto e alla danza: sono gli ornamenti del banchetto…”.

E così nel 1948, e precisamente l’8 settembre, visto che la Corea è più lunga che larga, è una penisola, una specie di Italia, venne naturale ai contendenti tagliarla a metà.
Quella di sopra se la presero i russi, anche per questioni di vicinanza, e quella di sotto se la presero gli americani, perché il clima è più mite.
La linea con il pennarello c’era già, l’aveva stabilita Euclide con la sua geometria molto tempo prima. Si decise che la linea del 38° parallelo, che taglia in due la Corea, sarebbe stata il confine.
L’8 settembre 1948 è una data importante. In quel giorno nascono forzosamente le due Coree. Il Samsung che state usando non ci sarebbe, o sarebbe diverso, senza l’8 settembre 1948 (a proposito, se le cose dovessero precipitare, tenetevi stretto il vostro Samsung, perché la Samsung è proprio a Seoul, dove sono puntati i missili).
La cosa bizzarra è che all’atto della divisione non è che i coreani del Nord volessero riunificarsi con i coreani del Sud, e viceversa; i coreani del Nord volevano dominare anche la Corea del Sud, e i coreani del Sud volevano dominare anche la Corea del Nord. Come se Maroni imbracciasse il fucile per conquistare Messina. Si fa fatica a capirlo, ma un po’ di pazienza e dopo forse lo capirete.

Torniamo indietro di tre anni, al 1945, e chiediamoci che cosa ci faceva in Corea Kim il-sung, adesso che gli era venuto a mancare il nemico giapponese.
Ci siamo dimenticati di dire che Kim il-sung, negli anni dell’esilio in Russia, era rimasto a capo del PCdC, il Partito Comunista della Corea.
Il Partito Comunista della Corea era nato nel 1925, con scopi anti-giapponesi, e il nostro vi aveva naturalmente aderito (in realtà nel 1921 era nato il PCC, il Partito Comunista Coreano, e successivamente nel 1925 gli esuli coreani in Russia avevano fondato il PCdC, una sua appendice estera, sono sfumature ma sono importanti, come dire UDEUR, UDC e CCD, son sempre loro ma hanno nomi diversi).
A capo del PCdC c’erano due persone, una era il nostro Kim il-sung, che era diciamo come Matteo Renzi, e guidava il partito dalla vicina Russia, e l’altra era un certo Pak Hong-yong, una sorta di Bersani, che guidava il partito dall’interno della Corea stessa, cioè in patria, e in particolare a Seoul, che, come tutti sanno, si trova nella Corea del Sud, in area americana. Una specie di venduto, ma questa è l'opinione di Doppiovubi e basta, non la troverete sui libri di storia.
Ma il nostro eroe stava tornando a casa, proprio dove gli americani, felici per la vittoria, ballavano e cantavano.

“… costoro, ecco a cosa pensano, alla cetra e al canto. Naturale, giacché mangiano impunemente i beni di un altro, di un uomo le cui bianche ossa certo marciscono alla pioggia, lasciate là sulla nuda terra: o il flutto le volta e rivolta nel mare. Ma se lo vedessero qui, lui, in Itaca, di ritorno, si augurerebbero tutti di essere agili di piedi più che ricchi di oro e vesti.”.

Quando Kim il-sung, temprato dalla vita militare sovietica, tornò in Corea insieme ai suoi amici russi, si ritrovò il problema della suddivisione della Corea – suddivisione che non c’era ancora formalmente, ma che di fatto esisteva già, a livello di massiccia occupazione americana del Sud.
Per cui il PCdC era spezzato in due tronconi. Doppiovubi si rende conto che la storia si sta facendo pallosa, ma per capire la Guerra di Corea, e per capire perché in questi giorni Kim Jong-Un, il paffuto e viziato nipotino di Kim il-sung, punta minacciosamente i missili contro Seoul, la seconda area metropolitana più grande del mondo con oltre venticinque milioni di abitanti, e contro il Giappone, bisogna passare anche attraverso le manovre politiche di quegli anni.
Una parte del PCdC, diciamo tutta la dirigenza bersaniana, si trovava a Seoul e l’altra, quella più agguerrita, si trovava a Nord, a Pyongyang.
Ben presto la guerra tra le due fazioni, renziani contro bersaniani, avrebbe portato a uno scontro senza precedenti.

“… ma quando venne il tempo, col girare degli anni, in cui gli dei destinarono per lui che ritornasse a casa, in Itaca, nemmeno là doveva evitare travagli e prove pur trovandosi fra i suoi cari.”.

(fine della sesta puntata)





W.B.













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