Il Brillante C. (quarta parte)

(riassunto delle puntate precedenti)

Nelle prime tre puntate, abbiamo conosciuto la figura del generale MacArthur, nato a Little Rock nel 1880, e abbiamo cominciato a tratteggiare le radici del suo nemico, il Grande Leader coreano Kim-il sung, nato nel 1912...

Ordunque, ma per quale arcano motivo Doppiovubi scrive "il-sung" con la "i" minuscola anziché maiuscola, dato che stiamo parlando di un leader carismatico assurto a figura quasi soprannaturale?
Sarebbe certamente corretto scrivere "Il-sung", ma dato che la "l" (elle) assomiglia in molti font alla "i" maiuscola ed entrambe sono uguali al numero "1" (nell'arial, per esempio, uno dei più brutti font in circolazione, non c'è distinzione alcuna), per evitare che i suoi discepoli confondano Kim il-sung con una sorta di "Kim II" (Kim "secondo"), che sarebbe un errore madornale, il Vostro caro maestro ve lo scrive con la "i" minuscola.

Il nostro Kim il-sung nacque pertanto cento anni fa, nel 1912, il 15 aprile (tale data addirittura è diventata festa nazionale in Nord Corea, per cui tra pochi giorni seguite le notizie sul punto, vedrete una nazione letteralmente impazzita di - fasulla - gioia, per il centounesimo anniversario).
Mentre Kim il-sung nasceva, il generale MacArthur, a 32 anni, era già nelle Filippine a fare pratica.

Sappiamo che i giapponesi proprio nel 1910, ovvero poco prima della nascita del nostro, invasero la Corea, come sono abituati a fare con qualsiasi luogo piaccia loro.
Sappiamo anche che tutti e due i genitori di Kim il-sung erano ultra-attivisti anti-giapponesi. E come dar loro torto, d'altra parte, i giapponesi sono quello che sono.
Sappiamo altresì che i giapponesi sono terribili (anche se, alla fine, perdono sempre).
Nel solo 1920, in Corea, i giapponesi arrestarono 52.000 dissidenti, in quanto irriducibili rivoltosi. 

Fu così che la famiglia di Kim il-sung, quando il piccolo aveva soltanto otto anni, nel 1920 dovette fuggire - alla svelta - nella confinante Cina, e in particolare in Manciuria. Fu una scelta azzeccata, perché altrimenti, con ogni probabilità, il nostro eroe sarebbe rimasto orfano, e Douglas non avrebbe avuto avversari.
Noi sappiamo perfettamente che i figli "prendono" dai genitori, dalla pianta vengono giù i rami, le colpe dei padri ricadono sui figli, talis pater etc. etc., e quindi con due teste calde come il bisnonno col kimono (cioè suo padre, ma noi lo chiamiamo bisnonno perché il vero protagonista di questa storia sarà il pro-nipote, che sbucherà fuori nell'ultima puntata) e l'altra sua degna compagna anche lei facinorosa, il piccolo Kim il-sung non poteva che crescere come contestatore di professione.

Ma no, sostiene Doppiovubi, forse non è andata così. Molti storici ritengono che Kim il-sung in realtà fosse un normale ragazzo qualunque, e fu prescelto, e "programmato" a tavolino, perché diventasse il "Grande Leader". Secondo alcuni fu un leader creato da zero, e le notizie di un adolescente contestatore che a soli diciannove anni si unisce a un partito rivoluzionario armato sarebbero false, costruite a posteriori per alimentare il suo leggendario culto della personalità. Secondo altri ancora, Kim il-sung sarebbe addirittura un'invenzione dei russi, un impostore che non aveva niente a che vedere con la Corea, una specie di leader in provetta, un progetto di laboratorio creato dai sovietici per espandere la propria influenza sulla Corea. Non lo sapremo mai. 

Però è bello credere a un parallelismo: da un lato il Rambo/Rocky Stallone Douglas MacArthur, dall'altro lato Ivan Drago, o Ivàn Draga (come viene chiamato in Rocky IV, quando l'allenatore gli grida una sorta di parola d'ordine e Draga obbediente massacra in pochi minuti il povero Apollo Creed), Kim il-sung, il Frankenstein sovietico, un homunculus alchemico espressione del sogno comunista.
Sta di fatto che le notizie sulla storia della vita di Kim il-sung le ha date Kim il-sung, quindi le fonti sono auto-referenziali e i riscontri sono pochissimi, un po' come per la Bibbia, o ci credi o ci credi. In altre parole, mentre di Douglas conosciamo anche i voti che aveva riportato a scuola, di Kim il-sung sappiamo soltanto quello che la famiglia Kim, negli ultimi decenni, ha deciso che noi dovessimo sapere. E dunque, finché parliamo di macro-avvenimenti storici incontestabili, come l'invasione dei giapponesi in Corea nel 1910, possiamo anche stare tranquilli, ma se puntiamo il microscopio sulla vita dei singoli protagonisti potremmo anche prendere delle cantonate terrificanti, soprattutto se questi ultimi sono in seguito diventati dittatori e hanno riscritto la storia della loro vita in termini agiografici per creare la leggenda. 
Ragazzi, qui Doppiovubi sta facendo storiografia, e scusate se è poco.
Comunque, il nostro venne mandato a scuola a Jilin, in Manciuria, appunto.
Secondo alcune fonti, era abbastanza ignorante; conosceva a stento il coreano (il che avallerebbe la tesi del complotto sovietico), avendo studiato poco, male e soltanto in Cina, dove si parlava il cinese, che non ha niente a che vedere con il coreano. Ciò rappresenta la prova provata che la cultura non serve per comandare un popolo, o meglio, dovrebbe servire, ma di fatto non serve.
Ed eccolo qui all'età di tredici anni:


 
Si narra dunque che il ragazzo venne arrestato e incarcerato per attività sovversive, che si unì a vari gruppi di guerriglia anti-giapponese nella Cina settentrionale.

Nel 1941, i giapponesi fecero piazza pulita dei guerriglieri cinesi.
Kim il-sung, una vita a fuggire, scappò in Unione Sovietica.

Entrò in un campo di addestramento sovietico vicino a Chabarovsk, che è una città di seicentomila abitanti, non lontana dal confine cinese, dove in inverno abbiamo una media di venti gradi sottozero.
E' l'estrema Siberia orientale.
Lì divenne capitano dell'Armata Rossa.

I sovietici stavano cominciando a manipolare la sua vita.

(fine della quarta puntata)

W.B.

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