sabato 22 aprile 2017

AYS

Non è vero che tutte le ‘app’ sono inutili.
Ce n’è qualcuna davvero utile ed efficace.
Doppiovubi ve ne vuole segnalare una, davvero eccezionale.
Si chiama ‘AYS’, acronimo che sta per “Always on Your Smartphone”.
Vediamo che cosa performa questa app.

Quando tutti noi camminiamo per la strada, consultiamo il nostro smartphone.
Mentre camminiamo ovviamente teniamo la testa china sul display.
E’ molto seccante dover sollevare la testa.
Tuttavia spesso capita che sul nostro cammino si presentino ostacoli.
Ostacoli di varia natura.

Alberi, pali della luce, cestoni per immondizie.
Ma anche altri esseri umani (magari anch'essi intenti a consultare il loro smartphone).
O animali, per esempio cani, a volte di piccola taglia.

Può succedere di andare a sbattere contro un palo.
Oppure di urtare un essere umano, o schiacciare un cane.
Come fare a evitare questi ostacoli, senza perdere la concentrazione su ciò che stiamo osservando sul nostro dispositivo mobile?

AYS è la soluzione adatta, che concilia le due opposte esigenze.
Tramite un sofisticato software, AYS lancia un segnale a 180° davanti a voi, per un raggio di circa due metri.
Quando il segnale viene interrotto da un ostacolo, il software restituisce un warning.
Potete, a seconda delle impostazioni, cambiare percorso (una freccina sul display vi indicherà la strada da seguire, sempre senza alzare gli occhi dallo smartphone), oppure - se preferite interrompere la consultazione dello smartphone per un istante - il display vi segnala semplicemente l’ostacolo.
AYS nella versione base è free, ma se volete apgradare alla premium, avrete alcune funzionalità molto interessanti: potete, per esempio, determinare la natura dell’ostacolo (cane o essere umano), oppure riconoscere altri vostri conoscenti (tramite il matching con la rubrica) in avvicinamento, in modo da alzare la testa per salutarli (non è carino non salutare un amico!).

Per i più esigenti, a soli 9,99€ al mese (che potete disdire quando volete), AYS ha progettato un dispositivo laser, da montare sullo smartphone (si chiama ‘AYSD’, ovvero ‘destroyer’), che distrugge, incenerendoli, tutti gli ostacoli che si presentano sul vostro cammino, così potete anche non cambiare percorso.
Doppiovubi ha provato per voi AYSD. Funziona bene, è abbastanza preciso e davvero potente.
L’unico consiglio è quello di provarlo con la versione Premium, altrimenti incenerisce tutti gli esseri umani che sono sul vostro tragitto, senza distinguo, mentre con la Premium potete evitare di distruggere i vostri amici.

Da provare assolutamente!

W.B. 


mercoledì 8 febbraio 2017

Aequo animo pati



E' ovvio, evidente a chiunque conosca appena un po' Doppiovubi, e quindi non evidente a tutti - o quasi -, e quindi non ovvio, che questo prolungato silenzio prelude e nasconde ed è sintomo di qualcosa.
Doppiovubi sta certamente preparando Qualcosa.

W.B.

giovedì 29 dicembre 2016

In fila per sei col resto di due

... io fino nella prima gioventù, a poche esperienze, fui persuaso e chiaro della vanità della vita, e della stoltezza degli uomini; i quali combattendo continuamente gli uni cogli altri per l'acquisto di piaceri che non dilettano, e di beni che non giovano; sopportando e cagionandosi scambievolmente infinite sollecitudini, e infiniti mali, che affannano e nocciono in effetto; tanto più si allontanano dalla felicità, quanto più la cercano.”

[Giacomo Leopardi, Dialogo della Natura e di un Islandese, maggio 1824]

Per proseguir nel ragionamento di cui al post di ieri, aggiungo qualche amarissima considerazione.
Se Doppiovubi ha ragione, e purtroppo Doppiovubi ha ragione, siamo in presenza di un'utopia trasversale (in senso cronologico) di proporzioni planetarie.
Ovvero, non è soltanto Fusaro a credere che il mondo sia composto di Fusari, che come lui apprezzino (recte: possano apprezzare, opportunamente indirizzati) la dottrina di Marx (ricordo che Il Capitale è opera mastodontica e complessissima, la cui lettura integrale – e soprattutto con un esito di comprensione minima – è ad appannaggio di pochissimi eletti fenomeni, tra i quali non è certamente Doppiovubi), o la Fenomenologia dello Spirito di Hegel (che è talmente complessa da far venire il sospetto o anzi la certezza (al buon vecchio Arthur Schopenhauer) che fosse un'accozzaglia di concetti scritti a casaccio, e che è letteralmente impossibile comprendere, nemmeno in minima parte, se non si è dedicata la vita intera alla filosofia *), non solo, dunque, Fusaro crede che il mondo sia composto di Fusari, che come lui possano apprezzare Marx ed Hegel, bensì, nel corso dei millenni fino a stamattina inclusa, hanno peccato di fusarismo (neologismo coniato or ora da Doppiovubi) tutti i grandissimi della storia del pensiero (ma anche i meno grandi), che hanno dedicato la loro esistenza intera nel tanto nobile quanto vanissimo intento di Cambiare l'Umanità, quando l'Umanità non può e non vuole – non vuole perché non può, non può perché non vuole – essere cambiata, e quindi Kant si è di fatto rivolto a quattro gatti, e ancora oggi sono quattro gatti che leggono e studiano e capiscono Kant (forse un gatto su quattro lo capisce o meglio crede di averlo capito, forse l'unico che ha capito Kant è Kant, e Kant, giova ricordarlo, è morto), e il povero Gramsci, nano e curvo, ha scritto tomi su tomi di lettere dal carcere per gli stessi quattro gatti (o meglio, altri quattro, perché non puoi capire per davvero tutto Kant e nella stessa vita leggere e capire per davvero tutto Gramsci, ti ci vuole la felina metempsicosi), in totale fanno otto gatti, e di quattro in quattro arriviamo a centinaia, o migliaia di gatti, ma Vi ricordo sommessamente che il Mondo è composto ormai da molti miliardi di persone, e migliaia di persone su miliardi corrispondono praticamente a nessuno (**). Prima che qualche buontempone eccepisca che, se fosse vero, senza Immanuel Kant e Jane Austen e Antonio Gramsci e Platone e John Steinbeck e Katherine Mansfield e William Shakespeare e(d) Herman Melville e Aristotele e Sylvia Plath non ci sarebbe nemmeno Doppiovubi, com'è ora e com'è diventato e come forse diventerà, e non ci sarebbero quei pochissimi (davvero pochissimi) che preferiscono un film di S. M. Ėjzenštejn (grafia frutto di uno squallido copia-incolla) a un film di G. Muccino, Doppiovubi replica che non ha mai detto che le esistenze di questi Mostri del Pensiero Umano (MPU) siano state buttate via, tutt'altro, essi hanno onorato la loro vita e il loro Destino (spesso – anzi sempre - doloroso, il dolore cammina a braccetto con l'Arte), ma dimentichiamoci una volta per tutte che il Genere Umano, nel suo complesso, possa incamminarsi lungo la strada da loro indicata e battuta e vissuta.

In fondo alla strada, a guisa di faro, non c'è lo Zibaldone. C'è Zalando.

W.B.

(*) E non si venga a dire che leggere il commento a Hegel, su un libro di Storia della Filosofia, equivalga a leggere e capire Hegel. Come dire, Guarda, ti racconto com'è mangiare le lasagne, io le mangio, le assaporo, le mando giù, le digerisco, e poi ti racconto l'esperienza. E inoltre, il racconto equivale a un filtro, e dai buchi non esce esattamente ciò che sta sopra il colino, proprio come insegna Marx, dipende dal colino, basta leggere un qualsiasi libro di storia.

(**) Cercate di capire, per favore: le eccezioni ci sono, ma sono così trascurabili che non devono nemmeno essere prese in considerazione. Sui grandi numeri, le eccezioni non esistono, scompaiono letteralmente. Come Doppiovubi ebbe a scrivere in un celeberrimo post, sulla operazione di 'generalizzazione' – post che ancora oggi viene visualizzato con frequenza giornaliera da esseri umani certamente di infimo livello – non è escluso che da qualche parte nasca un ragno con sette zampe, ma quando ci chiediamo Quante zampe ha un ragno, il ragno con sette zampe nato a Braunau am Inn – città scelta a caso sul mappamondo – il 20 aprile 1889 – data scelta a caso – non esiste, è trascurabile, non può definire il concetto di Ragno, e quindi alla domanda dobbiamo rispondere Otto zampe. O forse sì, in un certo senso, il Ragno con Sette Zampe (RSZ) non è del tutto trascurabile, come vedremo, abbastanza presto.

mercoledì 28 dicembre 2016

Mentre tutti intorno fanno rumore

PASCA: “… io trovo scandalosa questa equazione Stalin uguale Hitler, perché mentre Hitler teorizzava lo sterminio dei popoli slavi, e poi lo realizzava, Stalin non ha mai teorizzato nessuno sterminio, per cui dobbiamo capire che…”
FERRARA: “… però lo ha realizzato…”
PASCA [del tutto incurante dell’osservazione di Ferrara] “… la storia dell’Unione Sovietica è la storia…”
FERRARA: “… però lo ha realizzato, o no?”
PASCA: “… della costruzione del primo stato socialista…”
[Così Mino Pasca, dirigente del Partito Marxista-Leninista Italiano, intervenuto a “Otto e mezzo” del 5 marzo 2003, in occasione del 50° anniversario della morte di Stalin]

BRIATORE: “… i filosofi… io perché… ho un certo prurito quando sento… parlare di aria… perché si parla di aria fritta… la cultura… lei mi accusa che la cultura… ma la cultura… cos… cos’è la cultura… cos’è la cultura [gesticolando vistosamente]… di cosa parliamo, che cos’è la cultura… me la identifichi… perché qui parliamo sempre di cultura, dove non sai se sia un quadro, una galleria d’arte, una città ristrutturata, parliamo di un campo di grano…”
FUSARO: “… cultura è un metodo per acquisire coscienza di sé nel proprio rapporto con il mondo…”
[Scontro televisivo tra Flavio Briatore e Diego Fusaro, 28 settembre 2016]

Ciò che il Prof. Fusaro non ha compreso (*), è che il genere umano non gli somiglia (per niente).
Egli - come tutti - crede che gli esseri umani siano come lui. Pensa che siano più interessati a leggere Hegel, che a una serata al ‘Twiga’. Per chi non lo sapesse, il ‘Twiga’ è il nome della catena di ristoranti di extra-lusso di proprietà di Flavio Briatore, e fondati da quest’ultimo.
Il capitalismo funziona, e funzionerà sempre, non perché sia il migliore dei sistemi economici possibili (probabilmente è il più esecrabile e sozzo e vomitevole), ma perché la quasi totalità del genere umano desidera ciò che il capitalismo promette e offre (e quindi sostenere che sia il migliore dei sistemi economici possibili ha senso, ma soltanto attraverso tale via, cioè se si vuole indicare come ‘migliore’ un sistema in senso relativo e non assoluto). Per questo motivo le ‘rivoluzioni’ (tutte) sono destinate a fallire: il rapporto tra Leopardi e il cristianesimo interessa lo 0,0001% degli esseri umani (per eccesso), mentre il gossip attrae in un rapporto inverso. Il capitalismo, velenoso e tossico, funziona perché il genere umano è avvelenato, ed è avvelenato per natura, e la natura non si cambia. Non puoi insegnare a un gatto a programmare in C, anche se ti applichi. Il gatto è un gatto, e fa bene il gatto. Il genere umano, tranne frazioni infinitesimali - come chi scrive - che in quanto tali non sovvertono la regola, ama WhatsApp e adora l’iPhone, e pensa che la felicità derivi dai beni materiali e dalle gratificazioni continue. Orbene non son qui a sostenere che sia meglio leggere Tolstoj piuttosto che seguire le istruzioni della Parodi (che è la moglie di Caressa, e ho detto tutto), sul come realizzare una frittatina coi carciofi, perché Tolstoj è meglio solo per il sottoscritto, e non per (quasi) tutti gli altri: se sostenessi che è meglio in assoluto, commetterei lo stesso fusariano errore.  
Il Prof. Fusaro pensa che le masse possano essere educate e risvegliate; no, le masse non possono essere educate perché non vogliono essere educate. Non vogliono leggere Puskin: vogliono leggere Fabio Volo. Ma che palle il documentario di RaiStoria su Massimiliano del Messico: molto meglio MasterChef, con i quattro cuochi stellati arrabbiati e con le braccia conserte che umiliano i candidati. La massa vuole questo. Lasciamola libera.
L’unico modo per ‘educare’ le masse è con la forza, per esempio caricando i dissidenti sul treno per la Siberia o fucilandoli; ma anche questo, oltre che immorale e illegale, sul medio periodo, fallisce. E’ un’opzione, ma non funziona.

Sul ponte sventola bandiera bianca.

W.B.

(*) Mi auguro che non l’abbia compreso, perché se l’ha compreso, lo scenario cambia, gravemente, in peius. La buona fede si presume.



venerdì 18 novembre 2016

Hadleyville



“I've got to, that's the whole thing.”
[Will Kane]

Doppiovubi ha lasciato trascorrere qualche giorno, per consentirvi di assimilare l'ultimo post (e per assimilarlo anch'egli). Non so quanti di voi, young bisons, abbiano sentito la necessità di guardare 'La Fonte Meravigliosa'. Probabilmente quasi nessuno. Eppure basterebbero circa quattro minuti su YouTube. Almeno il discorso finale di Howard Roark. Almeno quello.
Ma avete molto da fare. Siete molto impegnati. Siamo molto impegnati.
*
Doppiovubi è veramente stufo e nauseato da una società finta come questa. Abbiamo raggiunto livelli di finzione insopportabili, irreversibili, assoluti e totali. Siamo tutti finti. E non sappiamo nemmeno più che cosa sia vero o falso. La finzione è talmente 'normale' e diffusa, che si sta sovrapponendo alla verità, annullandola. Essere 'veri', allineare le nostre vite alla nostra identità (che non sappiamo neanche più ritrovare, sepolta com'è sotto coltri di finzione, strati su strati di convenienze), paradossalmente sta diventando sbagliato (perché anomalo), e quindi falso. Ciò che è anomalo è scartato. Quelli che dicono cose giuste e accettate (like), sono considerati veri, anche se sono falsi, perché, le cose che dicono, non le pensano, e soprattutto non le fanno. Ma è normale essere finti, quindi non si è più finti. Quello che conta, per distinguere il vero dal falso, è ormai la statistica. Ti guardi in giro, e se tutti (o il cinquanta per cento più uno, quorum permettendo, siamo tutti uguali, nevvero?) poniamo, affermano che la crescita economica è giusta, allora la crescita economica è giusta. Se tutti affermano che un'orca spaziale gigante potrebbe domattina divorare il Pianeta Terra in un sol boccone, gnam, tutto finito e digerito, allora è vero, perché la Maggioranza lo sostiene. Gnammete.
Praticamente stiamo applicando il principio maggioritario anche alla Verità.
La dittatura globale del Numero. 
Noi siamo quello che la Maggioranza dice che dobbiamo essere.
Il singolo essere umano diventa, docilmente, quello che - secondo la Maggioranza - dovrebbe essere.
Quelli che invece non sono sintonizzati, e quindi non accettati, sono considerati falsi (o non considerati affatto), anche se sono veri, perché dicono e fanno quello che pensano (giusto o sbagliato che sia, non stiamo parlando di giusto o sbagliato, stiamo parlando di sintonia e allineamento con se stessi, o, in termini più filologici, di coerenza e integrità). Ovviamente questa società crede di saper discernere molto bene il vero dal falso. Tutti ormai si occupano di separare, con accanimento ed energia, il giusto dallo sbagliato (ovviamente ciascuno crede di avere ragione, il che è logicamente impossibile), ma la distinzione che urge oggi è tra autentico e fasullo, che è una distinzione probabilmente situata a monte rispetto all'altra, e, quindi, più importante.
Vi prego, criticatemi. Consideratemi falso, anomalo e sbagliato. Anzi, meglio, non consideratemi affatto. Uno psicologo, anche alle prime armi, di livello medio-basso, capirebbe subito, sorridendo con sufficienza, che Doppiovubi non sta parlando a voi, bensì a se stesso. E' lui (non lo psicologo, Doppiovubi - ma anche lo psicologo) a essere finto, il più finto di tutti. Quello che però Doppiovubi desidera con la massima forza e, leopardianamente e disperatissimamente [e in ciò (forse soltanto in ciò) non c'è finzione], è diventare - più correttamente, tornare a essere - vero (se non ritornerete come bambini), o un po' meno falso, se si può (ma non si può).
Il più fasullo di tutti è chi vi sta parlando (chi vi sta parlando? chi?).
Ormai è un loop, ancora una volta: ci sono quelli che dicono di essere veri e affermano che bisogna seguire la propria unicità e identità (per ottenere approvazione, lo dicono, e non sono nemmeno consapevoli di questo, negheranno -in piena buona fede!- che lo fanno per ottenere approvazione). Raccattano 12483 'mi piace' da gente, gente è la parola giusta, gente, che li approva, Sì, sì, è giusto essere unici, che bella cosa, condividiamo! I 12483 che hanno approvato, poi, vivono falsamente la loro vita e sono tutto fuorché unici. E fanno forward su forward di post considerati giusti e belli, e di frasette giuste e buone, e idee politicamente corrette e che fanno sentire generosi, o (falsamente) politicamente scorrette (che è la stessa cosa, forse peggio) pubblicate su FB, e di aforismi giusti e originalissimi, e di post di giusta protesta e giusta denuncia e di giusta indignazione, e poi continuano a vivere esattamente come prima, in una realtà di completa plastica, e dato che non c'è altra realtà che questa, la plastica va bene ed è reale. La plastica non è più plastica.
Anche Doppiovubi potrebbe essere così, anzi lo è. Non consideratelo.
In ogni caso, il falso puzza. Si sente, se lo si vuole veramente sentire. Annusate bene. L'olfatto è un senso importante. Poco considerato, ma importantissimo. Doppiovubi puzza di pesce marcio. Smettete subito di perdere il vostro -preziosissimo- tempo dietro a un pesce avariato.
*
Le nostre vite ormai assomigliano a una specie di casting di Amici.
Ciò che ci guida è soltanto l'opinione, il giudizio, la valutazione, il consenso degli altri. E' una società terrorizzata. Ogni singolo essere umano è terrorizzato dal pericolo di essere abbandonato. Do not forsake me, o my darlin' (la 'h' dopo la 'o' è dubbia, Dimitri era ucraino).
Abbiamo tutti davanti a noi un lungo tavolaccio con i sedicenti esperti di danza, canto e cucina, che ci giudicano con le palette alzate. Tu, sei fuori. Tu, vai avanti.
Chi usa whatsapp va bene, chi non usa whatsapp perché dice che whatsapp non va bene, va bene anche lui perché contesta whatsapp, contestare è bene, è democratico, lotterò fino alla morte per far sì che tu esprima le tue idee anche se non le condivido, e cazzate come questa; se l'ha detto Voltaire (e probabilmente non l'ha detto) rimane una cazzata. Tutte le idee sono uguali e hanno pari dignità? No, certamente no. Ma ormai differenziare è politicamente scorretto. Tutto è uguale a tutto. Tutto va bene. Anche dire che tutto non va bene, va bene.
La Rete – luogo confortevole, dove spariscono tutte le differenze e non ti senti giudicato, perché tutto è omogeneo e indifferenziato e indifferenziabile e indifferenziando – ha accalappiato ormai quasi tutti i pesci del mare. Tutti dentro la rete, come si sta bene! Ma, prima o dopo, finiremo in un altro luogo, la rete è solo uno step, un luogo di passaggio verso un altro luogo, molto più caldo.
*
La clessidra è girata, amici. E' sempre stata girata, dal nostro primo giorno in sala parto. Non so quanto vi/ci/mi resti da vivere ancora. Morirete, moriremo. Magari oggi pomeriggio. Magari tra vent'anni (o mille anni, se versate due euro via sms alla Ricerca). Non sappiamo. Ma la polvere sta scendendo, non sempre più rapidamente, alla stessa velocità, ma nella parte superiore della clessidra - di consistenza fortunatamente ignota - c'è un granello in meno, ogni secondo che passa. Fate qualcosa, prima che sia finita. Qualcosa di diverso dalla vita che la Maggioranza (ormai quasi la totalità) considera come La Vita. Ci hanno infilato a forza in una specie di incubo. La vita non è questa cosa qui. La vita non è guadagnare soldi.  La vita non è fare qualcosa in cambio di qualcos'altro. La vita non è questa cosa qui. “I've got to, that's the whole thing”: lo faccio perché lo devo fare, e basta. Non in cambio di qualcos'altro. La vita non è un'unica, ininterrotta, sequenza di contratti di compravendita. Ci sono comportamenti da tenere, indipendentemente dal risultato e dal corrispettivo.
*
Oppure non fate niente. E' la vostra vita, fatene quello che 'volete' farne. Ammesso che abbiate ancora una 'volontà' vostra, e che, quindi, si possa definire tale. Cercate Dio, adesso, ora. Cercatelo.
*
Doppiovubi si diverte (diciamo diverte), quando incrocia le persone, la cosiddetta gente, per la strada, a captare i brandelli dei loro discorsi. Novanta su cento, ma anche di più, parlano di soldi, prezzi, euro, vendere, lavorare, comprare, euro lavorare, soldi, prezzi, euro, soldi, prezzi, soldi. Le nostre vite, in questa ipocritissima Hadleyville, ruotano, gravitano soltanto intorno a questo. Utilitas. Affari. Guadagnare. Scambiare. Plusvalore. Scambio vantaggioso. Avere di più. Fottere il prossimo. Accaparrare. Persino il famigerato 2%, persino i ricchissimi (che ben potrebbero vivere nella Bellezza), vivono vite di gran merda, di super-merda, orientate a escogitare ingegnosi sistemi per avere sempre di più, sfruttando il prossimo, ancora di più. Ottenere vantaggi. Sfruttare, togliere frutti, etimologicamente. Lasciare alberi vuoti dai frutti, dopo il nostro passaggio. Strategie. Sopravvivere. Sopravvivere economicamente. Homo homini. D'altra parte, Doppiovubi, di che cosa stai parlando, ora, tu? Direttamente o meno, stai parlando di soldi. Come Volevasi Dimostrare.
*
“It's all for nothing, Will.”
[Martin Howe]

“If you don't know, I cannot explain it to you.”
[Helen Ramirez]

Che schifo, signori, che schifo. Doppiovubi è schifato, soprattutto da se stesso.
Ovviamente, ovviamente, del tutto ovviamente, questo post non serve e non servirà a niente. E niente vuol dire niente. Quei pochi che lo leggeranno, certamente non cambieranno di una virgola. E forse nemmeno Doppiovubi cambierà di una virgola, continuerà la sua farsa personale, sforzandosi di ritrovare un'identità vera, ormai perduta, probabilmente per sempre.
E se non lo sapete già, non posso spiegarvelo io. Questo post è un sassolino minuscolo buttato non in uno stagno, ma in un oceano, dove, di pesci, non ve ne sono più.
(segue?)

W.B.