giovedì 31 maggio 2018

Non ho sbagliato.

Un conto è la colpa, uno stato soggettivo, un altro conto è la reponsabilità, il che sposta il problema sul piano della ‘causa-effetto’, delle cause oggettive e degli effetti oggettivi, la colpa non esiste, la colpa è uno stato patologico, la colpa è da eliminare, la colpa va curata, la colpa va rimossa, io non c’entro, tanto sarebbe accaduto ugualmente, non posso certo assumermi io le colpe di tutto il genere umano, non ho determinato io la mia storia, non ho scelto io il mio ambiente e il mio contesto e la mia posizione sociale e il colore della mia pelle e il mio corpo e i miei geni, e ho subito mille condizionamenti da piccolo, e non posso certo cambiare il sistema, sono stato sfortunato, nessuno mi ha aiutato, nessuno mi ha capito, faccio quello che posso, più di così non potevo fare, avevo troppe pressioni, sono un essere umano non una macchina, nessuno è perfetto, sbagliare è umano, che cosa pretendete da me, l'ho fatto perché non avevo alternative, ho dovuto difendermi, ma in fondo a ben guardare che cosa ho mai fatto di così grave, mi hanno mentito, non lo sapevo, non avevo un quadro completo della situazione, se l’avessi saputo non l’avrei fatto, se l’avessi saputo l’avrei fatto, sono stanco, ero stanco, ero troppo stanco, vorrei vedere te al posto mio, i confronti si fanno tra entità omogenee, la mia situazione è particolarissima, in fondo il mio errore non è così grave, non ho mica ammazzato nessuno, e tu allora, guarda cosa fai tu prima di giudicare me, chi siete voi per giudicare me, il mio errore è segno della mia umanità, ben venga l'errore perché vuol dire che siamo umani, è sbagliato e inutile flagellarsi, tra qualche tempo non si ricorderà più nessuno di questo, il tempo cancella tutto, non l'ho fatto apposta, l'avessi fatto apposta, non sono stato io, è stata lei, è stato lui, lui mi ha detto di farlo, lei mi ha spinto a farlo, cosa volete da me, io sono il prodotto automatico della mia storia personale, della scuola, della mia famiglia, del cattolicesimo, della società, dei politici corrotti, è colpa dei miei genitori che non mi hanno messo sulla strada corretta, non esiste il libero arbitrio esistono solo la causa e l’effetto, lo dice la scienza, anche i pensieri sono predeterminati, e tutto è già determinato e il futuro è già tutto scritto ed è ineluttabile ed essendo già scritto non potevo comunque farci niente per cambiarlo, è colpa di Dio, se esiste, perché è lui che governa tutto, e se non esiste è colpa sua comunque, altro che Dio buono, la colpa è un'invenzione della religione per controllarci meglio, e in ultima analisi è tutto relativo, magari col tempo il mio errore si rivelerà una grande fortuna, non ho sbagliato niente, ho fatto tutto giusto, sono stato bravo, ho fatto bene, sì, mi sto convincendo, a poco a poco, non mi merito di soffrire così, non è giusto, non è giusto, non è giusto soffrire, soffrire è il vero errore, ecco, ci siamo, soffrire è il vero errore, e adesso mi bevo uno spritz, magari mi distraggo un po', e domani è un altro giorno.

W.B.

mercoledì 30 maggio 2018

Benvenuto, senso di colpa.

Con buona pace di tutti gli psicologi.
Il senso di colpa è cosa buona.
Ha una funzione essenziale.

A patto che non venga tragicamente sublimato
in una vaschetta di gelato,
alla vaniglia e al cioccolato.

W.B.

lunedì 28 maggio 2018

Io faccio schifo, tu fai schifo.

E Doppiovubi ha assistito a questo scorcio di vita, Una mamma con il suo iPhone e con il suo bambino nel passeggino che la guarda ricevere e inviare, inviare e ricevere, e il bambino aspetta il momento in cui sarà il suo turno, di ricevere e di inviare messaggi dalla mamma e alla mamma, e intanto la mamma (e non soltanto lei, questo è il problema), inconsapevolmente gli sta insegnando cosa è normale fare, e quando il bambino crescerà presterà attenzione a uno schermo anziché agli esseri diciamo umani, perché lo ha visto fare, e la mamma ha i suoi consueti tatuaggi, e la mamma ha grandi, enormi occhiali da sole, e la mamma è così annoiata, così annoiata, e la mamma guarda in direzione di un cassonetto dell'immondizia, il cassonetto dell'immondizia ha attirato la sua attenzione, è uno stimolo superiore alle notifiche e superiore al suo bambino che attende il suo turno per comunicare. Doppiovubi guarda il bambino, che guarda la mamma, che guarda il cassonetto.
E a guardare all'interno del cassonetto vi è -ripiegato su se stesso- una specie di zingaro, un soggetto sicuramente appartenente a una categoria sociale non di elite, un frugatore della spazzatura. Il frugatore fruga nell'immondizia, il frugatore cerca qualcosa, tra i rifiuti, che abbia un valore, per sé o per altri. Il frugatore cerca nel cassonetto. Non è divertente cercare in un cassonetto. E' sicuramente più 'divertente' inviare una faccina.
La mamma attende il momento preciso in cui passa Doppiovubi per pronunciare due parole, e quindi pronunciare le due parole per farsi sentire da Doppiovubi, e in effetti Doppiovubi ascolta, e le due parole della mamma che guarda il frugatore sono esattamente
che schifo.
E così Doppiovubi si è preso la sua quotidiana coltellata nel cuore, e mentre il frugatore aveva tutte e due le braccia, in tutta la loro lunghezza, all'interno del cassonetto, per arrivare più in fondo, al cuore del cassonetto (cit.), e frugar meglio, Doppiovubi-regista-di-se-stesso si è fatto il solito film mentale di dire alla mamma, Fai schifo tu, tu fai schifo, e poi Doppiovubi ha pensato, Prima o poi lo dico per davvero e non lo penso e basta, e Doppiovubi non sa fino a quando riuscirà a tacere, ah, l'articolo 21 della Costituzione, che se Doppiovubi non erra, rimembra ancora, così recita: "Nessuno ha il diritto di manifestare liberamente il suo pensiero, né con la parola, tanto meno con lo scritto e in ogni caso con nessun altro mezzo di diffusione.".
Poi Doppiovubi ha pensato Faccio schifo io, a vivere in un mondo dove un essere umano fruga nell'immondizia, e un altro essere umano dice che schifo al primo essere umano, e l'altro essere umano maneggia un telefono da ottocento euro, e io vedo il primo che fruga, ascolto l'altro che giudica, e non dico niente, e non faccio niente. Io - Doppiovubi - faccio schifo. Sono io a fare schifo.
E allora Doppiovubi ha pensato Devo scrivere tutta questa roba sul blog, non per non fare più schifo, la schifezza ormai è divenuta ontologica - con buona pace di Parmenide - e irreversibile, ma perché è giusto farlo, è il minimo che si possa fare, quando uno fa schifo la miglior cosa che possa fare - e che quindi debba fare - è dirsi Faccio schifo.

W.B.

lunedì 30 aprile 2018

Verità (1)

"Non puoi insegnare ad altri ciò che tu stesso non hai ancora compreso pienamente."

[Doppiovubi]

venerdì 27 aprile 2018

Snake

"Se mio Capo e signor tu sei, se tanto rischio
Mi vedevi incontrar, perchè divieto
Al mio partir con assoluto impero
Non festi tu? Facil pur troppo allora
Molto non ripugnasti, anzi l'assenso
E 'l commiato mi desti. Ah! se costante  
E fermo stavi in tuo rifiuto, ancora
Io sarei, tu saresti anco innocente.
- È questo dunque l'amor tuo? ripiglia  
Irato allor la prima volta Adamo;
E di mia tenerezza il premio è questo?
Eri tu già perduta, ed io per anco
Viver potea, potea goder eterno,
Felice stato; eppur con teco, ingrata!
Perdermi scelsi! e rinfacciarmi or sento
La cagion del tuo fallo? Assai severo
Non ti sembrai nel mio divieto! E ch'altro
Far io potea? Del tuo periglio accorta
Non ti fec'io? non tel predissi? Forse
Non ripetei che insidïosi lacci
Un fier nemico ci tendea? Restava
Sol forza usar con te; ma qui la forza
Un libero voler stringer non debbe."

[John Milton, Paradiso Perduto, libro IX]

sabato 14 aprile 2018

Real Madrid - Juventus (atque, De Immonditiarum Bidonibus)

"Prega piuttosto, mio giovane cavaliere, che la vita sia dura perché la morte sia dolce; val meglio questo che l'essere ossequiato e lusingato per tutta la vita e all'ultimo precipitare nella più nera disgrazia". (Robert Louis Stevenson)

W.B.

lunedì 5 marzo 2018

Anche tu matematico

La semplicissima formula matematica per la ‘serenità’ familiare (tolstojanamente parlando) è la seguente:

(T2-T1) = x

Più la ‘x’ si avvicina al valore ‘zero’, più è alto il tasso di serenità familiare (in un rapporto di proporzionalità inversa). Se la ‘x’ è consistente, si salvi chi può (*). Definiamo 'x' - con etichetta linguistica abbastanza adeguata - in termini di  'dolore'.

Dove:

- T1 è il momento (in uno spazio/temporale di Minkowski) in cui l’elemento maschile della partnership  ingenuamente e fanciullescamente e candidamente esprime una sua opinione personale e originale, in ipotesi difforme dall’opinione della moglie/compagna/partner (femminile, specifichiamo), su un qualsiasi argomento;

- T2 è il momento in cui l’elemento maschile, callidamente, si corregge (si parla di inversione di 180 gradi), e conforma esattamente la sua opinione alla difforme opinione suddetta, con ciò annullando (recte: annichilendo) la sua idea (**).

Detto in termini di linguaggio naturale umano, non appena il maschio percepisce di non essere d’accordo con la (sua) femmina, prima vi si adegua (***) e meglio (soprav)vive, o comunque ha una speranza residua di sopravvivere. Il trade-off è tra libertà di espressione del pensiero e tranquillità d’animo (detto in termini, l’obiettivo è l’assenza di r.d.c., o comunque il contenimento). 

Per converso, sostenere pervicacemente la propria idea contro quella femminile è fonte di inutili lacrime e disperazioni, oltre che indice di una certa qual ‘ingenuità’, per non dire peggio.

W.B.

(*) Vi sono casi, che definiremmo ‘suicidi’, in cui T2 non verrà mai a esistenza (e quindi assume un valore infinito, e quindi 'x' parimenti assume un valore infinito). Ciò significa che il maschio non cambierà mai opinione, e ciò significa ancora che il maschio non ha ben capito l’ontologia della relazione maschio-femmina, ed è destinato a soccombere, percependo una sofferenza infinita.
(**) L’obiettivo di un maschio intelligente è realizzare l’equazione x=0, ma tale realizzazione è pressoché impossibile. Si può comunque tendere a x=0. Un buon risultato è contenere la x sotto i quattro minuti secondi, lasso di tempo statisticamente insufficiente, per una femmina, per organizzare una solida r.d.c., degna di tal nome, nei confronti del suo maschio.
(***) Sull’adeguamento sono necessarie due precisazioni. La prima: l’adeguamento opinionale (od opinionico) deve essere integrale, ovvero OPmasch=OPfemm, senza resti o scarti. La seconda: l’elemento femminile non deve mai avere la benché minima percezione di essere oggetto di una forma strategica, nel qual caso è meglio fuggire, in inglese si dice 'run'.

martedì 23 gennaio 2018

With my crossbow I shot the ALBATROSS

La vita è quella che è, certo.
Non è una passeggiata nel bosco con i fringuelli che cinguettano e i fiori aulenti e tutto il resto.

Poi arriva un vecchio amico, che fa una cosa per te - una cosa importante - e per la tua famiglia, e in cambio vuole un sorriso, un sorriso soltanto.
E il vecchio amico, te l'ha inviato Dio, certo.
Inaspettatamente.
Oscure, e dolci, le Sue vie.

W.B.

p.s.: grazie, G.


venerdì 19 gennaio 2018

La vita è bella

Il primo che, sulla falsariga del peggiore di tutti (R.B.), ha il coraggio di sostenerlo, subirà per certo il seguente trattamento: compro un ombrello (dai cinesi, pochi euro) di quelli grandi, non mignon di quelli che con un refolo di vento si spaccano, lo deprivo della tela, cioè lascio il cosiddetto scheletro, poi lo chiudo, lo metto a scaldare sul fuoco per circa 40/45 minuti, quando è pronto cioè ha cambiato colore ed è sul rossastro/giallo/bluastro cioè incandescente, lo infilo dietro cioè dentro il locus del soggetto che ha osato dire la simpatica frase di cui al titolo del presente post, poi quando l'ombrello roventissimo è tutto quanto, cioè intendesi completamente, nella sede deputata lo apro con forza -per quanto possibile attesa la resistenza dei tessuti biologici che comunque applicando violenza dovrebbero gradualmente cedere, comunque con notevole insistenza e pervicacia - e poi aspetto con calma la morte dell'interlocutore, che spero pervenga lenta e ponderata da parte sua e nel frattempo al bencapitato, continuo a ricordare il titolo del film di R.B. ma con una certa qual intonazione interrogativa, beninteso se dovesse ritrattare, il relapsus non avrà comunque pietà da parte di Doppiovubi torturatore, al massimo potrei abbreviargli il dolore con una mattonata -un bel forato da otto- dritta e reiterata e ben assestata sul cervelletto e non se ne parla più. Se poi oltre al soggetto sperimentatore vuol coraggiosamente farsi avanti qualcuno d'altro a pronunciare anch'egli la suddetta identica frase allora diligentemente tornerò dai cinesi a comprare un secondo ombrello e così via, etc. etc.

W.B.

martedì 2 gennaio 2018

Un sogno si avvera

Tutti voi ricorderete perfettamente L'Allenatore Nel Pallone, capolavoro immortale del 1984 che rappresenta uno dei vertici della cinematografia mondiale di sempre (fatta ovviamente eccezione per Driven con Sylvester S.).

Oronzo Canà (Lino B.) si reca in Brasile per acquistare Socrates, ma alla fine deve ripiegare sul modestissimo Aristoteles, chiarissima parodia filosofico/calcistica. Aristoteles, alla fine, riuscirà comunque a portare la Longobarda alla salvezza.

Orbene, a distanza di trentaquattro anni, a dimostrazione del fatto che con la giusta pazienza tutto può succedere, il miracolo si avvera. Aristoteles esiste davvero.

Il 6 gennaio 2018, alle ore 15, il Milan affronterà - in una classica sfida-salvezza - il Crotone del fenomeno Walter Z.

E' possibile che giochi Aristoteles Romero, centrocampista venezuelano in forza ai pitagorici (altro interessante collegamento filosofico). Aristoteles ha giocato qualche minuto anche col Napoli: Zenga crede in lui.
E' stato acquistato per 275.000 euro, e non ha giocato quasi mai (o in panchina o addirittura non convocato). Misteriosamente, adesso pare che ne valga 800.000, di euro. Non è certamente Cristiano Ronaldo.

Di sicuro, se avete voglia di andare su Google a visionarne i tratti somatici, è uno che fa paura, quanto al sembiante. Non vorrei certamente litigare con lui.

Nel film, quando la Longobarda gioca col Milan, il Milan vince 7-0, proprio perché Aristoteles si fa male a una caviglia.

Ma la fiction  è una cosa, la realtà è un'altra.

Forza Milan, e buon 2018 a tutti.

W.B.





venerdì 22 dicembre 2017

F

"Ciò che distingue i neuroni sono i prolungamenti che si estendono dal corpo cellulare, ramificandosi innumerevoli volte fino a terminare in esilissimi filamenti, costituiti anche loro da liquido citoplasmatico delimitato dalla membrana cellulare. I prolungamenti sono in generale di due tipi: i cosiddetti dendriti, attraverso i quali il neurone riceve messaggi da altre cellule, e l'assone, attraverso il quale il neurone trasmette messaggi ad altre cellule."
[Alessandro Treves, Come funziona la memoria]

Se l'assone ha una funzione importantissima di collegamento tra cellule, anche il Fassone, se continua così, svolge una funzione essenziale di collegamento: tra il glorioso Milan e la serie B.

W.B.


sabato 25 novembre 2017

Diderot Effect

Doppiovubi è riuscito a passare attraverso il c.d. 'Black Friday' senza comprare assolutamente niente.
Questa è una buona notizia, il Vostro Idolo è (quasi) pronto per guidarvi verso la libertà, ammesso che, alla libertà, non preferiate uno sconto alla cassa del venti per cento.

You can lead a horse to water, but you can't make it drink.

W.B.

giovedì 9 novembre 2017

Pochi, semplici click.

Si chiama 'Faraone', una nuova app che ti costruisce una vera piramide in Egitto.

Poi c'è 'Sotto-Il-Sole', una nuovissima app che ti raccoglie il cotone in Alabama.

Comodamente sdraiato sul tuo divano, in pochi, semplici passi realizzi i tuoi desideri, e sei felice.

Anche per Android.

W.B.


mercoledì 4 ottobre 2017

Editoriale

Smontando la questione a fini di analisi, prima ancora di pensare a una rimonta, un problema che si situa a monte della tematica di Montella al Milan, si può dire che sia il monte-stipendi dei giocatori, che ammonta a somme importanti. E' una montagna di denaro: i calciatori sono stra-pagati, e sta montando una polemica su alcuni acquisti recenti. L'entusiasmo è ormai tramontato. Se dobbiamo puntare tutto su Montolivo, addio.

Non conta molto, poi, il fatto che possa arrivare Conte o meno. Contando i soldi spesi, è scontato che il Milan si ritroverà in difficoltà finanziaria, anche perché su alcuni giocatori sono stati versati soltanto acconti. Contenti o scontenti, poi, i tifosi devono fare i conti con gli infortuni, per esempio quello gravissimo di Andrea Conti, che racconta un esordio amaro della sua storia al Milan.
Se mettiamo in conto la squalifica del turco, Montella ha già gli uomini contati.

W.B.




domenica 1 ottobre 2017

Cercando György

Cercando 'Lukács' su Google è uscito come primo risultato 'Luca's Pizza' a Rubano (PD).

Adesso possiamo affermare che è davvero finita.

W.B.

sabato 30 settembre 2017

Nondum matura est

Sei dinamico, moderno, agile, magro, scattante, fai esperienze, conosci posti nuovi gente nuova, frequenti, sei veloce, sei efficace, conosci le lingue, tante lingue, comunichi, hai viaggiato, ami viaggiare, sei cittadino del mondo, sei gentile, sei educato, sei rapido e veloce, soprattutto rapido e veloce, non perdi tempo, sei uno che va al sodo, sei determinato, sai cosa vuoi, ami te stesso, stimi te stesso, sei ricco di autostima, sei uno che sa cosa bisogna fare, sei stimato, sei apprezzato, sei vestito come bisogna essere vestiti, conosci, sei informato, sei profumato, sei cercato, ci sei, sei nel posto giusto al momento giusto, sai le lingue, le parli correntemente, sei figo e ti senti figo, ti muovi bene e agilmente negli aeroporti e usi lo smartphone mentre fai mille altre cose e sai sempre come si risolve il problema che hai, conosci i sistemi per risolvere tutti i problemi, sei la misura di tutte le cose, e dici buongiorno come prima cosa, innanzitutto buongiorno, e parli come gli altri e gli altri parlano come te, non ti fermi mai, ti piace, non ti piace, hai le passioni, hai passione per il tuo lavoro, hai passione per gli animali, hai passione, sei veloce e con passioni, sei simpatico e solare e allegro e non ti fermi mai, e non sei stanco, e anche se sei stanco sei figo perché sei stanco, sei bello, non sei bello ma ti piaci, sei giovane dentro e ti vesti giovane e ti senti giovane, ti ami per quello che sei.

Mi fai schifo.

W.B.

sabato 23 settembre 2017

Dreaming, again

I sogni di Doppiovubi riscuotono un certo successo.
Così il vostro Idolo ve ne racconta un altro.
Tutta robba buona, robba fresca, di due giorni fa.

Doppiovubi nel sogno si compra una moto.
Una moto vera, roba da V. Rossi (non il sommo poeta di Zocca, l'altro),
una motona rombante, potentissima.
Ovviamente Doppiovubi non è capace di guidarla.
Ma è un sogno, nel sogno quasi tutto è possibile.
In realtà tutto sarebbe possibile, ma di fatto manteniamo un certo criterio di impossibilità anche in fase onirica, quindi in concreto quasi tutto è possibile.
Dire 'in concreto' riferito a un sogno è abbastanza paradossale.

Doppiovubi se ne va in giro per la città con la sua potentissima moto.
La città è una specie di città americana.
La moto è rossonera.

Accade che Doppiovubi racconta agli altri di avere una potentissima moto.
Ma non è che gli altri ne siano così affascinati.

Poi, accade un fatto strano:
Doppiovubi non ha un posto dove ricoverare nottetempo la sua bella moto nuova fiammante.
Anziché lasciarla in strada, dove durerebbe qualche minuto,
anziché affittare un posto-moto, che costa più della moto stessa,
Doppiovubi la vuole riporre nella sua cantina.
Ma per arrivare in cantina ci sono tre gradini da fare,
e fare i gradini con una moto pesante non è facile, oltre a essere scomodo.
In più ci sono delle curve, dei cunicoli, per arrivare alla cantina di Doppiovubi,
e portando la moto a mano, nelle curve non c'è spazio,
o passa lui, o passa la moto, e se la moto ti cade è un problema.

Un buon ottanta per cento del sogno va via con la questione dei cunicoli e delle curve.

Ma il momento psicologico più importante (stavate aspettando quello), è il seguente.
Doppiovubi durante il sogno, guardando la sua moto, non è contento.
Anzi, osservando la sua fiammante moto, non solo non è contento, ma pensa:
a me, di avere una moto, non me ne frega un cazzo.
Pensa esattamente così (la scurrilità è giustificata dalla citazione testuale).
Non gliene frega un cazzo né di avere una moto, né di avere quella moto.

Da un po' di tempo a questa parte,
Doppiovubi si è accorto che nei sogni realizza desideri
(ipotetici, cioè appartenenti ad altri, non suoi),
e poi, in tempo reale, ossia già durante il sogno, si accorge che
a ben guardare non gliene frega niente di quella realizzazione.
Come se ci fosse uno sdoppiamento di personalità onirico.
Praticamente nel sogno interviene un Doppiovubi razionale che giudica il Doppiovubi irrazionale.
In altre parole, il Vostro idolo sta (finalmente) separando i suoi desideri reali da quelli indotti.

Forse Doppiovubi è ammalato.
O forse sta guarendo.

W.B.

giovedì 21 settembre 2017

Le coreane guglie


La Juventus ha uno stadio 'di proprietà'.
Gli Agnelli hanno uno stadio di proprietà.
Gli Agnelli hanno dato un nome al loro stadio.
'Juventus Stadium', lo hanno chiamato.
Poi hanno fatto un accordo con Allianz, quelli delle assicurazioni.
Adesso si chiama 'Allianz Stadium'.
Allianz paga.
Credo, fino al 2023.
Mica scemi, gli Agnelli.
Poi potrebbe diventare 'Vodafone Stadium', oppure 'Vetril Stadium'.
Oppure 'Fruttolo Stadium'.
Chissà.
***
A Milano c'è una Cattedrale che è stata costruita a partire dal 1386.
E' grande, il colore dà sul bianco.
Ne avrete sentito parlare, forse l'avete anche vista.
Da molti mesi, se vi mettete a guardare questa Cattedrale dalla parte della facciata, sulla sinistra (lato est, penso) vedrete un enorme oggetto luminoso, che non è un u.f.o., soprattutto perché non è volante, bensì appeso.
E' un mega-schermo pubblicitario della 'Samsung'.
***
Doppiovubi ha pensato, ma perché non cambiamo il nome, anziché 'Duomo di Milano',
lo chiamiamo 'Samsung Cathedral', o roba del genere, magari la Samsung paga di più (anzi, sicuramente, vuoi mettere una cartolina con Greetings from Samsung Cathedral ), e grazie al denaro asiatico, forse, i cessi incorporati nella biglietteria della Veneranda Fabbrica della Samsung Cathedral costeranno cinquanta centesimi, anziché un euro come oggi.
O forse no.

W.B.

martedì 19 settembre 2017

Avete ragione.

Doppiovubi c'è rimasto male.
Sapeva già che oggi, in questo bel mondo del 2017,
a pochi anni dalla auto-distruzione definitiva del genere umano,
il concetto di volontà è ormai un lontano ricordo del passato.

Sapeva già che l'essere umano è pigro e indolente.
Ma riteneva che i suoi adepti, i suoi fidati lettori,
che da molti anni lo seguono, lo leggono,
fossero in qualche modo diversi.

Mi avete molto deluso.

Sono molto deluso.

Ma perché mai, o Doppiovubi, ti abbiamo deluso?
Perché ho scoperto con orrore che siete passivi nella lettura.
Deh, da cosa l'hai scoperto, nostro venerabile Doppiovubi?
Da una conversazione con uno di voi, miserabili.
Oh, venerabile, da chi, se è lecito saperlo?
Da uno che pensavo fosse tra i meno pigri e indolenti.
E che ti disse, venerabile e osservandissimo Doppiovubi?
Mi disse che non andò a scoprire il significato del titolo del post del 30 agosto 2017.
Forse soltanto lui, osservandissimo, forse altri sono andati a scoprirlo sul web.
No, miserabili cani rognosi, non mentite!
E' vero, osservandissimo e immutabile Doppiovubi, neppur noi siamo andati.
E allora ben si confà a voialtri indegni il titolo medesimo di quel post!
Sì, a noialtri si confà, lo ammettiamo.
E' il minimo che possiate fare, o grandissimi pezzi di...
Ehi, andiamo piano con le parole, ok?
Sacrilegio! Come osate?
Osiamo eccome. Abbiamo tollerato di tutto, silenzi per mesi, storie interminabili e noiosissime con decine di puntate inconcludenti, roboanti promesse non mantenute, ammorbanti critiche della società e del genere umano, e questo non va, quest'altro fa schifo, e qua qua qua, io sono figo voi non siete nessuno, adesso basta. Chi ti credi di essere? sono anni e anni che spari giudizi - per lo più sbagliati - su tutti quanti, con che diritto? con quale diritto? pensi di essere migliore? chi ti credi di essere? Abbassa la cresta.
Sì, abbasso la cresta, ve lo prometto. Ci proverò.
Così va meglio.
D'altra parte, un essere superiore quale io sono non può non avere tra le sue qualità anche quella,  essenziale, dell'umiltà.

W.B.