sabato 31 gennaio 2015

No, quello si paga a parte (10 - M. Bulgakov's style)

(flashforward, terza ora di assedio)

ENRICO MENTANA (concitatamente) – Ecco, alla stazione di Bologna è casualmente presente Toni Capuozzo, che stava recandosi a Roma proprio sul treno dove viaggiavano i terroristi, abbiamo allestito un collegamento di fortuna... Toni, mi senti? … Toni? Non ci sente. Ecco, i nostri telespettatori ben capiscono che la situazione di emergenza non permette...
TONI CAPUOZZO – Chicco... ti sento, ciao, sono Toni... sì...
E. MENTANA (visibilmente esaltato) – Ciao Toni! Come stai tu, innanzitutto, tutto bene? Sei ferito?
TC – Sto bene, Chicco, grazie.
EM – Com'è la situazione, Toni?
TC – Guarda Chicco, purtroppo le notizie sono frammentarie. Non abbiamo purtroppo immagini del momento in cui il gruppo di terroristi è sceso dal treno e si è asserragliato nel bar, anche perché, come probabilmente già sai, per inspiegabili problemi di rete tutti i telefonini hanno smesso di funzionare, e si sono addirittura resettati, video e foto spariti e cancellati, però abbiamo numerose testimonianze oculari che ci consentono di ricostruire la vicenda.
EM – Certo Toni, abbiamo appena avuto in studio un esperto di telecomunicazioni, un Professore esimio, che ci ha spiegato che è ben possibile che in una certa area i dispositivi tecnologici perdano la memoria tutti nello stesso momento, è un fatto normalissimo, stando al Professore esimio. Ma vai avanti.
TC – Secondo alcuni testimoni oculari, i terroristi islamici sarebbero quattro, secondo altri sarebbero due. E' certo che abbiano con loro anche dei bambini, molti bambini, che gridavano e piangevano. Alcuni testimoni asseriscono che si tratti soltanto di donne terroriste armate fino ai denti sotto i loro burqa, il che sarebbe un fatto nuovo e straordinario, e che non abbiano alcun ostaggio, e tanto meno bambini. Molti viaggiatori hanno visto in faccia i terroristi, e gli inquirenti stanno preparando degli identikit, che purtroppo differiscono molto tra loro, ma ho qui un testimone oculare, se vuoi lo sentiamo in tempo reale.
EM – Sì! Sì!
TC – Lei è un testimone oculare?
TESTIMONE OCULARE – Sono un testimone oculare.
TC – Ci dica tutto quello che ha visto.
TO – Intanto io ero a due metri da loro, intendo i delinquenti talebani, quando sono scesi di corsa dal treno, e mi ricordo tutto benissimo e ho visto anche i dettagli, porco boia! I terroristi sono soltanto due, un uomo e una donna, la donna ricordo perfettamente che aveva la faccia identica a quella della mia cara povera nonna Agata, e l'uomo assomigliava tutto a un mio compagno di scuola elementare che non vedo da trent'anni, che chiamavamo 'il Polenta' per via che aveva la faccia gialla, lì alla elementare Pascoli di Fidenza che adesso è dismessa e c'è mi sembra una cooperativa che tratta i borlotti, chissà il Polenta che fine ha fatto, era un simpatico il Polenta, mi piacerebbe rivederlo se è in ascolto; i talebani erano armati di vari coltelli e spadoni e scimitarre come Alì Babà, ricordo proprio come nelle figure in un libro illustrato che avevo, coi bragoni larghi e le barbe lunghe, anche la donna aveva la barba lunga, e portavano con loro due gatti e una scimmia, o forse erano dei bambini quelli che portavano, o no, forse due gatti, però cuccioli, no, i bambini non c'erano, e uno dei gatti è come il gattino che avevo da piccolo che si chiamava 'briciola', uguale uguale, bianco come il latte e col naso rosa, lo ricordo con precisione...
EM (fuori onda) – Ma chi cazzo è questo qui?

(segue)


W.B.

giovedì 29 gennaio 2015

No, quello si paga a parte (9 - MIB's style)



(flashforward: prima ora di assedio nel bar-tabaccheria della stazione di Bologna)
WB - E tutta la gente che ti ha visto, tutti quelli che sono fuggiti -urlando- da questa tabaccheria, quando ci siamo rifugiati qui?
A - Non è un problema. Ho sparato un raggio con la mia pistola, che ha colpito le loro menti e le ha confuse. Nessuno di loro si ricorderà la cosa giusta.
MPC - Ah, capisco, come la pennina che ti  flasha  in Men In Black, e ti fa perdere la memoria.
A - No, su MI***IA è vietato cancellare le memorie degli altri, anche se tecnicamente lo possiamo fare.
WB - Ma qui non siamo su M*N***A.
A - Le leggi che ci siamo dati valgono in tutto l’Universo. E comunque Men In Black  dice cazzate. Star Wars, quello sì che è un bel film. La mia pistola ha soltanto confuso i ricordi della gente.
WB - E i telefonini, e gli iPad? Qualcuno potrebbe aver fatto foto o video.
A - Negativo. Con la mia pistola ho smagnetizzato la memoria di tutti i dispositivi nel raggio di vostri cinquecento metri.
MPC (smanettando sul suo Samsung) - Porca puttana, ma la mia rubrica è sparita! Ridammi i miei numeri di telefono! Il mio record a Strike the balloon!, ma nooo…
WB e l’Alieno si guardarono con un cenno d’intesa, e a WB sembrò che l’Alieno sorridesse, ma fu soltanto un’impressione.

(flashback, sul treno)
L’Alieno premette il grilletto della sua pistola-laser - puntata sul CN.
Dalla pistola-laser non uscì niente.
Ci si aspettava, si aspettavano, vi aspettavate, un raggio tendenzialmente rosso, o blu, o al massimo verde, invece niente.
In realtà un raggio uscì eccome - i raggi colorati sono solo a uso e consumo del cinema, nella realtà mica vedi un laser che attraversa l’aria, come spiegò l’Alieno più tardi - e infatti il CN fu polverizzato all’istante.
La divisa, la biancheria e il cappello - ormai privi di un contenuto che li sorreggesse - caddero vuoti sul pavimento del vagone, come pure il borsello e la pinzatrice, formando un mucchio informe (formando un mucchio informe, no no, non va bene, meglio creando un mucchio informe, macché creando, diciamo componendo un mucchio informe, ma quale componendo, vabbè, formando un mucchio informe, tanto non se ne accorge nessuno, sappiamo che i lettori di Doppiovubi sono distratti, e frettolosi nella lettura).
Ma polverizzato non è l’espressione giusta. Del CN non rimaneva niente. Nemmeno polvere. Sparito.
WB - Che cosa gli hai fatto ?!
A - L’ho dematerializzato, l’ha voluto lui. Ho applicato il protocollo OWK.
MPC - L’hai ucciso, sei un criminale.
A - Non l’ho ucciso, l’ho semplicemente annullato. Se ci fossero dei resti, lo avrei ucciso, ma non c’è più niente. L’ho tolto dalla serie causale di eventi.
WB - Da che cosa l’hai tolto ?!
(segue)
W.B.

mercoledì 28 gennaio 2015

No, quello si paga a parte (8 - George Lucas' style)



Il tragico protocollo OWK, lo avrete sicuramente già capito, prende il nome - ancora una volta - da Obi-Wan Kenobi, perché dovete sapere che, oltre a essere la saga preferita del nostro alieno, su tutto il suo pianeta M*****A (non ne scriviamo il nome completo per questioni di copyright e perché in italiano rappresenta purtroppo una parolaccia) Star Wars  è da sempre oggetto di culto.
Come i lettori ben sanno, quando in A New Hope, che è il primo capitolo, ma poi sarebbe il quarto, cioè il primo originale, ovvero il terzultimo, ma tra poco il sestultimo visti i tre nuovi in arrivo, ma in ordine cronologico di distribuzione il nonultimo, nel senso non di “non-ultimo” bensì di “uscito nove volte prima” (in latino dovremmo dire noniultimo, da nonies, meglio noviultimo, da novies), perché in realtà e in effetti non sarebbe l’ultimo ma il primo, insomma, sì, il primo uscito nel 1977, e anzi per essere pedanti - ciò che WB non è, WB è uno sbrigativo e sintetico e non sta mica lì a sottilizzare - bisognerebbe citarlo soltanto come Star Wars perché Una Nuova Speranza è titolo aggiunto oltre vent’anni dopo, quindi dicevamo, come i lettori ben sanno, quando in Star Wars Obi-Wan Kenobi duella con il malvagio D. Fener - e qui vi risparmio la querelle Vader-Fener altrimenti occupiamo un paio di mesi prima di tornare al Controllore N. che avanza trucido - e incrociano le sabers , le spade-laser, il mitico OWK decide di farsi uccidere - come corpo, non come spirito - e di entrare a far parte a tutti gli effetti della Forza, e infatti poi sussurrerà delle cose a Luke S., quindi diciamo come spirito non muore mai, ecco, appunto, quando decide di farsi uccidere chiude gli occhi per diciamo concentrarsi e DF (o DV) gli ammolla un colpo fatale e la toga di sacco si affloscia vuota di tutto e DF/V- come giustamente ha fatto notare l’amico Silvione di recente - dà dei calpestini sulla toga con gli stivaletti neri, scalpiccìa un pochino, per accertarsi che sotto il vestito niente.
E dunque il tragico protocollo OWK è proprio questo, come tra breve si vedrà.
CN - E allora, ce lo abbiamo trovato ‘sto biglietto ? Forza, scendere, scinne, io li conosco gli zingari come te, voi salite indo o’ treno per uscire i portafogli e… ma senti nu’ poco che puzza, mo’ ti metto a posto ie, chiamo agli sbirri, si’ proprio nu’ sfaccimm…
Come il lettore ben si accorge, l’eloquio del CN stava progressivamente degenerando, secondo le leggi dell’entropia e della termodinamica, che si applicano anche alla linguistica, da un forbito quanto polveroso e stucchevole buracratese aziendal-ministeriale da quattro soldi a un gergo da camorrista sotto copertura di grossista di scarpe di San Pietro a Patierno ovest.
Mentre ciò avveniva, il MPC stava ancora elencando “Anche la giustizia non è gratis, c’è un contributo da pagare se fai una causa, si chiama contributo unificato, e la televisione si paga a parte, si versa un canone, poi ci sono le carceri da mantenere, e i detenuti teoricamente si dovrebbero mantenere da soli, invece viene pagato loro uno stipendio, non si mantengono da soli, cioè metti che uno ammazza un altro…”
E proprio mentre il MPC stava per scandire la terza e ultima sillaba di “ammazza”, e precisamente a metà tra la prima e la seconda zeta, con gesto rapido anzi fulmineo, l’Alieno mise la mano nel borsone del Concorezzo Calcio e ne estrasse una pistola, che a prima vista sembrava una pistola-giocattolo tipo quelle contenute nelle confezioni di cartone ricoperte da plastica dura appese fuori dalle edicole vicine alla spiaggia, insieme alle retìne contenenti palette rastrelli e mulini per sabbia, euro 6,99, Mamma mamma me la compri, No, Papà ti prego ti prego, Va bene, ma niente acqua in faccia a tuo fratello.
E invece l’Alieno la puntò proprio dritta in faccia al CN.

(segue)

W.B.

lunedì 26 gennaio 2015

No, quello si paga a parte (7 - Beppe Grillo's style)



(un piccolo flashback)
A - No, no, calma, calma, il biglietto ce l’ho, deve essere (con il suo dito sottile e lungo venti centimetri indica il borsone del Concorezzo Calcio) lì dentro. Se mi dà un po’ di tempo lo cerco e glielo mostro.
C - Vabbé, vado a esercitare altri controlli nelle carrozze limitrofe. Ripasso dopo. Ma veda di reperirlo prima di Bologna, altrimenti la faccio scendere sulla banchina e avviso pure le forze dell’ordine deputate, secondo regolamento.
WB - Semmai gli fa un verbale.
C - Lei che c’entra, siete parenti ?
WB - Prima di chiamare la polizia si fa il verbale.
C - Questo viaggiatore utente cliente qui non tiene i documenti d’identità e non rammostra all’ufficiale di bordo il titolo di trasporto, il regolamento parla chiaro.
WB - Io dico che i documenti di identità li ha nel borsone, insieme al biglietto.
Il Controllore Napoletano grugnisce, si gira e se ne va (nota: Doppiovubi è stato a lungo indeciso se inserire o meno questa scena di Doppiovubi che puntualizza la storia del verbale e/o polizia, perché è una cesura narrativa del tutto inutile e che spezza il ritmo e appesantisce il brano, ma alla fine con scelta molto molto discutibile l’ha inserita, non ha sentito ragioni).
Nel frattempo, il Maniaco delle Parole Crociate riprende il discorso fiscale, come se niente fosse.
MPC - … l’asilo nido si paga a parte, e costa anche tanto. Anche la scuola materna si paga. E paghiamo anche i libri di scuola, mica li passa lo Stato, e l’università pubblica non è compresa nelle imposte, e se facciamo una visita medica, la paghiamo a parte anche quella, c’è il ticket, e i trasporti pubblici si pagano a parte, e costano parecchio, e i parcheggi non sono certo gratuiti, e a Milano devi pure pagare per viaggiare in certe aree, ed è una roba incostituzionale ma nessuno dice niente neanche i Giudici, e le autostrade si pagano a parte, e le strade …
Ma l’Alieno non lo stava più ascoltando. Stava pensando alla situazione di emergenza, e cominciava a sudare copiosamente muco verde, e gli animaletti vermoidi nella sua sacca posta nel sotto-gola correvano disperati qua e là urtandosi tra loro, sbracciandosi ed - evidentemente - urlando.
Anche WB stava capendo che ci trovavamo in un defcon critico, diciamo un defcon 2, e osservava l’Alieno, il quale fissava il suo borsone sudando ovviamente muco.
MPC - … beh, le strade, sono piene di buche, spesso accadono incidenti, e i vigili urbani, che una volta servivano a regolare il traffico e a segnalarti una direzione, adesso danno multe a chi viola le regole, le indicazioni stradali te le dà il navigatore e per la verità quando ci sono i vigili a regolare il traffico perché un semaforo non funziona non è che il traffico migliori, anzi, pensa che una volta ero in Piazza Medaglie d’Oro e …
L’Alieno pensava, Devo farlo, non ho altra scelta. Doppiovubi si accorgeva, dalla intensità dello spurgo del muco e dalla velocità dei vermoidi - a un tratto gli parve di sentire addirittura i loro urletti disperati - che l’Alieno stava prendendo qualche decisione drastica e non reversibile.
MPC - … beh, le multe sono altri soldi che entrano nelle casse dello Stato, e quindi, capisci, lo Stato si prende anche i soldi delle multe, oltre a quelli delle tasse, e il paradosso è che gran parte delle tasse poi serve per gestire la macchina di riscossione delle tasse stesse, cioè bisogna pagare la guardia di finanza, l’agenzia delle entrate, la polizia tributaria, che servono - dovrebbero servire - a controllare che si paghino le tasse, e quindi con le tasse manteniamo una struttura che serve per verificare se paghiamo le tasse, un assurdo circolo vizioso, ehi, ma mi stai ascoltando ?
A - Sì, sì, ti sto ascoltando…
L’Alieno si era alzato, aveva tirato giù il borsone e lo aveva appoggiato sul sedile a fianco, con un sospiro sconsolato.
Il Controllore Napoletano avanzava a grandi e decisi passi verso di noi.
Il CN fissava l’Alieno come un texano guarda un tacchino il giorno prima del Thanksgiving Day, come il Sindaco Giuliano Pisapia guarda i proprietari di una piccola casetta ereditata frutto di sacrifici immani, come il Lupo, a letto con la cuffietta e la camicia da notte, guarda Cappuccetto Rosso, la quale CR, sia detto per inciso, doveva avere un quoziente intellettivo estremamente infimo (tutti quelli che hanno un acronimo CR hanno un q.i. infimo, e se dopo c’è un numero, il numero rappresenta il grado di scemenza del soggetto, in una scala da uno a sette) per non accorgersi del fatto che nel letto anziché la nonna c’era il Lupo, voglio dire, è vero che con l’età gli anziani sviluppano un po’ di peluria, però un lupo -oltretutto- puzza in maniera inaccettabile, mica CR gli ha detto Nonna cos’è ‘sta puzza da stalla, la domanda giusta non gliel’ha fatta mai, e non parliamo poi di altre incongruenze grossolane della fiaba, tipo aprire la pancia del lupo e metterci le pietre e poi richiuderla senza ammazzare il lupo per setticemia, roba che neanche Christiaan Barnard riesce a salvare il lupo da morte certa, figuriamoci un cacciatore sporco e maldestro, ma la critica a Cappuccetto Rosso - nonché una serie di post sulle origini della fiaba, che risalgono addirittura alla Francia del 1300 - la faremo in un’altra sede, se mai ci sarà un’altra sede, visto come si sta mettendo con il Controllore Napoletano che sta avanzando a grandi falcate, manco fosse, facciamo un nome a caso, Cristiano Ronaldo.
Ormai l’Alieno aveva deciso. Non aveva altra scelta.
Avrebbe attivato il tragico protocollo OWK.

(segue)

W.B.

domenica 25 gennaio 2015

No, quello si paga a parte (6 - Butch Cassidy's style)



(un piccolo flashforward)
MPC - Che schifo… cos’è quella roba ?
WB - Lascialo stare, non lo vedi che è in difficoltà ?
L’alieno era seduto, appoggiato al muro della tabaccheria, con la pistola-laser al suo fianco, buttata sul pavimento, e respirava affannosamente. Guardò con disprezzo il Maniaco delle Parole Crociate, e poi si rivolse a Doppiovubi.
A - Non sono in difficoltà. Sto solo sudando un pochino.
MPC - Ma quella roba verde puzzolentissima che emani non è sudore !
WB - Ti ho detto basta ! Lascialo stare.
Ormai erano giunti alla nona ora di assedio.
I reparti speciali erano schierati con i fucili puntati, i cecchini erano sui tetti e aspettavano con pazienza.
I negoziatori attendevano il momento buono. Le televisioni erano tutte pronte. I satelliti orientati.
Mentana, in stato di iper-eccitazione, era in onda da sei ore filate.
MPC - Finirà male. Questo qui uscirà sparando all’impazzata.
WB (all’Alieno) - Perché non ti arrendi, amico ?
A - Il protocollo non lo prevede. Non posso farlo. Niente tracce. Sono migliaia di anni che è così, e sarà così anche stavolta.
WB guardò il Maniaco delle Parole Crociate, e capirono che per loro non c’era alcuna speranza.

(flashback)
- Biglietti, prego.
Il Maniaco delle Parole Crociate allungò il biglietto distrattamente. Doppiovubi enunciò a memoria la penultima lettera del PNR.
Poi, il dramma.
- Lei ? , disse il controllore guardando l’alieno.
- Io, sì, il biglietto… il biglietto… sì, mi chieda la penultima lettera del PNR, la guardi.
- No, lei me la dica, e io controllo se è giusta.
- Mi faccia il favore, guardi sul suo telefonino la penultima lettera, e io gliela dico.
Dovete sapere che l’Alieno - come tutti quelli della sua razza - sapeva leggere nella mente degli esseri umani. Era una capacità che avevano sviluppato nel corso dei secoli. Poi avevano approvato una legge che vietava di leggere nella mente altrui, visto che ciò provocava più danni che vantaggi. Allo stesso modo, molti milioni di anni prima, avevano approvato una legge che bandiva la possibilità di modificare il corredo genetico per vivere per sempre (modifica che avevano alla fine ottenuto scientificamente, e che ormai era banale come modificare una Playstation), perché avevano stabilito che vivere per sempre era sbagliato.
Ad ogni modo, l’alieno non poteva leggere nella mente degli altri, ed ecco spiegato il motivo per cui faceva domande di carattere fiscale al Maniaco delle Parole Crociate, quando avrebbe potuto, senza alcuna difficoltà, leggergli tutte le risposte nella mente, in un battibaleno (per inciso, WB vi promette che non userà mai più parole da spot pubblicitario, come “battibaleno”, è una promessa).
Eppure la legge prevedeva una deroga.
In casi di emergenza, come, per esempio, quelli in cui l’alieno potesse essere scoperto dalla razza umana, si poteva leggere nella mente altrui, ma solo per un limitato periodo, in un battibaleno e per quel limitatissimo scopo. Passata l’emergenza, non si poteva più leggere il pensiero, pena … la pena ve la dirò un’altra volta.
E quindi, il nostro amico alieno cercava in tutti i modi di far pensare al controllore la lettera del PNR, ma questo disgraziato, vuoi per sua prassi personale, vuoi per la pigrizia connaturata alla sua napoletanità (sia detto con rispetto), vuoi per abitudine da vecchio servizio pubblico in cui limitati a fare lo stretto indispensabile è la regola aurea (sia detto senza rispetto), prima chiedeva ai viaggiatori la lettera dell’alfabeto, e poi la guardava.
In altre parole, nel cervello - diciamo così - del controllore non transitava la lettera, se non a posteriori
Peraltro, la mente del controllore era una mente debole, e all'alieno, il cui film preferito era Star Wars - A New Hope , piaceva sempre imitare Obi-Wan Kenobi nella scena in cui legge nella mente debole del soldato dell'Impero.
- Le chiedo ancora, controlli la lettera, e io vedrà che gliela dico.
- Macché stiamo giocando ? Mi dica ‘sta benedetta lettera, altrimenti mi dia i documenti e facciamola finita !
L’alieno guardò il MPC, il MPC guardò WB, WB guardò il C.
E proprio qui accadde qualcosa.

(segue)

W.B.