A 112,00 euro l'uno, 44.643 abbonamenti sono andati via solo per pagare la condanna alla RAI, per il servizio del bravo Corrado F., inflitta dall'ottimo Giudice del Tribunale di Torino.
W.B.
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Commenti
Anonimo ha detto…
Così su due piedi parrebbe che esistessero le buone ragioni per dichiarare una forzatura del diritto di cronaca nel bilanciamento con i diritti dell'azienda coinvolta, ma non sono certo della graniticità della sentenza sotto il profilo logico (la pubblicheranno?) e nemmeno della determinazione patrimoniale del danno: non dimentichiamo che la giustizia deve andare a braccetto con l'uso dei giusti strumenti. Intanto, cominciamo a versare il nostro anticipo a fondo perduto, per una volta la soccombente emittente ci aiuta in conseguenza del cattivo impiego delle risorse: investiamo sull'economia reale e non sui compensi delle signorine svestite (la finanza dei media).
Paolo
pim ha detto…
i miei soldi non sono miei. sono di chi li vuole. chi me li chiede, io glieli do. chiunque sia. mi basta avere qualcosa da mangiare e ogni tanto il seno di una donna sul quale riposare.
Anonimo ha detto…
Il riposo finisce e il ventre si svuota. Seno e anche senno, altrimenti saremmo eterni poppanti. E credo, Pim, che il tuo apprezzabile bisogno di essenzialità possa essere più radicale nell'innocenza senza dimenticare la bellezza di essere adulti (dotati di sensualità, affettività piena e - più o meno - disponibilità materiale).
Paolo
Anonimo ha detto…
A quanto pare il profilo logico alla base della condanna citata, che identifica un'audace figura di danno esistenziale dell'azienda, è una vera e propria forzatura paragonabile all'esattezza del risultato della recente partita Milan-Juventus (per fortuna che non si paga il canone anche per questi spettacoli). Le intuizioni giuridiche dell'encomiabile Doppiovubi in tempo reale (insieme alle conseguenze) sono davvero notevoli.
La prossima volta, però, suggerisco di usare gli aggettivi giusti: faccio fatica a capire il sarcasmo in prima battuta su temi giuridico-spettacolaristici, anche quando del tutto evidente il paradosso.
Tutti coloro i quali hanno vissuto a Milano negli anni '80 sanno perfettamente che il venerdì sera, dopo mezzanotte, Telereporter - contro la legge - trasmetteva film pornografici veri e propri. Non filmetti con E. Fenech che si fa la doccia e si insapona e R. Montagnani che la spia dal buco della serratura, non filmetti con C. Russo che vestita da professoressa si china verso la cattedra e A. Vitali che strabuzza gli occhi e simula uno svenimento, bensì veri e propri pornazzi - come si dice - con qualsiasi tipologia di introduzione di parti maschili in qualsivoglia luogo accessibile di natura femminile (all'epoca non era ancora così diffusa la pornografia omosessuale o bisessuale, per quanto ne sappia Doppiovubi, ma non è il suo campo). Il giovine Doppiovubi, che all'epoca aveva sedici/diciassette anni, e quindi la carica ormonale a livelli esplosivi, come ogni maschio che si rispetti alle 00:30 si sintonizzava religiosamente su Telereporter. Sia detto che Doppiovubi...
Doppiovubi e Pim si fanno spesso grasse risate sull'assurda usanza veneta di aggiungere un 'sai' alla fine della frase. Una cosa completamente priva di senso, ma si sa , i veneti vanno presi così come sono. W.B.
Chiamatemi Ismaele. Prima di svelare il Grande Segreto - invano per lunghissimi ventuno giorni (lasso di tempo mai casuale bensì psicologicamente voluto) avete compulsato questo blog, rimanendone delusi, fino a pensare sconsolatamente che la quinta - decisiva - puntata non sarebbe mai più arrivata - Doppiovubi dice: Non vi sto affatto consigliando di non combattere contro la Bestiaccia piumata entropica. Continuate a farlo, è necessario. Non dovete cessare la lotta. Non è giusto. E poi, siete programmati per continuare a lottare 'fino alla fine' (qualcuno lo chiama anche istinto di sopravvivenza ). L'importante è che sappiate bene che avete già perduto. Sembra una banalità, ma basta poco per dimenticarselo. Fatevi un giretto al Parco Sempione, a Milano, alle sei di mattina. E' ancora buio, ma alla fioca luce dei lampioni scorgerete frotte di uomini e donne che sbuffano, correndo a velocità variabile: tutti portano una strana Bestia appollaiata sulla loro spalla destr...
Commenti
Paolo
E credo, Pim, che il tuo apprezzabile bisogno di essenzialità possa essere più radicale nell'innocenza senza dimenticare la bellezza di essere adulti (dotati di sensualità, affettività piena e - più o meno - disponibilità materiale).
Paolo
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/12_marzo_01/flash_3dc14864-63b8-11e1-b5fe-fe1dee297a67.shtml
La prossima volta, però, suggerisco di usare gli aggettivi giusti: faccio fatica a capire il sarcasmo in prima battuta su temi giuridico-spettacolaristici, anche quando del tutto evidente il paradosso.
Paolo