lunedì 30 maggio 2011

Non hai tutti i torti.

Doppiovubi ci ha messo oltre quarantatre anni, ma alla fine ha capito che (quasi) tutti si aggrappano alle loro opinioni anche se sono palesemente sbagliate, e le difendono a spada tratta contro il loro stesso interesse (questa è la scoperta vera, il resto lo ha capito quando aveva tredici mesi). Il cinicissimo Doppiovubi ha così deciso di sfruttare questa scoperta a suo vantaggio, e ha qualche saporita e segreta strategia in serbo.

W.B.

Panta rei.

Doppiovubi non riesce a capire (anzi, purtroppo capisce) come mai moltissimi tengano così tanto a una relazione per sempre (cfr.: il matrimonio, con le sue conseguenze), a un lavoro per sempre (cfr.: il "tempo indeterminato", fino alla pensione) e a un rifugio per sempre (cfr.: il mutuo ipotecario quarantennale). E meno male che tutto scorre.
Doppiovubi dice, A questo punto tanto vale, mi procuro una bella .44 Remington Magnum, me la infilo nella bocca e premo il grilletto hasta que siento el clic.
Così mi porto avanti col lavoro.

W.B.

La vendetta si consuma fredda.

Dopo quasi quattrocentoventitre anni, Josep Guardiola i Sala ha finalmente vendicato il disastro di Gravelines.

W.B.

venerdì 6 maggio 2011

1 Giovanni 2:26-27

"Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi. Ma quanto a voi, l'unzione che avete ricevuta da lui rimane in voi, e non avete bisogno dell'insegnamento di nessuno; ma siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera, e non è menzogna, rimanete in lui come essa vi ha insegnato.".
Dice Doppiovubi, che sia vero o no che per 'unzione' si intende la 'confermazione' (o 'cresima'), quel 'non avete bisogno dell'insegnamento di nessuno', e ancora più in particolare, quel 'nessuno', ha un certo significato che forse andrebbe spiegato dalle, diciamo, gerarchie.

W.B.
Abstract: Prima Lettera di Giovanni, 2:26-27, 2,26-27, Nuova riveduta, confermazione, cresima, insegnamento della Chiesa, gerarchie ecclesiastiche, catechismo,

Al diavolo non si vende, si regala.

Doppiovubi è abbastanza teso per la sfida di domani all'Olimpico.
Ma il fatto più strano e illogico, è che Doppiovubi è anche molto fiducioso: i ragazzi ce la faranno.

W.B.
Abstract: Milan, scudetto, Vasco Rossi, Vivere o niente, Roma, Vivere non è facile, diavolo, anima, sfida

giovedì 5 maggio 2011

Il Doppiovubi assassina la bellezza.

"L'analisi delle cose è la morte della bellezza...".
(Giacomo Leopardi,
Zibaldone di pensieri)
Abstract di Doppiovubi: Giacomo Leopardi, Zibaldone, Zibaldone di pensieri, aforismi, diario, 1817, nichilismo, Schopenhauer, estetica in Leopardi, appunti, complessità, riduzionismo

mercoledì 4 maggio 2011

Tua suora (chiuso).

Ogni qual volta Pim e Doppiovubi sono insieme, e compare (o appare, per chi crede alla teoria dello spazio delle varianti) una suora, inevitabilmente il primo ad accorgersene è Pim, che come da prassi tocca il braccio di Doppiovubi e 'chiude' (questo potrebbe anche giustificare certe inspiegabili sfighe di Doppiovubi). Ecco, Doppiovubi questa cosa del 'tua suora chiuso' non l'ha mai esaminata razionalmente, ma sembrerebbe essere priva di senso. Soprattutto il gesto di chiusura con le dita incrociate che dovrebbe teoricamente impedire che l'influsso di sfiga proveniente dalla sorella possa rientrare nel soggetto 'chiudente'. Prima o dopo Doppiovubi dovrà fare uno studio antropologico ed etnologico su questo intrigante tema.

W.B.


Abstract di Doppiovubi: tua suora, suora tua, chiuso, suore sfortuna, superstizione, dita incrociate, lo spazio delle varianti, influsso negativo, sfortuna aforismi , Vadim Zeland

lunedì 2 maggio 2011

La febbre dell'oro.

Doppiovubi ha finalmente visto The Gold Rush (1925). Come sempre C.C. è strepitoso. Doppiovubi tuttavia è ossessionato dalle ultime immagini. Charlot e Giorgia salgono i gradini della scaletta della nave, mano nella mano, e la voce narrante preannuncia che vivranno felici e contenti. Ma c'è qualcosa di strano. L'inquadratura finale è palesemente sbagliata. Anziché puntare sulla neo-coppia, l'operatore punta su una gomena arrotolata, piazzata esattamente al centro, e i due che se ne vanno sono tagliati, fuori posizione, secondari. Doppiovubi conosce poco Chaplin, ma una cosa la sa, che lui le inquadrature le studiava scrupolosamente (soprattutto quelle finali, e Doppiovubi sa che il 'doppiaggio' del 1942 ha creato scompigli e mutamenti proprio nel finale di questo film). Non si è trattato di un errore, dunque, ma di una scelta consapevole. Sarà che Doppiovubi ormai da quasi tutta la vita cerca simbolismi dietro ogni evento, per cui le cose per Doppiovubi non sono mai quelle che sembrano ma vogliono dire qualcosa di altro, e quindi Doppiovubi è alla spasmodica ricerca del celato (non del gelato perché Doppiovubi è più ghiotto del salato), dell'esoterico, del segreto, ma stavolta Doppiovubi percepisce che quell'inquadratura vuole davvero suggerire un messaggio occulto ma preciso. Sarà che quando Giorgia scopre che l'Omino è milionario, ha una reazione compassata, stupita ma misurata; gli porge la mano ma senza sentimento; lo segue ma senza trasporto. L'Omino invece trasuda emozioni da ogni poro, ed è fuori di sé dalla gioia per averla incontrata.
E dopo tutto questo, il regista - mentre lo spettatore si attende (legittimamente) l'indugio sulla storia d'amore che nasce fulgida - ecco che inquadra la gomena.

W.B.


Abstract di Doppiovubi: Charlie Chaplin, La febbre dell'oro, The Gold Rush, film 1925-1942, inquadrature, Giacomone, La ricchezza, Doppiaggio e muto, Scena della scarpa mangiata, Orso

Pinches tiranos.

Doppiovubi intende ringraziare di cuore tutti i pinches tiranos che hanno costellato, costellano e costelleranno la sua esistenza (e non sono mica pochi).
E' anche grazie a loro se Doppiovubi è Doppiovubi.

W.B.

Abstract: Carlos Castaneda, Il fuoco dal profondo, don Juan, Gorda, pinches tiranos, emozioni, intelletto, ragione, sciamanesimo

domenica 1 maggio 2011

Vi darò acqua viva.

Doppiovubi spesso si diverte a osservare le predizioni di Google sulla query che si introduce, perché rappresentano un'ottima cartina di tornasole sulla società in cui viviamo.
Doppiovubi ha provato a cercare 'Gesù'. Non si aspettava certo che uscisse subito, in fondo stiamo soltanto parlando del Figlio di Dio, non esageriamo, però ecco cosa esce.
Con la semplice 'g' il primo risultato è 'google', il che vuol dire che uno è scemo - cioè va a cercare google su google -, oppure che la corporation si fa un po' di sana pubblicità. Nella lista compare 'grande fratello', e 'giochi gratis', ma nessuna traccia dell'Unto del Signore.
Con 'ge' il primo risultato è GEOX, la scarpa che respira. Il moto è importante, dopo tutto. Compare tra l'altro 'genialloyd': è importante il moto, e altrettanto importante assicurare la moto. Nessuna traccia del Nazareno.
Con 'ges', Doppiovubi si è detto, stavolta Gesù non può non essere il primo risultato. Gesù invece è buon quinto, dopo la gestosi - ipertensione in gravidanza - e dopo la famigerata gestalt.
Al primo posto invece capeggia 'GESSI', azienda leader nel settore delle rubinetterie.

W.B.

Grazie, sai.

Doppiovubi e Pim si fanno spesso grasse risate sull'assurda usanza veneta di aggiungere un 'sai' alla fine della frase. Una cosa completamente priva di senso, ma si sa, i veneti vanno presi così come sono.

W.B.

Un bel dialogo sereno.

Ci sono tre (barra quattro) categorie di persone.
A) quelli che ti fanno una domanda che Doppiovubi definirebbe 'aperta' (es.: 'Che cosa hai provato quando ti ho dato uno schiaffo?'). In tal caso l'interlocutore è libero di rispondere come crede, senza restrizioni psicologiche di sorta (nell'esempio: 'mi sono sentito bene'; oppure 'avevo voglia di spaccarti un dente', oppure ancora 'niente', o infine 'una grande gioia'); Doppiovubi vi dice: fidatevi ciecamente di costoro: sono interessati a conoscervi, non a ricevere conferme di quanto già credono di sapere su di voi;
B) quelli che ti fanno una domanda a risposta multipla già pre-confezionata (es.: 'Quando ti ho dato uno schiaffo hai provato paura o volevi rifilarmene subito un altro?'). In tal caso l'interlocutore non è libero, ha un numero fisso di risposte alternative. Lo scambio non è equilibrato. Il richiedente è salito in cattedra e comanda la conversazione. Doppiovubi dice: diffidate da coloro i quali appartengono alla categoria B: tenderanno a soverchiarvi in ogni campo dell'esistenza. Se vi è possibile, fuggite finchè potete;
B1) si tratta di una sub(dola)-categoria di B, peraltro molto diffusa; sono quelli che ti fanno la domanda secca che prevede come risposta soltanto o sì o no (es.: 'pensi che io sia una buona moglie?'). Sono molto pericolosi. In sostanza il malcapitato ha davanti a sé unicamente due pulsanti, uno rosso e uno verde, ed è ridotto a mero strumento per la soddisfazione della curiosità bramosa del richiedente. Doppiovubi vi dice: diffidate molto. L'unica strada che avete, con i B1, per affermare un minimo di libertà e autodeterminazione, è tacere (potete riconoscere un B1 dalle statistiche telefoniche: nel corso di una telefonata media, i due interlocutori dovrebbero parlare più o meno al cinquanta per cento; nel caso del B1, invece, si ha una statistica tipo possesso palla del Barcellona di Pep Guardiola, ottanta-venti o addirittura novanta-dieci, e questo perché è evidente che se uno continua a far domande che richiedono soltanto una risposta telegrafica di due lettere, l'altro ha poco spazio, fateci caso);
C) i terribili, quelli che fanno parte della categoria B1, ma in più aggiungono, alla fine della loro domanda, un malefico 'sì' (più raramente un 'no'). Es.: 'ti sei divertito a vedere la sconfitta dell'Inter, sì?'; in questo caso, non solo avete i due pulsanti innanzi a voi, ma già vi è stato suggerito che ce n'è uno giusto da premere, e che se premete l'altro non andate bene.
Doppiovubi vi ammonisce: tenetevi bene alla larga, da costoro, o ve ne pentirete amaramente.

W.B.

Bricolage.

Doppiovubi intende festeggiare i santissimi lavoratori con il seguente aneddoto, che purtroppo corrisponde alla pura verità.
Un paio di anni fa, Doppiovubi seguiva come suo costume Ballarò, dove era invitata la leader sindacale Susanna Camusso, che è nota a tutti per la sua raffinatezza ed eleganza, che sono testimoniate in primis dalle linee del suo viso, armoniose e come cesellate da Michelangelo; come fuori, così dentro, infatti la Susanna è dotata di una cultura straordinaria, di altissimo livello. Orbene, nel suo discorso, la Susanna ad un tratto usò l'espressione 'autodafé'. Il buon Giovanni Floris, candidamente, le chiese: "Che cosa vuol dire 'autodafé'?" (n.d.D.: e già la domanda in sè potrebbe esaurire l'aneddoto).
La leader così rispose: "Significa 'fai da te'".

W.B.

Stockholm.

Uno tra i maggiori momenti di tristezza per Doppiovubi è quando gli capita che - e questo gli è successo con almeno due persone che gli sono vicine - queste persone si confidano con lui, e gli dicono di essere state vessate da un'altra persona, che ha in parte rovinato la loro vita, e che le ha umiliate e offese, e piangono sulla spalla di Doppiovubi, e Doppiovubi ascolta e ascolta e capisce che effettivamente quest'altra persona ha umiliato e ha offeso, e Doppiovubi offre comprensione, e qualche volta prova anche un po' di diciamo odio verso queste altre persone cattive, che hanno vessato, umiliato e offeso coloro i quali si confidano con Doppiovubi, e poi, inevitabilmente, prima o dopo, è solo una questione di tempo, viene il momento in cui l'umiliato e l'offeso all'improvviso comincia a tessere le lodi di chi l'ha umiliato e offeso, al che Doppiovubi reagisce e prova a risvegliare almeno un granello di memoria, a ricordare che ci sono state in passato delle umiliazioni e offese, e che quest'altra persona oggettivamente dovrebbe essere condannata, magari poi perdonata, ma per giustizia, santoddio, la condanna non può non esserci, e il paradosso è che l'umiliato e offeso comincia incredibilmente a difendere a spada tratta il suo carnefice, a dire che ha ragione lui (lui, il carnefice), anche contro Doppiovubi. Doppiovubi al che si rattrista, e prepara l'altra spalla, perchè prima o poi, anche stavolta sarà solo questione di tempo, arriveranno nuove vessazioni, umiliazioni e offese, e altre lacrime. Le spalle però, sono soltanto due, e quando finiscono, finiscono.

W.B.