mercoledì 6 luglio 2016

George e Doppiovubi (5)

È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l'avverti.
You felt it your entire life. That there's something wrong with the world. You don't know what it is, but it's there.
[Morpheus, The Matrix]

Sapere di non sapere è la conoscenza suprema.
Non sapere credendo di sapere è la malattia.
[Lao Tzu, Tao Te Ching, cap. 71]

Ogni qual volta si parla di 'movimento', si parla anche di 'velocità'.
Se un ente si muove, ha una velocità.
Se un ente è immobile, non ha alcuna velocità.
Nella fisica classica, la velocità è data dallo spazio (percorso) diviso il tempo (occorso) per percorrerlo.
Per descrivere la velocità (media) di un ente, occorre conoscere il punto spaziale iniziale dell'ente, il punto spaziale finale dell'ente, la misurazione del tempo al momento in cui l'ente si trovava nel punto spaziale iniziale e la misurazione del tempo al momento in cui l'ente si trova nel punto spaziale finale.

Fin qui sembra tutto facile.

Non si può descrivere la velocità di un ente (e quindi il movimento di un ente) senza far ricorso al concetto di tempo.
Se un bambino ti chiede che cos'è la velocità, nella tua spiegazione necessariamente entrerà il concetto di tempo.
La velocità  è connessa inscindibilmente al tempo.
Il movimento è connesso inscindibilmente al tempo.

Ma se il tempo non esistesse, che cosa ne sarebbe del movimento?
La domanda non richiede conoscenze matematiche di alcun livello.
Si tratta di una logica, diciamo così, naturale.

Se scompare il tempo (sia il tempo, sia il concetto del tempo), viene meno anche il movimento.

(segue)

W.B.