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George e Doppiovubi (4)

Mettetevi nei panni del povero Doppiovubi. Dotato di una formazione diciamo 'umanistica', quindi del tutto spaesato innanzi alla matematica e alle scienze in generale, preannuncia di trattare la meccanica quantistica. Come farà, ci chiediamo. Quali castronerie scriverà, pensiamo. O, in alternativa, quali banalità (e quindi inutilità, salvo definire l'arduo concetto di 'utile') ci propinerà. In realtà, la grande opportunità di Doppiovubi è proprio questa, di non sapere, e di sapere di non sapere. Se Doppiovubi sapesse, o credesse di sapere, o non sapesse di non sapere, si troverebbe nella stessa condizione dei comuni mortali, e non riuscirebbe nel suo intento. Infatti, i fisici si occupano, normalmente, di fisica, e non si interessano di filosofia, o teologia, o musica, o letteratura, o meditazione trascendentale, o biologia, o spirito. D'altra parte, un esoterista nulla sa normalmente di particelle elementari, un biologo nulla sa, e nulla vuol sapere, delle p...

George e Doppiovubi (3)

Qualche giorno fa, Doppiovubi - alla ricerca (fruttuosa) di un importantissimo libro di Max Planck - passeggiava tra gli scaffali della biblioteca del dipartimento di matematica di Padova, e contestualmente osservava gli studenti, questi giovani studenti chini , in parte sulle loro calcolatrici scientifiche (10%), in parte su libri ricolmi di formule (10%), in parte sui loro amati telefonini (80%). Il primo venti per cento dei cosiddetti 'studenti' ha fatto pena a Doppiovubi, pena in senso buono, perché mentre erano chini tenevano - in posa plastica e classica - la mano sulla fronte, come se, fisicamente, dovessero trattenere la (naturale) fuoriuscita di nozioni. In buona sostanza, già mentre apprendevano - e apprendere è faticosissimo - erano preda della preoccupazione di perdere ciò che stavano apprendendo. Ah, già, la memoria. Pena, perché il sistema di apprendimento del mondo occidentale moderno (dalla scuola elementare fino al master ) tratta l'uomo discent...

George e Doppiovubi (2)

Prendiamo un film, un film qualunque. In relazione al film, esistono varie categorie di 'utenti', che corrispondono a vari 'tipi umani'. La prima categoria, che è la più ampia in senso numerico, guarda il film, e lo percepisce diciamo 'passivamente'. Si accontenta delle percezioni, in modo meccanico. La domanda che costoro si pongono è: nessuna domanda. Poi ci sono quelli che vogliono sapere come è fatto il film. Non mi riferisco agli 'effetti speciali' o al 'making of' (categoria di persone che invero sarebbe ampia, e sono i cosiddetti 'curiosi', categoria invero volgare, la 'curiosità' è concetto grezzo e volgare, di infimo livello). Mi riferisco al funzionamento della 'pellicola' (digitale o analogica che sia). Sappiamo infatti che il movimento delle immagini (che è ciò che distingue la cinematografia dalla fotografia, come suggerisce la parola, dal greco 'kinema') è un'illusione ottica data dalla v...

George e Doppiovubi

E' vero, Doppiovubi ha iniziato una serie di post (per vero didascalici e criptati) attraverso i quali - diciamolo subito in estrema sintesi - la tesi è quella secondo cui la salvezza è individuale:  purtroppo è finita l'epoca delle utopie politiche e democratiche. Ormai Doppiovubi crede che gli unici cambiamenti possano avvenire unicamente nell'interiorità dell'individuo, nella sua propria vita, o al più tra le mura domestiche, e giammai più in ambito sociale. Arrendiamoci, non ce la possiamo fare. Inutile disperdere le energie per cambiare una Società che non solo - de facto -  non si riesce a cambiare (per motivi vari), ma che molto probabilmente nemmeno 'vuol' cambiare (ammesso che si possa parlare di 'Società' e di una 'volontà' unitaria in capo a essa; d'altra parte si soggettivizza il cosidetto Stato (che non esiste), e non si vede perché non si possa dire altrettanto della Società). *** *** *** Nel frattempo, tuttavia, è troppo ghi...

La Grande Truffa - 12

WB ha avuto l'ennesima conferma che i francesi, che abusano di forme diciamo di cortesia - è tutto un  s'il vous plaît , un continuo merci , un reiterato bonjour -  adottano in patente mala fede questi puerili grimaldelli linguistici, chiaramente prodromici e strumentali a esiziali sodomizzazioni economiche del malcapitato turista, per cui con il sorriso smagliante ti chiedono corrispettivi abnormi e surreali , in cambio di beni e servizi di qualità di vero infima; in altre parole, Doppiovubi sta quasi rivalutando l'italico (diciamo italico) ' dica'  ( o ' diga'  ) che, come il geometra Calboni, sarà quello che sarà, ma almeno non è finto, e non è un Cavallo di Troia per svuotarti il conto corrente. W.B.

La Grande Truffa - 11

"Non sono un bambino delle scuole elementari, che deve chiedere il permesso." ( Franco Freda, al processo di Catanzaro del 1977, rivolgendosi con vigore e senza alcun timore reverenziale al 'Presidente' della Corte che lo stava giudicando, dopo che quest'ultimo lo aveva sgridato per essersi spostato di quattro metri - al fine di recuperare un documento - senza aver chiesto e ottenuto un previo 'permesso'  )

La Grande Truffa - 10

"Ogni soluzione di un problema solleva nuovi problemi insoluti; tanti più ne solleva, quanto più profondo è il problema originale e più ardita la sua soluzione. Quanto più impariamo sul mondo, e quanto più profondo è il nostro apprendimento, tanto più consapevole, specifica e articolata sarà la conoscenza di ciò che non sappiamo, la conoscenza della nostra ignoranza. Questa, infatti, è la fonte principale dell'ignoranza: il fatto che la nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza non può che essere, di necessità, infinita. ... Credo che varrebbe comunque la pena cercare di imparare qualcosa del mondo, anche se, con questo tentativo, dovessimo imparare semplicemente che non sappiamo molto. Questo stato di dotta ignoranza ci sarebbe di aiuto in molte delle nostre difficoltà. Sarebbe bene se tutti ricordassimo che, mentre differiamo ampiamente nelle diverse, piccole cose che sappiamo, nella nostra infinita ignoranza, siamo tutti uguali." [Karl P...