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Il valore antropologico di Milan-Barcellona.

Quando Maxi Lopez ha gonfiato la rete siglando il (purtroppo momentaneo) 2-1 nella semifinale di Coppa Italia contro i malefici bianconeri, Doppiovubi ovviamente ha esultato, scattando in piedi con i pugni chiusi. Quel gesto istintivo ha costituito una sorta di folgorazione sauliana per lo stesso Doppiovubi, il quale ha riflettuto lungamente sul senso ultimo di quella esultanza ed è giunto a importanti conclusioni sotto il profilo antropologico (1). Quello che Doppiovubi sta per dire nulla ha a che vedere con la miriade di interpretazioni sociologiche del fenomeno calcistico, bensì è da inquadrarsi in un’ottica, per così dire, naturalistica e a livello generalissimo. Procederemo spinozianamente per gradi, avvertendo il lettore che, nella concatenazione causale, more geometrico , da un grado al successivo, si stempera progressivamente la percezione della causa prima, che viene per così dire ‘inquinata’ dagli ulteriori elementi di carattere contingente e sociologico, fino a diluirsi ...

Alien.

Ed ecco che l’alieno in missione sul pianeta Terra decide di assumere le precise sembianze dello studente dodicenne ultra-secchione delle scuole medie inferiori, si presenta alla chetichella in classe nonostante il vero e ignaro studente usurpato sia rimasto a casa con trentanove di febbre proprio il giorno in cui la scolaresca si recherà in Università per fare il classico tour finalizzato a (tras)formare anzitempo il destino dei giovani virgulti in base alle necessità sociali piuttosto che individuali. Segue la fedele trascrizione, a un dipresso, del dialogo tra il travisato alieno e l’illustre professorone di biologia, davanti alla imbarazzata e sbalordita maestra. A: “Professore, professore, una domanda!” P: “Prego, giovanotto, ho ancora qualche secondo prima di una importante lezione!” ( la maestra fa cenno all’alieno di stringere, ammiccando - per compiacerlo - al professore, che oltre tutto le piace non poco, anche in quanto bell’esemplare di maschio ) A: “Se ho ben ca...

Una focaccia indigesta.

(breve digressione calcistica che i lettori di Doppiovubi gli perdoneranno) Dopo il gol-fantasma di Muntari in Milan-Juventus, i bianconeri hanno difeso il dottore commercialista maceratese, il bravo guardalinee Roberto Romagnoli, perché "l'arbitro è un uomo, e può sbagliare". Oggi, dopo che è stato fischiato un fuori-gioco alla Juventus, nonostante l'ultimo difensore genoano avesse ben mezzo laccio di una scarpa in linea con l'attaccante bianconero, il trapiantato e i suoi accoliti sono coerentemente entrati in un iracondo silenzio-stampa. W.B.

E polvere ritornerai.

Pensava, Doppiovubi, che tutte le interviste che ha rilasciato, gli studi che ha svolto, l'auto-esaltazione relativa al suo essere magist r ato sin da giovine, il presunto contributo alla formazione della carta , come la chiamava lui, la patetica convocazione delle reti unificate per affermare la propria resistenza al complotto ordito, il suo pugno chiuso a contenere il mento antiesteticamente troppo pronunciato nelle fotografie appese negli edifici pubblici, l'impegno politico antiberlusconiano , e la dignità, la verità etc. etc., ebbene, tutto questo non solo non esiste più, ma non è servito a niente, e lui e le sue opere e i suoi pensieri saranno presto dimenticati da tutti, e quei pochi uomini che se ne ricorderanno, moriranno e i loro ricordi si dissolveranno. E poi, pensava ancora Doppiovubi, questo vale per tutti noi. W.B.

Era destino.

" L'unico filosofo contemporaneo ad aver meditato su questo concetto in maniera originale è stato Heidegger. Nel paragrafo 74 di "Essere e tempo" distingue lo "Schicksal" a cui sono esposte le scelte individuali e il "Geschick" collettivo del "popolo"; il secondo concetto sarà valorizzato nel periodo 1936-1942 per designare il "destino dell'essere", la logica nascosta del pensiero occidentale in cui l'essere si apre ai diversi progetti ontologici della metafisica, pur al tempo stesso sottraendosi nel nascosto e restando quindi il non-pensato ". (A. Magris, voce Destino , Enciclopedia Filosofica Bompiani, pag. 2748). I lettori di Doppiovubi ancora non lo sanno - è presto - ma era destino che fosse proprio Martin, e non altri, a elaborare questi concetti. W.B.

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A 112,00 euro l'uno, 44.643 abbonamenti sono andati via solo per pagare la condanna alla RAI, per il servizio del bravo Corrado F., inflitta dall'ottimo Giudice del Tribunale di Torino. W.B.

Sopravvivere a una madre.

In "Manhattan" (Woody Allen, 1979) Isaac Davis (Woody Allen) racconta a Mary Wilke (Diane Keaton), mentre i due passeggiano per le strade di NY, che la sua seconda moglie l'ha lasciato per un'altra. Ecco un brano del dialogo, alla fine del quale Doppiovubi rinviene un'affermazione discretamente folgorante. Mary: D'you have kids? Isaac: Yeah. He's being raised by two women. M.: I think it works. They made some studies, I read in a psychoanalytic quarterly. You don't need a male. Two mothers are fine. I.: Really? Because I feel very few people survive one mother. W.B.