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Ricordati di rinnovare l'abbonamento.

A 112,00 euro l'uno, 44.643 abbonamenti sono andati via solo per pagare la condanna alla RAI, per il servizio del bravo Corrado F., inflitta dall'ottimo Giudice del Tribunale di Torino. W.B.

Sopravvivere a una madre.

In "Manhattan" (Woody Allen, 1979) Isaac Davis (Woody Allen) racconta a Mary Wilke (Diane Keaton), mentre i due passeggiano per le strade di NY, che la sua seconda moglie l'ha lasciato per un'altra. Ecco un brano del dialogo, alla fine del quale Doppiovubi rinviene un'affermazione discretamente folgorante. Mary: D'you have kids? Isaac: Yeah. He's being raised by two women. M.: I think it works. They made some studies, I read in a psychoanalytic quarterly. You don't need a male. Two mothers are fine. I.: Really? Because I feel very few people survive one mother. W.B.

L'ora è fuggita.

"If there’s one thing I learned in prison it’s that money is not the prime commodity in our lives. Time is." [Gordon Gekko, Wall Street - Money Never Sleeps ] "Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio." [Salmo 90,12] W.B.

La Tribù di Gad.

Gad Lerner ha detto davanti a un'operaia - che lavora da quando aveva quattordici anni e che adesso non potrà andare in pensione come programmato - che lui potrebbe permettersi, in quanto "benestante", una Ferrari. Poco dopo ha aggiunto che nell'essere "benestanti", quando ciò è dovuto al talento e al sudore della fronte , non ci vede niente di male. W.B.

Return of the Doppiovubi.

Doppiovubi è stato a lungo assente perché ha riflettuto molto sui seguenti temi: - l'inaccettabile sfruttamento (non solo economico) dell'uomo sull'uomo; - l'imprescindibile necessità di farsi carico del dolore altrui; - il reale progetto di Dio per ciascuno di noi; - l'ineluttabile e incolmabile solitudine di ogni essere umano. W.B.

L'ombra di Marcus.

“Cammino tranquillamente nel bosco. Sento l’odore dell’umidità, ascolto il rumore delle foglie sotto i miei scarponi e ogni tanto il richiamo di un uccello. A tratti sono felice per l’assenza di umanità intorno a me.” “Assenza di umanità. Vada avanti.” “Poi mi prende l’inquietudine. Mi sento minacciato. Mi guardo intorno e l’ansia cresce sempre di più.” “Qual è il pericolo?” “Non lo so, qualcosa mi dice che si tratta di un serpente, un serpente velenoso e pericolosissimo, ma non riesco a vederlo, dev’essere nascosto tra le foglie.” “Quindi, cosa fa, scappa?” “No, cerco di vedere, di capire, ma il serpente non si vede né si sente. E’ proprio questo che mi terrorizza. Non vedere il pericolo.” “E se riuscisse a vederlo?” “Lo combatterei. Proverei a schiacciarlo. Ma non lo vedo. Eppure so che c’è.” “Questo sembrerebbe positivo, voglio dire, il desiderio della lotta. E poi?” “Poi mi sveglio.” *** *** *** Si fa un gran parlare, di questi tempi, di Goldman Sachs. Doppiovubi ha letto qualcosa ...

Nearer my God to Thee.

Doppiovubi pensa che dalle regioni sottili e superiori provengano agli esseri umani messaggi misteriosi, indiretti e impliciti, secondo codici da decifrare. Qualche giorno fa Doppiovubi ha sognato questa musica struggente e meravigliosa; come qualche inguaribile romantico ricorderà, è quella del finale di “Titanic” (*), quando i musicisti continuano a suonare, nonostante l’acqua salga sempre di più. Ormai non è più possibile andare oltre, e mister Hartley, col violino in mano, dice al suo gruppo: “ Gentlemen, it has been a privilege playing with you tonight.”. W.B. (*) Il titolo si richiama a una lirica, stranamente tratta, a sua volta, da un altro sogno; ""Nearer, My God, to Thee" è infatti un inno cristiano del 19° secolo scritto da Sarah Flower Adams, basato su Genesi 28:11–19, il racconto del sogno di Giacobbe. Fu poi la sorella di Sarah - Eliza - a musicarla.