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Ma che colpa abbiamo noi.

In estrema sintesi. C'è un Creatore che crea due creature. In quanto tali, le ama incondizionatamente e per questo non può non lasciarle libere, libere anche di rendersi indipendenti, di allontanarsi da Lui. Libere di soffrire. Le creature, in effetti, fanno uso di questa libertà e si separano da Lui. Da uno stato di perfezione morale, si ha la caduta nel regno del dolore e della morte. Questo accade in un punto imprecisato di un passato remotissimo. Oggi. Qualcuno - immerso nel dolore - ti dice, E io dovrei pagare le colpe dei progenitori? La risposta è: sì. Gesù ha rappresentato una via d'uscita per tutto il genere umano. La possibilità di ricongiungersi con il Creatore è disponibile e concreta. Ma ogni secondo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno, in cui decidiamo di non compiere questo essenziale passo di riavvicinamento, stiamo così continuando a compiere la scelta primigenia, reiteriamo e realizziamo la stessa voglia di indipendenza che fu propria dei primi due. E Dio, co...

Bison Bison.

“Questo aspetto del fenomeno mi fa sempre venire in mente il metodo che certe tribù indiane usavano per cacciare i bisonti. Questo animale ha due caratteristiche che lo rendono particolarmente vulnerabile a errori analoghi a quelli descritti poc’anzi: gli occhi posti lateralmente e la tendenza a correre a testa bassa. Gli indiani si resero conto che per questo motivo era possibile uccidere un numero enorme di bisonti, mettendo in moto la mandria e facendola correre verso un burrone: gli animali, rispondendo esclusivamente al frastuono dell’informazione circostante e senza mai alzare la testa per vedere che cosa ci fosse davanti, facevano il resto da soli. Un testimone oculare (Hornaday, 1887) così descrive il risultato di questa cieca fiducia del bisonte nella conoscenza collettiva della mandria: In questo modo, era possibile indirizzare una mandria verso un baratro e farvela precipitare in massa: i primi venivano sospinti da quelli che erano dietro, mentre il resto seguiva di propria ...

Il custode Daniel.

Doppiovubi si è dimenticato di porre una domanda a Elisabetta Sgarbi. Il portinaio dell'edificio dove vive Doppiovubi si chiama Daniel, ed è mezzo rumeno, mezzo romano (e forse anche un po' sardo). Il suo accento, che deriva dalla commistione di queste provenienze, è estremamente bizzarro, e financo unico e irripetibile. Poniamo che Daniel abbia velleità di scrittore. Poniamo che Daniel abbia scritto un romanzo, e poniamo che il romanzo scritto da Daniel sia esattamente, parola per parola, carattere per carattere, identico a quello realizzato da Wladimiro Guadagno. Poniamo infine che il buon Daniel abbia speranzosamente inviato il suo manoscritto a Bompiani. La domanda - meno ingenua e retorica di quanto potrebbe sembrare - è: Bompiani avrebbe pubblicato il romanzo di Daniel? Stiamo parlando, ancora una volta, dell'artista e del prodotto dell'artista. Ovvero, il prodotto dell'artista è arte anche perché proviene da quella specifica persona e non da un'altra? Opp...

Sveglia.

Doppiovubi pensa che esistano tre categorie di persone (tra cui può essere suddiviso tutto il genere umano, senza eccezioni): quelle che fregano, quelle che vengono fregate, e quelle che non fregano e non vengono fregate, ma si accorgono del fenomeno della fregatura altrui (in realtà la parola corretta sarebbe fottere , ma sapete bene che il blog di Doppiovubi non è mai volgare). La percentuale esatta, secondo i calcoli di Doppiovubi, è la seguente: - il 4,99% frega; - il 95% è fregato dal 4,99%; - lo 0,01% non frega e non è fregato, e si accorge della fregatura altrui. In questo caso il principio di Pareto non è rispettato. Questa fregatura si ha in tutti i campi: politico, sentimentale, intellettuale, finanziario, sociale, lavorativo, religioso etc. etc. Esempio: gli elettori sono manovrati come veri burattini da una minuscola minoranza di persone che sanno davvero cosa sta succedendo (normalmente con riferimento agli spostamenti del denaro, anche se apparentemente si sta parlando ...

Bidoppiovu.

Doppiovubi ha scoperto che Elisabetta Sgarbi è nota anche come b.w., ossia "betty wrong". Per chi non lo sapesse, Elisabetta Sgarbi è il direttore editoriale di Bompiani, che ormai è come un micino spaurito e tremante, rispetto alla maestosa tigre dai denti a sciabola che si chiama RCS (Doppiovubi non si dilunga su chi davvero possieda RCS: occorrerebbe un intero blog ad hoc ). Doppiovubi era rimasto un po' indietro, nel senso che quando da (più) giovane pensava a Bompiani, la sua mente lo portava, per associazione di idee, ad autori del calibro di Umberto Eco (l'Eco del Pendolo , non quello ormai invischiato nella equesphòbia, grave malattia infettiva e ossessiva che provoca la progressiva perdita delle qualità artistiche), Eco che, appunto, non era mica l'ultimo degli esse punto (l'Eco di oggi è solo l'eco lontana di quell'Eco, cfr. il Cimitero ): Doppiovubi lo considerò per molti anni il migliore. A partire dalla Misteriosa fiamma, bye bye Umby. Un ...

Der blaue Engel.

Doppiovubi ha finalmente (*) visto L'angelo azzurro , film del 1930, dal magnifico regista austriaco Josef von Sternberg. Indubbiamente trattasi di un capolavoro. Il Mereghetti gli assegna tre stelle. Il Doppiovubi quattro. Doppiovubi è rimasto colpito dalla figura del clown; quando il patetico professor Rath si reca per la prima volta da Lola Lola, c'è questo clown che lo guarda ripetutamente con espressione interrogativa. All'inizio sembra che gli sia ostile. Alla fine lo si può interpretare come un atteggiamento solidale, di chi già conosce il futuro di sventura: da ex-uomo ad ancora-uomo, da clown attuale a futuro clown. Josef evidentemente fa parte del nutritissimo C.d.M. (**). W.B. (*) quando Doppiovubi usa il tormentone del "finalmente" intende dire che stiamo parlando di lungometraggi che Doppiovubi avrebbe dovuto vedere da anni, e colposamente non aveva ancora visto, a causa del suo passato di stallonista (in altra sede chiariremo il concetto di 'stal...

I'm as mad as hell, and I'm not gonna take this anymore.

Sono passati 35 anni, ma non è cambiato niente. Anzi. W.B.