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Dovuto amor

Mi dispiace se i pensieri del 2008 sono in gran parte amari. Non dipende da me, ma dalle contingenze. Fermo restando che spesso non amiamo una persona, bensì l'idea che ci siamo fatti di quella persona, valga quanto segue. Prima o dopo dovremo accettare il fatto che le persone che amiamo non sono necessariamente buone persone. Può ben darsi che chi la natura ci spinge ad amare - a esempio, un genitore - possa avere verso di noi comportamenti oggettivamente deprecabili, possa ingiustamente ferirci, farci del male. Sorge dunque un contrasto grave, tra la nostra spinta naturale - ad amare - e la realtà, dove risultiamo soccombenti. La ferita che subiamo da parte di chi - teoricamente - dovrebbe amarci, fa ancor più male. Anche perché non possiamo fare altro che accettarla. W.B.

Un millimetro alla volta

Chissà se sarò riuscito a scrollarmi di dosso - finalmente - il mio unico, fedelissimo, lettore. Forse no. Spero di no. Egli è come una vongolina, tenacemente attaccata allo scoglio. Oggi vorrei ricordarvi, brevemente, che è assai vero che, se si concede un dito, si perde un braccio. C'è chi lentamente acquisisce terreno su di voi, con una lentezza tale da risultare impercettibile. E a ogni piccola conquista il potere si consolida sempre più e procede verso un nuovo traguardo, sino a quando, senza che ve ne siate accorti, siete diventati prigionieri e schiavi, e non c'è più niente da fare, a quel punto è troppo tardi.  Schiavitù volontaria, si dirà. Ma pur sempre schiavitù. W.B.     

Ognuno sta solo sul cuor della terra

Se tu, uomo, credi di trovare comprensione nel prossimo, sei un illuso. Credimi, nessuno può comprenderti. E' inutile cercare di lamentare i propri dolori. Nessuno può comprendere davvero ciò che ti affligge. E ora, dunque, smetti di illuderti, smetti di cercare altrove ciò che solo in te puoi trovare. Vige la regola, consolidato luogo comune invero, secondo cui è bene sfogare i propri guai, "raccontarsi", per evitare di "tenere tutto dentro". Ebbene, giusto di un luogo comune si tratta. Alla lamentazione, prima o dopo, seguirà la delusione. E' solo questione di tempo, poi capirai che nessuno di coloro ai quali hai svelato il tormento ti ha mai compreso sino in fondo. E la delusione è cocente. Perché l'uomo è costantemente in cerca di qualcuno che lo capisca, che comprenda le sue paure. Ma ogni mente pensa a sé, e per definizione non può obiettivarsi nell'altro che, appunto, rimane tale. Altro, diverso, incomprensibile. Dunque, ascoltami, se puoi. E ...

Ancora qui

Una volta qualcuno ha scritto che la vita media di un blog è di sei mesi. Questo non sarà il mio caso. Anche se questo lungo periodo di silenzio avrà ulteriormente scremato i miei lettori, che da uno probabilmente saranno passati a zero, ci tengo a dire che sono ancora vivo. Auguro a tutti, nel 2008, di non perdere la cosa più preziosa. La speranza. W.B.

Così in terra

Tutto quello che accade è voluto da Dio. Tutto quello che accade è quanto deve accadere. Dobbiamo fidarci. Che si compia la volontà di Dio. E niente altro. W.B.

La giungla

Nel mio precedente post in tema di teodicea, ho trattato molto sinteticamente del problema del male, ovvero di come sia difficile conciliare l'esistenza di un Dio buono con il male, con gli episodi, a volte tragici, che accadono, anche a persone incolpevoli. C'è tuttavia il rovescio della medaglia. E di questo non mi risulta che si siano molto occupati filosofi e teologi. Esiste ovvero il problema di giustificare per quale motivo accada un fatto positivo, un "bene", a un essere chiaramente malvagio, che, potremmo dire, "non se lo merita". Noi tutti conosciamo individui assolutamente spregevoli, ai quali però gira (quasi) sempre tutto "per il verso giusto". E' assai difficile da digerire, ma è la realtà che possiamo constatare ogni giorno. Il mio parere è il seguente. La natura (che è cosa diversa da Dio, perché è sua creazione) è spietata, lo sappiamo. In natura non c'è morale, non c'è etica. Vige solo la cinica legge del più forte, ill...

Anatocismo

Vicino al bancomat della filiale del Monte dei Paschi di via Mazzini c'è un cartello: " prestare attenzione al gradino ". Gli utenti della banca ogni giorno lo fanno. Ma il gradino non la restituisce mai, e tanto meno con gli interessi composti. W.B.