lunedì 30 maggio 2016

George e Doppiovubi

E' vero, Doppiovubi ha iniziato una serie di post (per vero didascalici e criptati) attraverso i quali - diciamolo subito in estrema sintesi - la tesi è quella secondo cui la salvezza è individuale: purtroppo è finita l'epoca delle utopie politiche e democratiche. Ormai Doppiovubi crede che gli unici cambiamenti possano avvenire unicamente nell'interiorità dell'individuo, nella sua propria vita, o al più tra le mura domestiche, e giammai più in ambito sociale.
Arrendiamoci, non ce la possiamo fare. Inutile disperdere le energie per cambiare una Società che non solo - de facto - non si riesce a cambiare (per motivi vari), ma che molto probabilmente nemmeno 'vuol' cambiare (ammesso che si possa parlare di 'Società' e di una 'volontà' unitaria in capo a essa; d'altra parte si soggettivizza il cosidetto Stato (che non esiste), e non si vede perché non si possa dire altrettanto della Società).
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Nel frattempo, tuttavia, è troppo ghiotta l'occasione per introdurre un nuovo tema, che è preliminare a quest'ultimo, è situato per così dire a monte di esso, è un tema centralissimo, e quindi sorge il dovere categorico di interrompere le pubblicazioni, per avviare invece il suddetto nuovo tema.
*** *** ***
In buona sostanza, si tratta di capire che cos'hanno in comune George Berkeley e Gautama il Buddha, ma prima ancora il simpatico vescovo irlandese e l'Induismo. Ma dovremo parlare anche di Schopenhauer (il vecchio trombone), dell'incomprensibile Hegel, di Parmenide e di Aristotele (Aristotele c'entra sempre), di Calderon de La Barca e - naturalmente - di David Bohm e Max Planck, senza dimenticarci di Nicolas Malebranche, C. S. Lewis, Renato Cartesio e - ovvio - Donald J. Trump.

W.B.

lunedì 23 maggio 2016

La Grande Truffa - 12

WB ha avuto l'ennesima conferma che i francesi, che abusano di forme diciamo di cortesia - è tutto un s'il vous plaît, un continuo merci, un reiterato bonjour - adottano in patente mala fede questi puerili grimaldelli linguistici, chiaramente prodromici e strumentali a esiziali sodomizzazioni economiche del malcapitato turista, per cui con il sorriso smagliante ti chiedono corrispettivi abnormi e surreali, in cambio di beni e servizi di qualità di vero infima; in altre parole, Doppiovubi sta quasi rivalutando l'italico (diciamo italico) 'dica' ( o 'diga' ) che, come il geometra Calboni, sarà quello che sarà, ma almeno non è finto, e non è un Cavallo di Troia per svuotarti il conto corrente.

W.B.

martedì 17 maggio 2016

La Grande Truffa - 11

"Non sono un bambino delle scuole elementari, che deve chiedere il permesso."

( Franco Freda, al processo di Catanzaro del 1977, rivolgendosi con vigore e senza alcun timore reverenziale al 'Presidente' della Corte che lo stava giudicando, dopo che quest'ultimo lo aveva sgridato per essersi spostato di quattro metri - al fine di recuperare un documento - senza aver chiesto e ottenuto un previo 'permesso' )

sabato 14 maggio 2016

La Grande Truffa - 10

"Ogni soluzione di un problema solleva nuovi problemi insoluti; tanti più ne solleva, quanto più profondo è il problema originale e più ardita la sua soluzione. Quanto più impariamo sul mondo, e quanto più profondo è il nostro apprendimento, tanto più consapevole, specifica e articolata sarà la conoscenza di ciò che non sappiamo, la conoscenza della nostra ignoranza. Questa, infatti, è la
fonte principale dell'ignoranza: il fatto che la nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza non può che essere, di necessità, infinita.
...
Credo che varrebbe comunque la pena cercare di imparare qualcosa del mondo, anche se, con questo tentativo, dovessimo imparare semplicemente che non sappiamo molto. Questo stato di dotta ignoranza ci sarebbe di aiuto in molte delle nostre difficoltà. Sarebbe bene se tutti ricordassimo che, mentre differiamo ampiamente nelle diverse, piccole cose che sappiamo, nella nostra infinita ignoranza, siamo tutti uguali."

[Karl Popper, 1960]

venerdì 13 maggio 2016

La Grande Truffa - 9

A : E adesso, con la massima tranquillità, cerca di immaginare una lavagna bianca.
B : ...
A : Su questa lavagna c'è un puntino ancora più bianco, luminoso.
B : ...
A : Ora la luce del puntino si espande e diventa accecante e si espande dentro di te.
B : ...
A : Senti che le tue tensioni si sciolgono.
B : ...
A : La tua mente si quieta, come un lago tranquillo. I pensieri scompaiono. E quando ne giunge uno, non lo scacci, ma lo accogli con benevolenza e amore.
B : E basta, una buona volta, con queste puttanate. 

W.B.

mercoledì 11 maggio 2016

La Grande Truffa - 8

A : Prego, si accomodi. Gradisce un caffé?
B : Mah, ne ho già presi due... comunque sì, grazie.
A : Soledad, ci porti due caffé per favore? Mi dica tutto, cosa è successo? Perché lei è qui?
B : E' una storia lunga.
A : Siamo qui apposta, cominci dall'inizio.
B : Dunque. Io stavo andando a comprare il giornale in edicola...
( A prende freneticamente appunti )
A : Quale giornale?
B : E' rilevante quale giornale?
A : Noi siamo dei professionisti. Magari è rilevante. Lo scopriamo solo alla fine. Grazie Soledad.
( Soledad sorride a B e non guarda nemmeno in faccia A )
B : Il Mattino di Padova.
A : Bene, bene. Dunque, ricapitoliamo i fatti, lei si stava recando a comprare il Mattino di Padova in edicola.
B : Corretto. Attraverso la strada e mi accorgo di non avere il borsellino coi soldi, allora torno indietro.
A : Giusto comportamento. A meno che l'edicolante non la conoscesse.
B : Mi conosce da vent'anni ma non mi piace lasciare debiti.
A : Ottimo. Lei è un uomo onesto, si vede subito.
B ( con una certa irritazione ) : Torno indietro di colpo, arriva una Honda Civic e mi investe. Sulle zebre.
A : Intende dire le strisce?
B : Sì, sulle zebre.
A : Ah. Quando è successo?
B : Diciotto anni fa.
A : Come?! Allora si pone un grosso problema di prescrizione! E forse anche di decadenza! Perché non ce l'ha detto subito?
B si chiede per quale motivo A continui a parlare al plurale.
B : Non si preoccupi. Non si pone alcun problema di prescrizione o decadenza.
A ( con meno attenzione di prima ) : Ok, vada avanti.
B : Alla guida della Civic c'era un certo Alejandro Diaz.
B pronuncia il nome 'Alejandro Diaz' con molta enfasi, al che Soledad, incuriosita, mette la testa dentro la stanza.
A : Uno straniero, dunque.
B : Un colombiano.
A : Un colombiano alla guida di una Civic la investe sulle strisce.
B : E' andata esattamente così.
A : Diciotto anni fa.
B : Il venti maggio 1998.
A : E che cosa le è successo?
B : Mi sono rotto sette costole. Qui, qui e qui.
A : Guaribile in qualche settimana.
B : No, le costole rotte mi hanno perforato il fegato e un rene.
A : Accidenti. Guaribile in qualche mese.
B : Sì, se in ospedale non avessero sbagliato. Ho contratto un'infezione gravissima, per un batterio presente in sala operatoria, e ne ho avuto per due anni.
A : Tutto a causa del borsellino.
B : E del Mattino di Padova.
A : E' andato da un avvocato?
B : Certo. L'avvocato ha attaccato tutti, il colombiano, il chirurgo, l'ospedale, l'edicolante, il Comune di ***.
A : Mi sfugge la responsabilità dell'edicolante.
B : Anche a me. Comunque l'avvocato sosteneva con enfasi che dato che il chiosco dell'edicola era stato costruito non esattamente sulla planimetria catastale concessa dal Comune, il chiosco non si sarebbe dovuto trovare lì, e se non si fosse trovato lì l'incidente non sarebbe accaduto perché avrei seguito una traiettoria diversa.
A : Arguto.
B : E il Comune non aveva osservato le norme sulla concessione.
A : Callido.
B : E le zebre non erano disegnate bene.
A : Beh, questo mi sembra un argomento che avrebbe potuto usare l'avvocato del colombiano.
B : Infatti l'ha usato. Comunque il colombiano era drogatissimo, alla guida. Comunque durante il processo è scappato in Colombia e non è mai più tornato.
A : E l'assicurazione del colombiano?
B : Ovviamente non era assicurato.
A : E il fondo di garanzia?
B : Hanno detto che era colpa del chirurgo, e non del colombiano.
A : E il chirurgo?
B : Ha detto che era colpa dell'Ospedale.
A : E l'Ospedale?
B : Ha detto che era colpa del colombiano, del chirurgo e del Comune, dopo che il mio avvocato ha sollevato il tema del chiosco nel posto sbagliato.
A : E il Comune?
B : Ha ammesso che il chiosco si trovava nel posto sbagliato, questione di centimetri, ma ha deriso il mio avvocato.
A : E il Giudice? Cosa le ha riconosciuto?
B : Niente, mi ha condannato a pagare le spese legali a tutti. Per questo motivo ho divorziato. Mia moglie mi ha lasciato.
A : Tutto per colpa del Mattino. Mai pensato di far causa al Mattino?
( B guarda seriosamente A )
A : Stavo scherzando.
B : Quindi ho cominciato a far causa al mio avvocato.
A : Bene! Quindi tutti gli altri soggetti sono stati diciamo messi da parte. Il suo obiettivo è diventato l'avvocato.
B : Certamente. Ho anche pensato, meglio avere un solo obiettivo. E poi il rischio che mi scappasse in Colombia era minimo. Allora mi sono rivolto a un Ente come il vostro, che si occupa di risarcimento del danno.
A : Ah! Un nostro concorrente! Posso sapere il nome?
B : Sì, la *** s.r.l., sono famosi.
A : Certo, per le cazzate che fanno!
B : E infatti. Sono andato da loro, e mi hanno detto che il mio avvocato doveva risarcirmi il danno - dovuto al batterio - perché era lui il vero responsabile. Intendo l'avvocato, non il batterio.
A : Giusto. E che cosa hanno fatto?
B : Hanno fatto causa all'avvocato, con un loro avvocato.
A : E com'è andata?
B : Hanno perso la causa. Dopo sette anni. Ho dovuto pagare anche quelle spese legali. Mia moglie era tornata a casa, ma poi se n'è andata di nuovo, alla luce di questa nuova sconfitta. Ho perso la casa.
A : Ne ha perse tante di cause.
B : No, ho detto la casa. Ho dovuto venderla per pagare tutte le spese.
A : Ha perso la casa e la moglie.
B : Ora mi trovo in difficoltà. Ho visto per la strada la vostra pubblicità, ho visto che voi siete esperti di risarcimento del danno, in particolare da responsabilità professionale, ed eccomi qui.
A : Quindi lei vuole attaccare l'avvocato?
B : No, voglio attaccare l'infortunistica, questa s.r.l., è il mio nuovo obiettivo. Mi avevano promesso un risarcimento. Come voi, d'altra parte, mi promettete un risarcimento, no?

W.B.


martedì 10 maggio 2016

La Grande Truffa - 7

A : Sai che ti dico, che uno lotta per tutta la vita ma alla fine deve cedere.
B : Eh, sì.
A : Altrimenti diventi patetico. Senti qui, io conosco questo avvocato che ha più di novanta anni...
B : Esercita?
A : ... diciamo esercita, sì, e mi chiama e parliamo di questa causa e poi finisce la telefonata e lui si dimentica di mettere giù il telefono, sai com'è, ha novantatré anni...
B : E tu rimani lì ad ascoltare?
A : No, non volevo, però sai come si dice, mi è capitato...
B : Vabbè, e quindi?
A : Si sente una giovane voce femminile che dice Avvocato su, forza, e lui che risponde Mi sembra di sentire uno stimolo, e lei Coraggio avvocato spinga, spinga, vedo qualcosa, ci siamo. Bravo Avvocato!
B : Oh Madonna... dimmi che non è vero.
A : Eh sì. Qualche giorno prima lui mi aveva detto Ho qualche problema a defecare.
B : Poveretto. Guarda che non c'è niente da scherzare, diventeremo così anche noi.
A : No, non è quello il punto. La cosa assurda è che l'infermiera lo ha chiamato avvocato.
B : No, la cosa veramente assurda è che mentre parlava con te della causa era a quattro zampe col telefonino in mano.
A : No, la cosa davvero assurda è che l'ho scritto nel mio blog.
B : No, la cosa definitivamente  assurda è che qualcuno lo legge, e magari lo posta pure su Facebook.
A : No, la cosa assolutamente  assurda è che ci sia un luogo, Facebook, dove vengano raccontate storie come questa.
B : No, la cosa assurdamente assurda è che ci sia qualcuno interessato a leggere storie come questa.
A : No, la cosa inspiegabile è questo gioco di scatole cinesi.
B : No, la cosa davvero inspiegabile è che esista qualcuno che le pensa, e le scrive, queste scatole cinesi.
A : Et cetera, ad infinitum. And beyond.

W.B.

lunedì 9 maggio 2016

La Grande Truffa - 6

W.B. ( concitatamente ) : Ho pensato, questa cosa della grinta, va di moda avere la grinta, la grinta come valore, insomma, darci dentro, lottare disperatamente, sì, sforzarsi fino alla morte, la resilienza, quello lì sì che ha grinta, guarda l'Atletico di Madrid di Simeone, certo, gioca di merda ma, hai visto che grinta, meritano di vincere la Champions perché hanno grinta, el Cholo, caspita che grinta, e alla fine, sai che cosa ti dico, ho pensato, secondo me 'sta cosa della grinta è una grandissima cazzata.
PIM ( sorridendo ) : Sì.

W.B.

mercoledì 4 maggio 2016

La Grande Truffa - 5

Avvocato: Mi dica, ma cosa è successo?
Cliente dell'Avvocato: Niente, ho dato in affitto il mio appartamento a questa cubana, con il suo compagno. All'inizio tutto bene, mi hanno pagato il primo mese.
A : Bene.
CA : Poi hanno smesso di pagare.
A : Succede.
CA : Allora ho provato con le buone, niente.
A : Eh sì.
CA : Pare che dentro casa mia facciano prostituzione e spaccino droga.
A : Ah, però. Come lo sa?
CA : I vicini vedono uno strano viavai. Ci sono anche clandestini che dormono sui materassi per terra.
A : Ha preso provvedimenti?
CA : Mah, sono andata a chiarire i fatti. Il cubano mi ha buttato giù dalle scale. Intanto la cubana mi urlava, Vattene, vecchia puttana.
A : La parte debole, l'inquilino è la parte debole del contratto.
CA : In questo caso no, avvocato.
A : Ero ironico. E dopo?
CA : Sono andata all'ospedale. Poi li ho denunciati. A settembre c'è la prima udienza. La cubana ha preso un avvocato di fiducia che mi ha fatto sapere che passerò dei guai seri.
A : Di bene in meglio. E la casa?
CA : Mah, sono andata da un'avvocatessa e mi ha fatto lo sfratto. Adesso sono già due anni che sono dentro senza pagare. L'Ufficiale giudiziario ha fatto sette accessi ma loro sono ancora dentro.
A : E l'avvocatessa?
CA : Non mi ha fatto sapere più niente.
A : E lei cosa ha fatto?
CA : Sono andata a parlare con l'Ufficiale giudiziario, per avere notizie, e sapere quando potrò rientrare in possesso della mia casa.
A : Ha fatto bene.
CA: Mica tanto, l'Ufficiale giudiziario si è incazzato, ha detto che non devo permettermi di andare a parlare con lui, poi ha chiamato l'avvocatessa e le ha detto di dirmi che non devo permettermi di andare a parlare con lui, e l'avvocatessa mi ha chiamato per dirmi che non devo permettermi di andare a parlare con l'Ufficiale giudiziario.
A : E il prossimo accesso, da marzo, l'Ufficiale giudiziario, quando l'ha fissato?
CA: A ottobre. Che cosa devo fare, avvocato, sono disperata. Che cosa devo fare?
A : Non saprei.

( tratto da una storia vera )

W.B.

martedì 3 maggio 2016

La Grande Truffa - 4

La scena si svolge durante un incontro di mediazione tra due parti che litigano.

I protagonisti sono:
N.M. - trentacinquenne pugliese che ha preso in affitto un immobile da P., e vuole indietro il deposito cauzionale, ma non gli deve essere restituito in quanto il pugliese ha provocato danni per un valore di dieci volte superiore rispetto al deposito cauzionale (*)
A.N.M. - avvocato di N.M.
P. - sfortunato proprietario dell'immobile affittato a N.M.
A.P. - avvocato di P.

N.M. (rivolgendosi ad A.P.): Cosa c'hai da ridere te, sotto i baffi?
[n.d.r. : A.P. non sta ridendo affatto, nemmeno sotto i baffi]
N.M. (sempre rivolgendosi ad A.P., riferendosi a P.): Ma non lo sai che il tuo cliente è un truffatore?
A.N.M.: Vada fuori.

( tratto da una storia vera )

W.B.

(*) N.M. ha torto marcio, ma appartiene a quel novero di essere umani che, quando ha torto, attacca l'interlocutore facendo uso di qualunque pretesto e se necessario mentendo spudoratamente.