mercoledì 31 dicembre 2014

La ricerca della felicità (18)



Considerato che la Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche, del 1886, prevede che il diritto di autore - patrimoniale - sia tutelato per settanta anni decorrenti dalla morte dell’autore, considerato che Agatha Christie è passata a miglior (?) vita il 12 gennaio 1976, considerato che i settanta anni di cui sopra si calcolano dal 1° gennaio dell’anno successivo alla morte del suddetto autore - e quindi per la nostra A.C. scadranno il 31.12.2047, cioè tra trentatré anni esatti (se state leggendo questo post al momento della sua pubblicazione), considerato che i suoi racconti finora hanno venduto 2.000.000.000 (duemiliardi) di copie e si collocano solo dietro Bibbia e Shakespeare, tutto ciò considerato detenere i diritti di sfruttamento commerciale della opere della Agatha è senz’altro un business non indifferente, e pertanto in questi tempi duri anziché oro o dollari australiani Doppiovubi vi consiglia di comprare le azioni del reale proprietario di tali diritti, ma per poterle comprare bisogna prima capire chi sia.

(segue)

W.B.

p.s.: buon anno a chi legge questo blog, e a tutti gli altri, pure.

domenica 28 dicembre 2014

La ricerca della felicità (17)



Partiamo da un numero: 550864.
Questo numero di sei cifre può simboleggiare varie cose. Tra le altre, se lo mettete su Google, otterrete certamente il codice esadecimale di un colore, il very dark magenta, che è questo qui:




composto da un 33.3% di rosso, da un 3.1% di verde e da un 39.2% di blu.
Per ottenere un buon magenta, quasi tutti sanno che basta mescolare un po’ di rosso e un po’ di blu in egual misura; se ci aggiungete un pelino di verde (qui è bastato il tre per cento), il magenta si inscurisce ulteriormente e diventa very dark.
Che poi è un colore cupo, roba da servizio e drappo funebre, qualcosa di inquietante ma al tempo stesso di attraente, qualcosa di vagamente thriller.

Sarà un caso (no, il caso non esiste), ma il 550864 è anche il numero di registrazione di una Società commerciale nel regalissimo Registro britannico.

Si tratta, per l’appunto, della Agatha Christie Ltd .

(segue)

W.B.

venerdì 26 dicembre 2014

La ricerca della felicità (16)



Per comprendere il baratro in cui stiamo finendo, dovreste sicuramente leggere il romanzo “Il Cerchio”, di Dave Eggers (*), pubblicato da Mondadori in Italia nel novembre 2014 -quindi fresco fresco-, originariamente pubblicato da Penguin Books Ltd nell’ottobre 2013.
La voce inglese di Wikipedia dà come editore McSweeney’s, che poi è la casa editrice fondata dallo stesso Dave Eggers, ma in Rete si cita solo Penguin come editore, sin dallo stesso ottobre 2013; probabilmente pronti-via ha venduto immediatamente i diritti, per questioni di budget. Pare infatti che, da due mesi a questa parte, Dave Eggers stia trasformando la sua McSweeney’s in una non-profit.
Ma anche su Penguin si sono agitati venti di denaro e consumismo, a insaputa degli ignari lettori, che pensano che la narrativa non c'entri con i soldi.

Sarà mica il caso di raccontarvi la storia della Penguin, visto che è bellissima?
E’ una parentesi un po’ lunga, ma ne vale la pena. Alla fine non siamo fuori tema, stiamo sempre parlando di questo, denaro contro conoscenza.
Materia versus spirito.

La nostra storia comincia nel lontano 1934. Anzi, ancor prima. E dobbiamo partire da una certa Agatha Christie, non so se l'avete mai sentita nominare.

(segue)

W.B.

(*) All’inizio sembra un po’ ingenuo e deboluccio, questo romanzo, e non convince, però via via che si procede si coglie la profondità del messaggio. E’ sicuramente il nuovo Orwell (bum!). Nel settembre 2006, ormai oltre otto anni fa, l’amico S. regalò a Doppiovubi - sempre di Dave Eggers - Conoscerete la nostra velocità, che è rimasto intonso -quasi- per otto anni, perché Doppiovubi non può (più) sopportare i post-moderni che cercano di farti ridere a ogni costo (fatta eccezione per il leggendario T.P., al quale tutto è permesso). In The Circle, Eggers non vuol far ridere nessuno, e anche per questo WB è riuscito a leggerlo tutto in dieci giorni circa.

mercoledì 24 dicembre 2014

La ricerca della felicità (15)



Dicevamo, il nuovo Nokia 108 di Doppiovubi non ha dentro quasi niente.
E’ un telefono che fa una cosa rivoluzionaria e innovativa: ti consente di telefonare e addirittura di ricevere telefonate.
Ha i tasti, quelli sì, al massimo invii un sms, cercando la lettera dell’alfabeto sui tasti, come si faceva una volta, da premere in sequenza per tre o quattro volte (non devi impazzire con la punta del polpastrello e non sbagli mai lettera). Ha un’ottima radio FM, il convertitore di valuta, il conto alla rovescia, e pure la sveglia, precisa. Ha un display a 65000 colori, che a ben guardare sono davvero tanti. Se uno lo avesse cavato dalla tasca nel 1998, quando si viaggiava con il Motorola monocromatico ad antenna estraibile e flip, la gente si sarebbe inginocchiata e ti avrebbe adorato come fossi un Kahuna polinesiano.
Un Nokia 108 costa ventinove euro e novanta centesimi (che già sono uno sproposito, dovrebbe costare tre euro e zero centesimi, sarebbe il suo valore intrinseco - per inciso, le cose dovrebbero costare secondo il loro valore (*), cioè enormemente di meno rispetto al satanico prezzo di mercato).
La batteria dura tre o quattro giorni, dipende da quanto sei logorroico. Il sistema operativo non s’impalla praticamente mai. Il dispositivo pesa 85 grammi, batteria inclusa. Non ti partono chiamate per sbaglio. Non metti giù per errore. La linea non cade, è stranamente solida. Sarebbe destinato, secondo la strategia svedese, al mercato africano emergente.
Ma è l’unica via d’uscita.
Gli smartphone lasciateli a quelli come Matteo Renzi.
Voi, speriamo, valete di più. Voi non siete f.s.d., vi vogliono tali, junkies, per controllarvi meglio e tenervi a bada, ma non lo siete.
Doppiovubi ogni tanto si scopre, per abitudine, a mettere la mano in tasca per consultare uno smartphone che per fortuna non c’è più, poi si trattiene e si dice, Che cosa guardi a fare, o ti telefonano o ti mandano un sms. E di sms ne arrivano davvero pochi.
Col tempo ti disintossichi, ti fa bene.
Se sei drogato, ti devono chiudere in clinica, lontano da tutti. Non devi avere la droga a disposizione, altrimenti ci ricaschi. Ogni tweet rappresenta un’iniezione in vena.
Non devi nemmeno poterle vedere, le e-mail (**). Non devi nemmeno averne la possibilità tecnica. Non lo devi proprio avere, whatsapp. E non parliamo di Facebook.
E’ l’unica strada per evitare il baratro dove ci stanno spingendo in massa, amici, date retta a Doppiovubi, finché siete ancora in tempo.

(segue)

W.B.

(*) Alla giusta stregua, il valore intrinseco di una ordinary share di King.com Ltd dovrebbe essere pari a zero dollari e zero centesimi di dollaro.
(**) Il che, come vedremo, non significa che uno non debba usare lo strumento e-mail. Ma tale strumento, che è meraviglioso e portentoso, deve essere appunto usato, non deve essere lui a usare noi.

lunedì 22 dicembre 2014

La ricerca della felicità (14)



La noia, sì, proprio quello è il punto. La noia.
L’altra sera, sul tram, si è finalmente raggiunto l’en plein. Tutti i viaggiatori -tutti- avevano lo smartphone in mano e ci facevano qualcosa di vagamente onanistico.
Doppiovubi ci ha sbirciato, su quei telefoni.
Un buon trenta per cento era su Whatsapp.
Un altro quaranta per cento era su Facebook.
Gli altri spostavano caramelle colorate - o robe simili - su e giù, sarà stato Candy Crush Saga, la cui casa produttrice, King.com Ltd, è pure quotata in borsa.
Ma nessuno degli smanettatori sorrideva.
Erano tutti svogliati, tutti annoiati e senza gioia (*).
Si chiama “dipendenza”. Ti ammoniscono sul pacchetto di sigarette, ti avvisano nella pubblicità del Glen Grant, te lo dicono quando scommetti al Superenalotto.
Ma non te lo scrivono sulla cover dello smartphone.
La verità è che siete dei drogati. Non offendetevi: dovreste riconoscere la vostra malattia. Siete degli schiavi drogati. Stay slave, stay addicted.
Doppiovubi, che era anche lui, seppur relativamente, un f.s.d., un fottuto schiavo drogato, anziché passare all’iPhone 6, ha deciso di recente - al fine di emanciparsi - di effettuare un downgrade. Ora Doppiovubi è un liberto.
Si è comprato un Nokia 108, dual sim. Colore nero.

Non ha dentro praticamente niente.

(segue)

W.B.

(*) Una ordinary share di King.com Ltd al NYSE vale (rectius, come si vedrà dopo, è scambiata a) attualmente intorno ai quindici dollari. Due mesi fa ne valeva (è scambiata a) circa undici dollari. Gli azionisti di King non sono certamente annoiati come i giocatori di CCS.