lunedì 28 maggio 2012

Non è mica un gioco.


G: “Allora, lei testa e lei croce, va bene?”
A: “No, non va bene per niente!”
G: “Moderi i termini.”
A: “Scusi. E’ possibile che lui abbia sempre croce ed esca sempre croce?”
PM: “Il codice è stato rispettato. Una volta scelgo io, una volta sceglie la difesa.”
A: “Appunto! Ha scelto anche prima! Adesso tocca a me… e io scelgo croce.”
G: “Avvocato, lei ha scelto poco fa.”
A: “Ma era in un’altra causa, il pubblico Ministero è cambiato, il codice…”
G: “Avvocato, abbia pazienza, il Giudice sono io. Lei testa, e il pubblico Ministero croce.”
A: “Signor Giudice, quand’è così io accetto la mia croce, nel senso che va bene testa.”
PM: “Non faccia battutine, avvocato, qui non c’è niente da ridere. Non è un gioco.”
G: “Il sostituto Procuratore ha ragione. Adesso basta. Vado?”
A: “Tiri.”
PM: “Vada.”
La moneta cade dal banco del Giudice e rotola via. Il pubblico Ministero e l’avvocato la rincorrono con le rispettive toghe che svolazzano, invero un po’ divertiti, come fossero bambini. Il Giudice allunga il collo come un’oca, per cercare di vedere come va a finire.
PM: “Croce! Ho vinto io!”
A: “Io lo sapevo.”
G: “Bene, allora l’imputato è colpevole. Pena di, direi, mmh, vediamo… quattro anni! Avanti un altro. Su, su!”

W.B.

martedì 22 maggio 2012

Altro che spread (con un post scriptum).

In data 16 ottobre 2007, l'editore americano Hill & Wang, con sede a New York City, ha pubblicato "Good Germs, Bad Germs: Health and Survival in a Bacterial World" di Jessica Snyder Sachs. 
Non è una professoressa, è una biologa e giornalista divulgatrice. Insomma, quello che scrive è (dovrebbe essere) comprensibile da tutti.

In data 3 maggio 2012 (*), l'editore italiano Bollati Boringhieri (**) ha pubblicato "I buoni e i cattivi. Come sopravvivere in un mondo dominato dai batteri", che sarebbe la traduzione italiana del libro di cui sopra. Ha tradotto la bravissima Isabella C. Blum (***), a sua volta biologa.

Doppiovubi dice: se un povero cristo è interessato a leggere il libro della Sachs, ha tre alternative:
a) leggerselo direttamente in inglese, ma in tal caso - visto che la dott.ssa Blum ha un curriculum veramente con i contro-fiocchi, e il povero cristo, per definizione, no - le speranze di comprendere più del cinquanta per cento del testo sono illusorie (trattandosi di un povero cristo qualunque, quale è Doppiovubi);
b) leggerselo quattro anni e mezzo dopo la pubblicazione, in italiano, ma in tal caso - visto che per la ricerca scientifica quel periodo (di quattro anni e mezzo) corrisponde a un'era geologica - tanto vale leggersi gli scritti del naturalista olandese Antonie Philips van Leeuwenhoek, il quale nel 1667 dovrebbe essere stato il primo a osservare i batteri;
c) rinunciare, e leggersi Piero Angela (no comment).

In buona sostanza, l'Italia non ha alcuna speranza (****).

W.B.

Post Scriptum del 28 maggio 2012: Doppiovubi, con orrore e a posteriori, ha appreso che nel 2009 Longanesi aveva pubblicato il libro in Italia; pare che poi, nel 2012, i diritti siano stati ceduti a B.B.
Questo fatto potrebbe invalidare il senso del post - e in effetti lo invalida. Tuttavia il post mantiene un importante significato, che è il seguente: non fidatevi mai di Doppiovubi. 


(*) Quattro anni, sei mesi e diciassette giorni dopo.
(**) Casa editrice fondata nel 1957 da Paolo Boringhieri, poi ceduta nel 1987 a Giulio Bollati, il quale giustamente ha pensato bene di piazzare per primo il suo cognome.
(***) Doppiovubi, nonostante la compulsione del sito personale della dott.ssa Blum, non è riuscito a capire per cosa stia la "C.".
(****) Ci sarebbe la quarta via (che non è quella di Georges Ivanovič Gurdjieff) ossia lo studio approfondito dell'inglese per comprendere subito, e non anni dopo, le pubblicazioni estere, e in special modo quelle americane, che in ambito scientifico surclassano il resto del pianeta; tuttavia, ad avviso di Doppiovubi, la conoscenza dell'inglese da parte della stragrande maggioranza degli italiani è assolutamente deficitaria, e tale situazione è ormai irrimediabile.


venerdì 18 maggio 2012

Doppiovubi, la formica e lo stracchino.

Doppiovubi ogni tanto ama mettersi alla prova.
Dunque è sceso in competizione culturale con due temibili avversari.
I contendenti erano, oltre al Doppiovubi, una formica e uno stracchino.
La vicina di casa di Doppiovubi ha aperto a caso l'enciclopedia e ha interrogato i tre sugli scettici greci. Mentre la formica ha sfregato un poco le antenne ed è rimasta muta e rassegnata, lo stracchino non solo ha taciuto, ma è rimasto completamente immobile, segno inequivocabile del fatto che non sapeva un accidente.
Doppiovubi, invece, ha stravinto la tenzone, sciorinando le sue conoscenze su Pirrone ed Enesidemo.
La formica e lo stracchino, contro lo strapotere culturale del Doppiovubi, hanno davvero fatto una figuraccia (in particolare, lo stracchino era bianco per la vergogna).

Il 16 maggio 2012, il Presidente del Juventus Football Club ha dichiarato testualmente che questa "passerà alla storia come la squadra degli invincibili".

W.B.

lunedì 14 maggio 2012

Una buona squadra di interpreti.

La situazione politica ed economica degli amici greci sta precipitando, dicono a Doppiovubi.
Doppiovubi - dopo attenta e ponderata riflessione - avrebbe una proposta-shock, che a suo parere potrebbe salvare gli ellenici, come si suol dire, dal baratro.
Il Parlamento greco dovrebbe chiamare il Professor Monti quale Primo ministro - il quale ovviamente porterebbe con sé tutto il suo prestante Gruppo (*) - al fine di risanare anche la disastrata economia degli ex filosofi. Certo, il doppio incarico sarebbe gravoso, ma si può fare e per noi italiani sarebbe motivo di vanto e di orgoglio.
D'altra parte, nulla vieta di ingaggiare uno straniero quale premier dell'Ellade (**); anche il simpatico Luis Enrique, in fondo, ha allenato la a.s. Roma, e gli avi dello stesso François Hollande - ci si può scommettere sulla base dell'inequivocabile cognome - non furono francesi doc (***).
Basta una buona squadra d'interpreti al seguito, e tanta, tanta buona volontà.

W.B.

(*) Cancellieri compresa, che dovrebbe gestire e sedare le inevitabili guerriglie urbane.

(**) A meno che la legislazione greca non preveda norme protezionistiche e autarchiche per quanto concerne la nazionalità del Premier; ma in tal caso varrebbe la pena di approvare una riforma costituzionale volante.

(***) E non parliamo di Barack O., per palesi motivi cromatici.

venerdì 11 maggio 2012

Dicono sia il peggiore, tra quelli capitali.

I fedelissimi di Doppiovubi si saranno sicuramente chiesti per quale motivo Doppiovubi, da un po' di tempo a questa parte, abbia reso il Professor Monti protagonista di alcuni suoi posts.
Doppiovubi non ce l'ha assolutamente con il buon Professore, in fondo è un brav'uomo, senza colpa. Niente di personale. E ancora, Doppiovubi non si permetterebbe mai. E poi gli vuole pure bene. E infine, sa un sacco di cose, il Professore, che Doppiovubi non saprebbe mai nemmeno in centinaia di eoni.

Se volessimo parlarne simbolicamente, l'animale implicato è il pipistrello, e l'oggetto lo specchio.
Ecco che cosa, a parere di Doppiovubi, incarna - suo malgrado - il Professore Monti. 
Non lui in quanto tale, dunque, ma ciò che rappresenta.

W.B.





giovedì 10 maggio 2012

Spenderemo quello che spenderemo, ma è per il tuo futuro, Mario.

Doppiovubi intende segnalare al suo pubblico che il Presidente Senator Professor Monti, al quale a suo tempo i genitori hanno (o avranno (*) lautamente pagato un pluriennale soggiorno americano per alti studi economici, pronuncia "review" (da "spending review") come di seguito: rìviu. 
Con l'accento ritratto sulla prima sillaba.

W.B.

(*) Ma il problema permarrebbe identico anche se si fosse auto-finanziato lavorando seralmente da commesso in un fast food (ipotesi invero alquanto improbabile).

mercoledì 9 maggio 2012

Una proposta concreta per la riforma della media-conciliazione obbligatoria.

That seems to be the situation.
Now I don't want that, and you don't want that, and Ringo here definitely don't want that.
So let's see what we can do.


Forse, davanti a Mr. .45, i contendenti possono comprendere con facilità che è molto, molto più conveniente non litigare.

W.B.

Ho fretta, devo scappare.

Stanotte Doppiovubi ha sognato che un suo cliente top gli affidava una pratica importantissima, con documenti in originale di rilievo cruciale.
Doppiovubi inseriva i documenti in un sacchetto del supermercato (!), e poi si recava in metropolitana (linea verde, per la cronaca).
Oltre al sacchetto contenente i documenti fondamentali, aveva con sè una borsa e un ombrello.
In metropolitana, durante il viaggio, appoggiava il sacchetto sul pavimento.
Alla fermata ove il nostro Eroe (o anti-Eroe) doveva scendere, in effetti scendeva, ma dopo la chiusura delle porte e la partenza del convoglio si accorgeva di aver dimenticato il sacchetto nel vagone.
Al che Doppiovubi ha trascorso tutta la notte onirica forsennatamente di corsa, a salire e a scendere - da un vagone all'altro, da una fermata all'altra, su e giù per gradini e scale mobili - nella speranza di ritrovare i documenti.
Verso l'alba, nel sogno, ovviamente è comparso il suo cliente, al quale Doppiovubi non ha avuto il coraggio di confessare di aver smarrito i documenti.
Il suo cliente lo osservava scendere e salire le scale di tutte le fermate, e lo seguiva e gli chiedeva ripetutamente, Mi scusi ma come mai continua a prendere la metropolitana?
Il Doppiovubi glissava bofonchiando, Sì, sì, ho fretta, guardi, devo scappare.

W.B.

lunedì 7 maggio 2012

Fatti, non parole.

Doppiovubi sottolinea che un fatto è un fatto; riportare l'opinione di qualcuno su un fatto, può diventare un fatto. Quindi, giornalisticamente, può essere ritenuto corretto elencare tra i fatti - e non tra le interpretazioni - l'opinione di qualcuno sui fatti (*).
Con l'abuso del virgolettato, tuttavia, il lettore è spaesato, perché il cervello non riesce bene a distinguere tra i fatti e le opinioni sui fatti (e finisce col ritenere erroneamente che le opinioni sui fatti costituiscano i fatti oggetto delle opinioni).
Per questo motivo, pensa (e opina, appunto) Doppiovubi che si dovrebbe essere molto più cauti nel farcire le notizie con le opinioni dei protagonisti, e centellinare queste ultime sino allo stretto indispensabile (**), soprattutto se i protagonisti sono personaggi, diciamo così, "autorevoli", e quindi attendibili per definizione.
Continuare a riportare il (cosiddetto) fatto che il prof. Tizio ha detto che la crescita è una buona cosa, e poi il (cosiddetto) fatto che il prof. Caio ha detto che la crescita è una buona cosa, e poi il (cosiddetto) fatto che il prof. Sempronio ha detto che la crescita è una buona cosa, alla fin fine ci porta a ritenere che l'affermazione La crescita è una buona cosa non sia - come in realtà è - un'opinione (seppur condivisa da molti), ma un fatto sacralmente irrefutabile - come in realtà non è.
E il lettore - o l'ascoltatore - da brava marionetta finirà col ripetere pedissequamente l'affermazione (che ormai assurge al rango di Verità e diventa socialmente incontestabile) in vacue, insopportabili e volgari conversazioni circolari davanti a una cotoletta durante la pausa-pranzo, o su una schifosissima pagina di Facebook, che rappresenta - sia detto en passant - il Principato del Nulla (***).

E queste non sono opinioni, ma fatti. O meglio, opinioni sulle opinioni sui fatti. Quindi, date retta a Doppiovubi in questo prezioso consiglio che segue: non date retta nemmeno a Doppiovubi, neanche quando vi esorta a dargli retta e neanche quando vi esorta a non dargli retta. Non fidatevi di nessuno. Neanche di voi stessi. Magari, almeno di voi stessi, cartesianamente, fidatevi un pochino. Oppure non fidatevi per niente neanche di voi stessi, il che, alla fine, è esattamente lo stesso.

W.B.

(*) Doppiovubi non sta qui ritornando sulla trita e antica e - forse ormai banale - questione della separazione tra fatto e interpretazione del fatto (distinzione montanelliana che conosciamo tutti) e quindi del contrabbando di mala fede delle opinioni per fatti; stiamo parlando, invece, della superfetazione del richiamo alle opinioni, le quali, ontologicamente, non sono fatti.
(**) Ma senza esagerare. Nella società moderna spesso non accade niente, se non che vengono proferite (o profferite) dichiarazioni che contengono opinabilissimi giudizi. Per cui, eccettuata la becera cronaca (della quale possiamo e dobbiamo tranquillamente fare a meno), potremmo anche ritrovarci in silenzio, il che non sarebbe male, peraltro. Ossia, arrivano le venti e il TG non viene trasmesso, Ci scusiamo con i telespettatori ma questa sera il TG non sarà trasmesso perché oggi non è accaduto niente.
(***) Con tutto il rispetto per alcuni - pochi invero - frequentatori del libro delle facce, in primis per l'amato Condore, che rappresenta un'eccezione, in quanto il Condore ha un'intelligenza superiore alla media (il che è  un fatto, non un'opinione), pur essendo colà iscritta e operativa, e nonostante ciò.

Ed eccoci dunque arrivati agli sgoccioli della civiltà umana.

Se si vuole cercare su Google Alessandro Magno, e ci si ferma, nella digitazione, ad Alessandro, prima del Macedone escono, quali predizioni, i seguenti quattro alessandri (*):

1. Alessandro Casillo.
Alessandro Casillo (Assago, 15 giugno 1996) è un cantante italiano, lanciato dal talent show Io canto. Nel 2012 ha vinto la sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo nella categoria Giovani, con il brano È vero (che ci sei).

2. Alessandro Borghese.
Alessandro Borghese (San Francisco, 19 novembre 1976) è un cuoco e conduttore televisivo italiano.

3. Alessandro Del Piero.
Vabbe', lasciamo stare. Almeno oggi è meglio lasciar stare. Ne riparliamo l'anno prossimo.

4. Alessandro Siani.
Alessandro Siani, nome d'arte di Alessandro Esposito (Napoli, 17 settembre 1975), è un comico, attore, cabarettista, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.

W.B.

(*) utilizzando Firefox; se si usa Internet Explorer, escono nell'ordine: "alessandro significato", "alessandro del piero", "alessandro casillo" e "alessandro borghese". Nessuna traccia di Alessandro III.

giovedì 3 maggio 2012

Ci faccio un figurone.

In conferenza stampa, il 30 aprile 2012, il professore Monti ha dichiarato:
«Senza la guida del ministro Giarda avremmo fatto come il quadro di Bruegel: saremmo stati dei ciechi che camminano con i ciechi».

Il riferimento è al quadro del pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, "De parabel der blinden" ("La parabola dei ciechi") del 1568.

A Doppiovubi questa citazione artistica (abbastanza dotta) da parte del Prof. Mario Monti ha puzzato abbastanza, attesa la notoria freddezza del contabile suddetto, dalla quale dovremmo dedurre una pressoché totale insensibilità all'estetica, in quanto portato di un'attività umana inutile sotto il profilo economico (se non per quanto concerne il mercato delle opere d'arte). Doppiovubi ha indagato, e si è chiesto, Perché il Prof. Monti ha citato quel quadro di Bruegel? Come gli è venuta l'idea? E' evidente a tutti che stiamo parlando di Kant, della Critica della Ragion Pura, dell'empirismo (anche di quello logico del Circolo di Vienna) e delle idee innate. 
La nascita dell'idea nella mente professoria è solo un pretesto per un approfondimento più ampio.

Le ipotesi sono tre.

La prima ipotesi.
Il professore, si sa, ha presieduto il cosiddetto "Gruppo Bruegel", che ha sede a Bruxelles. Il Gruppo Bruegel sarebbe un think-tank di professoroni, un comitato di analisi, come ci insegna Wiki English: "Bruegel's original concept stemmed from private discussions involving policy-makers, business leaders and other individuals from several European countries in late 2002. The project was endorsed and officially floated by French President Jacques Chirac and German Chancellor Gerhard Schröder at the 40th anniversary of the Elysée Treaty in January 2003. Former European Commissioner Mario Monti and economists Jean Pisani-Ferry and Nicolas Véron were instrumental in Bruegel's creation. Bruegel was legally formed in August 2004 and started operations in 2005. Bruegel's name is a tribute to Pieter Bruegel, the 16th-century painter whose work epitomizes unvarnished and innovative depictions of life in Europe. It can also be read as a reference to a "Brussels European and Global Economic Laboratory", even though Bruegel does not consider its name to be an acronym.". Il Gruppo non considera il suo nome un acronimo. Eppure l'acronimo riesce bene.
Avendo presieduto il Gruppo, ipotizza Doppiovubi, il nostro professore si sarà documentato, almeno all'epoca, o qualcuno lo avrà documentato, sul pittore fiammingo. Ma - nonostante questa ipotesi sia collegabile al famigerato Gruppo Bilderberg, che meriterebbe una monografia a parte di stampo complottista - ricorrono ipotesi molto, molto più affascinanti.

La seconda ipotesi.
A Villa Olmo (Como), dal 24 marzo, si tiene la mostra "La dinastia Bruegel". Sono esposte settanta tele, tra cui varie del nostro Bruegel il Vecchio. Doppiovubi ha verificato. "La parabola dei ciechi" non è esposta. Si trova dove è sempre stata, cioè a Napoli, al Museo di Capodimonte.
Era in realtà un'ipotesi attraente, immaginare il Professore che passeggia tra le sale, a braccetto della first, poi fermatosi davanti ai ciechi, con una guida melliflua che gli spiega il significato dell'opera e il nostro, essendo umano, che pensa sornione: "alla prima occasione utile, la cito in conferenza stampa". Purtroppo non è andata così, quest'ipotesi non è possibile. Ma Doppiovubi, lo si sa, non si arrende.

La terza ipotesi.
Doppiovubi, guarda un po', ha quindi reperito la seguente notizia: 
"Governo: Monti visita Reggia Capodimonte, il piu' bel museo del mondo.
Napoli, 5 apr. - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Mario Monti ha lasciato Napoli dove questa mattina ha partecipato alla presentazione dei primi cinque bandi per la realizzazione del 'Grande progetto Pompei'. Ultima tappa del premier nella citta' partenopea la visita della Reggia di Capodimonte, insieme ai ministri dell'Interno, Anna Maria Cancellieri e dell'Istruzione Francesco Profumo. "Viene definito il piu' bel museo del mondo, credo che non ci siano esagerazioni", il suo commento prima di risalire in macchina. (05 aprile 2012 ore 17.16)".
I tempi ci sono. Tutto quadra. Per cui Doppiovubi la ricostruisce così: buona la seconda ipotesi, quanto allo scenario: guida piegata a novanta gradi (*) che con immane deferenza spiega al Premier, e alla first a braccetto, il passo tratto dal Vangelo di Matteo e illustra per benino il quadro, il Monti che si sofferma su Bruegel non tanto perché lo conosca (o gli interessi davvero), quanto perché gli sovviene il gruppo Bruegel (per una banale associazione di idee di stampo Humiano) di cui alla suddetta prima ipotesi, con conseguente proposito di buttarla lì in conferenza stampa appena possibile. Doppiovubi accetta questa ipotesi come probabile.
Ma, se è andata così, noi lo perdoniamo, perché, più che un uomo, è un Professore, e ne sa più di tutti noi messi insieme.

W.B.

(*) Doppiovubi si immagina una sorta di Igor (cfr. Marty Feldman) (pron. "aigor"), per dare un'idea della curvatura della guida.

Io non mi sono accorto chiaramente di nulla.

" ... è stata un'azione talmente veloce, talmente convulsa e rapida, io non mi sono accorto chiaramente di nulla, perché io stavo guardando Muntari e la palla, non è che stavo guardando linea, palla e cose varie, e come ho detto, anche in maniera onesta (*), se me ne fossi accorto non è che avrei aiutato l'arbitro."

Il Burattinaio, da lassù, ha ascoltato l'intervista di Gianluigi Buffon, la sera di sabato 25 febbraio 2012.
Ha sorriso, ha scosso la testa, ha preso il suo taccuino, ha annotato il fatto. Poi ha aspettato, con calma, fino al momento giusto, ossia sino alle 22.24 del 2 maggio 2012.

E, al momento giusto, il Burattinaio ha mosso i fili.  

W.B.

(*) Un'onestà che potremmo definire "di secondo grado", ossia, il ladro che ruba proclama la sua onestà non perché ha confessato, ma perché ha detto onestamente che se fosse stato in condizioni di confessare, non lo avrebbe fatto.

mercoledì 2 maggio 2012

Sul ponte (dell'incertezza) non sventola bandiera bianca.

Doppiovubi talvolta si auto-impone un buon proposito morale - ritenendo con una certa convinzione che potrebbe essere la cosa assolutamente giusta da fare, o non fare - per poi violarlo, di lì a poco. 
Doppiovubi constata, ogni giorno di più, la propria (generica) debolezza.
E proprio tale constatazione rafforza la sua volontà (ugualmente generica) di migliorare. 
Il problema, per Doppiovubi, consiste nello scoprire che cosa mai significhi migliorare, anche alla luce del sempre più marcato - e forse irreversibile - scivolamento del nostro Eroe verso una pressoché totale scepsi gnoseologica, con riferimento all'intero misero insieme degli umani, all'interno della quale brodaglia lo troviamo parimenti immerso, seppur sé dibattente, sicuti piscis in captivitate.
In ogni caso, qualunque cosa accada, Doppiovubi, pur nella precisa consapevolezza della sua completa imperfezione, non si arrenderà mai, quanto meno nella ricerca di un parametro di riferimento, ammesso che quest'ultimo esista, e sia accessibile.
Nè si illude che qualcuno, a parte (forse) lui stesso, possa intelligere il significato di ciò che ha scritto qui.

W.B.