martedì 30 agosto 2011

Elementare, Doppiovubi, elementare.

“Friedrich Nietzsche era vegetariano, scrisse molte lettere a Wagner”.
[Franco Battiato, Tramonto occidentale, 1983]

Centoundici anni fa, proprio in questi giorni, ossia sabato 25 agosto 1900, a mezzogiorno circa, Friedrich Nietzsche moriva a Weimar (*), in Turingia (**).
Aveva cinquantacinque anni.
Doppiovubi, in tempi remoti, è stato amante della musica del Giarrese (amante che oggi non è più), e per questo tenderebbe a prestar fede al cantante etneo.
Tuttavia, essendo il filosofo qui commemorato un teutonico d.o.c., sembra quanto meno bizzarro che sia stato realmente vegetariano.
In Rete compaiono contributi sulla dieta (invero, poco equilibrata) di Friedrich; pare che questi amasse particolarmente le salsicce. Si legge infatti: “nell’anno 1880 la quasi totalità della sua corrispondenza con la propria madre era costituita da una serie interminabile di ordinazioni di prosciutti e salsicce; che egli appendeva delicatamente e con cura, tramite una cordicella, alla parete”. Doppiovubi non sa quali siano le fonti da cui ha attinto l’autore del brano sopra virgolettato, ma le circostanze specifiche ivi citate gli fanno pensare che sia attendibile. E comunque è verosimile: il filosofo che inneggia a Dioniso difficilmente avrebbe disdegnato la bistecca, preferendole una insalatina.
Ma ecco che, sempre in Rete, compare una sorpresa: si legge che F.N. sarebbe stato vegetariano fino a 26 anni, cioè sino al 1870.
Al che Doppiovubi comincia davvero a dubitare della correttezza delle sue deduzioni.
Allora passa all’inglese, cioè da google.it a .com, e il materiale – come sempre - si moltiplica a dismisura (gli americani ci danno, è il caso di dirlo, la birra).
Ed ecco cosa trova: “an extract from the diary of Cosima Wagner [wife of the composer Richard Wagner] - September 19, 1869:
Coffee with Prof. Nietzsche; unfortunately he vexes R.[ichard] very much with an oath he has sworn not to eat meat, but only vegetables. R. considers this nonsense, arrogance as well, and when the Prof. says it is morally important not to eat animals, etc., R. replies that our whole existence is a compromise, which we can only expiate by producing some good. One cannot do that just by drinking milk—better, then, to become an ascetic. To do good in our climate we need good nourishment, and so on. Since the Prof. admits that Richard is right, yet nevertheless sticks to his abstinence, R. becomes angry.”.
F. aveva dunque addirittura giurato che non avrebbe mangiato carne, facendo anche arrabbiare l’amico R.
E ancora, la sorella di F. – testimone diremmo attendibile - scrisse nell’inverno del 1870:
“Both Wagner and Frau Cosima made strenuous efforts to convert my brother from the vegetarian diet to which he was addicted, and, in time, he did abandon this”.
Strenuous efforts.
Di più: “in the summer of 1875 Nietzsche consulted a Dr. Wiel about various health problems. In 'The Young Nietzsche' p.338, his sister Elizabeth gives the following account:
“He wrote to Gersdorff concerning his state of health as follows: "My trouble has been diagnosed as chronic gastric catarrh, accompanied by great dilatation of the stomach. This dilatation causes vascular engorgements, and results in the brain being insufficiently supplied with blood. In the first place, then, the stomach is to be reduced to its normal size, by means of an extraordinary diet consisting of the most nourishing substances, provided that they be not bulky, i.e., almost exclusively meat. In addition I am to take Carlsbad salts, and am to have leeches applied to my head."
Then in later letters to his friends he goes on to say : " In my last letter I told you how I felt ; meanwhile, however,
the diet has been changed. At my request I am now eating much less ; I am weary of eating so much meat....".
“Sono stanco di mangiare così tanta carne”.
Possiamo concludere, se queste fonti sono veridiche (e lo sembrano), che effettivamente – quanto meno al tempo in cui scriveva a Wagner, perché poi l’amicizia tra loro finì malamente – F.N. fosse vegetariano per scelta; poi diventò carnivoro, e non per scelta, bensì per necessità. Dunque il Battiato avrebbe scritto e cantato il vero, per lo meno in parte.
Sta di fatto che il dottor Wiel non ci aveva visto molto giusto, perché, nonostante l’abbondante consumo di carne, il cervello di F. non fu irrorato di sangue a sufficienza, e il filosofo abbracciò ugualmente il celebre cavallo torinese.
Lo scopo di Doppiovubi, qui, non è quello di parlare di vegetarianesimo, bensì di affermare e dimostrare che, alle volte, le deduzioni sono pericolose, anche quando appaiono del tutto verosimili.
Un teutone, finanche dionisiaco, potrebbe preferire l’insalatina alla salsiccia.


W.B.

(*) Sì, proprio quella della Repubblica di. La cittadina ha una superficie discreta, diciamo come Padova, ma poca densità abitativa: sessantacinquemila abitanti (NdWB: questo dato non ha alcuna attinenza col post, se non per dimostrare al lettore che Doppiovubi si documenta).
(**) La Turingia è nel cuore della Germania, e questo ha una qualche attinenza col post.

sabato 27 agosto 2011

S

Ecco a voi, signore e signori, l'origine di tutte le inquietudini di Doppiovubi.
Il nostro autore di blog preferito - Doppiovubi - va in gravissima ansia quando deve compiere un numero preponderante di pure attività ricorsive, cicliche e iterative. Lavarsi i denti, e poi si sporcheranno di nuovo. Mangiare, per poi evacuare e aver necessità di altro cibo. Tagliarsi la barba, che poi ricrescerà. In sostanza, non solo non si fa alcun passo avanti, non si costruisce niente, ma si va pure irrevocabilmente indietro: i denti tenderanno a cadere, l'intestino funzionerà sempre peggio e la barba si imbiancherà. E' la maledetta entropia S di un sistema fisico.
Doppiovubi, per ovviare a questa immutabile legge di natura, tenta disperatamente di spostarsi su un piano non fisico, cioè immateriale e spirituale. Ma, prima ancora di questo piano spirituale, la cui esistenza è discussa e discutibile (*), Doppiovubi si sposta su un piano materiale, ma intangibile: quello delle idee. Il tuo notebook, con l'andare del tempo, si deteriorerà; ma le tue idee no, quelle possono essere migliorate. Anzi, il tempo rende saggio l'uomo. L'esperienza migliora le idee di un uomo. Ecco svelato l'arcano: spendiamo il nostro tempo ad affinare e coltivare il pensiero. Non sarà tempo buttato via, come quello che riserviamo a lavarci le ascelle pronte a re-impuzzonirsi in tot ore. In sostanza, Doppiovubi pensa che noi si abbia una parte animale, che è quella delle perdite di tempo sopra descritte (un gatto non si preoccupa per aver passato mezza giornata a leccarsi il pelo), e una parte superiore, razionale, che ove coltivata, può essere migliorata con l'andare del tempo. Detto questo, anche la parte razionale, le idee, non si sottraggono alla termodinamica. Le idee di un uomo sono contenute generalmente in un posto che si chiama cervello, e anche il cervello - accidenti - tende a deteriorarsi col tempo (ma anche in fretta, es.: caduta accidentale da una scala mentre monti una tenda IKEA). Ovvero: le idee non si deteriorano - in quanto non materiali in sé - ma il supporto dove vengono conservate sì. Perfetto! Allora troviamo un altro supporto, prima di morire o di cadere da una scala, perché altrimenti - come la RAM senza più corrente - andranno perdute per sempre. Che sia papiro, carta o supporto magnetico, l'importante è che rimangano, che sopravvivano a noi. Ma per chi? Ma per il genere umano, che domande! Però, finchè le idee restano nella mente di Doppiovubi, rischiano di cedere all'entropia (**).
Tanto vale lavarsi le ascelle e mangiarsi una bella frittatina.

W.B.

(*) Chissà se si potrà parlare, poi, di 'esistenza' di un piano spirituale, visto che ontologicamente l'esistente si differenzia dallo spirituale proprio per la sua qualità materiale, che manca sul piano spirituale.

(**) A rigore anche la fissazione delle idee su supporto materiale non risolve il problema. Primo, il supporto potrebbe danneggiarsi irreparabilmente. Secondo, il fruitore potrebbe non leggere, o leggere e non capire, o leggere, capire e dimenticare. Terzo, e problema irrisolvibile, anche il fruitore morirà, prima o poi, portando con sé nella sua bella tomba le idee di Doppiovubi; più o meno il problema che si poneva Gorgia, quando scrisse che "nulla è; se anche fosse, non sarebbe conoscibile; e anche fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile".

mercoledì 24 agosto 2011

Waffengleichheit.

Che non è un’espressione offensiva gridata da un soldato nazista.
Doppiovubi ritiene che nel dibattito politico esista, e non possa essere negato, il problema della competenza tecnica specifica dell’uomo politico che propugna pubblicamente le sue tesi.
E‘ un problema di veridicità e attendibilità.
Il caso concreto che ha suscitato perplessità in Doppiovubi è stato il sentire Pier Ferdinando Casini (che si è laureato in giurisprudenza trentadue anni fa) disquisire con una certa saccenza sulla B.C.E. (che sarebbe la Banca Centrale Europea) e sul suo "commissariamento" de facto dell’Italia. Ora, Doppiovubi non è un esperto di economia, ma una cosa (semplice) crede di saperla: siamo nel 2011, e la materia economico-finanziaria è diventata talmente complessa che per comprenderla appieno occorre essere non specialisti, di più; e non sembrerebbe, prima facie, che il Pierferdi – con tutto il rispetto - lo sia.
Lo stesso discorso vale per Pierluigi Bersani, laureatosi in filosofia con una tesi sulla storia del cristianesimo, che ci catechizza in tema di P.I.L.; vale per Roberto Castelli, valido ingegnere, che ci spiega la Costituzione; vale per Gianfranco Fini, con diploma di laurea in pedagogia (dopo le magistrali), che illustra ai costituzionalisti dissenzienti come va rettamente interpretato il regolamento della Camera; vale per Roberto (*) Calderoli, specializzato in chirurgia maxillo-facciale, che è ministro per la semplificazione normativa.
Doppiovubi vuole forse sostenere l’idea di un governo dei tecnici? In sè, non ci sarebbe niente di male (a patto che sia tecnico-politico e non puramente tecnico).
Doppiovubi intende più sommessamente affermare che, sulla scorta dell’insegnamento di Wittgenstein, forse sarebbe meglio tacere, se non si ha un titolo serio (direbbe Prodi) per conoscere l’area in cui si mettono i piedi. Il che non significa che Antonio Di Pietro non possa parlare di energia nucleare, siamo in democrazia e può ben farlo. Ma che almeno non si metta a confutare le affermazioni di natura tecnica formulate da chi insegna da trent‘anni fisica nucleare, questo no; e ciò perché – suppone Doppiovubi – l’onorevole molisano non saprebbe descriverci, nemmeno a grandi linee, la struttura di un atomo (**).
Che almeno il confronto sia ad armi pari, e non valga soltanto l’ottenuto consenso politico, a rendere più credibili le affermazioni di chi – scava scava – non sa, e oltre tutto (pensa Doppiovubi) sa pure di non sapere.



W.B.

(*) Non sarà sfuggito ai più attenti che nella Lega è pieno di Roberti: Castelli, Maroni, Calderoli e Cota, per citarne solo alcuni. C’è poi l’Umberto, che ha comunque il suffisso germanico nel cognome.
(**) L’obiezione dell’o.m. potrebbe essere questa: "Ma, ma, ma, dico io, ma per dimostrare che una centrale nucleare è pericolosa mica ci vuole una laurea, santoddio, basta leggere i giornali e sapere che è esistita Cernòbbil!"; e se proprio questa fosse l’obiezione, tanto di cappello.

giovedì 18 agosto 2011

V.A.V.

Che non è un formato di file audio.
Ogni tanto Doppiovubi si chiede che fine abbiano fatto alcuni protagonisti della politica degli ultimi anni, dopo che la loro area aveva preso "le mazzate" (come si suol dire) alle elezioni. E' il caso del non molto amato Vincenzo Alfonso Visco da Foggia. Doppiovubi se lo immagina così. Un po' come per il dammuso di Pantelleria (affaire da cui è stato infine scagionato del tutto), il nostro avrebbe acquistato all'asta e ampliato (secondo la legge urbanistica rumena, per carità) un vetusto castello in Transilvania, dove nottetempo scartabella sghignazzando - alla fioca luce di un mozzicone di candela - antichi testi medievali di scienza delle finanze, e progetta imposizioni fiscali accompagnate da sanzioni del calibro della Vergine di Norimberga. Il suo fedele corvo P.B. lo osserva mentre prende appunti e quando V.A.V. ride sardonicamente - all'idea di versamenti di acconti pari al duecento per cento di un reddito che non si produrrà mai - il corvo si spaventa e si rifugia all'interno di un teschio, dalla cui orbita cava lo spia sospettoso (*). Nel castello la filodiffusione propaga in loop Ritornerai di Bruno Lauzi. Nei sotterranei muschiosi e puteolenti, V.A.V. ha predisposto segreti esperimenti in laboratori avanzatissimi. Ivi progetta una razza di Super-Finanzieri invincibili e indomabili - come Capitan America - con cervelli modificati geneticamente, atti a leggere nel pensiero in sede di accertamento induttivo. V.A.V., in camice bianco, cammina lentamente, orgoglioso come un generale, con le mani dietro alla schiena, e passa in rassegna i suoi EsseEffe, galleggianti in formalina a molibdeno in percentuale segreta, in teche di cristallo, già dotati di divisa grigia e gialla - indistruttibile, in fibra di carbonio a 5000 GPa - e con gli sguardi vacui. Che creature amabili e meravigliose! Poi Doppiovubi si sveglia, tutto sudato, gli sovviene che il Ministro è ancora il buon Tremontino, così dolce e coscienzioso, equo e solidale, e tira un sospiro di sollievo.

Un sospiro di sollievo?

W.B.
(*) citazione cinematografica abbastanza dotta.

lunedì 15 agosto 2011

Ti aspettiamo!

Doppiovubi si è finalmente sbarazzato del finlandese Nokia N97 MINI, e ha acquisito l'ottimo Samsung Galaxy 'equipaggiato' con il tanto osannato s.o. Android. In effetti i sudcoreani (i numeri uno al mondo nell'elettronica di consumo) ci sanno fare - anche a copiare, come dimostrano le recenti vittorie del buon Stevie, il quale, quando ha preso atto che tra un I-pad e un tablet Galaxy sostanzialmente di differenze non ce ne sono ('sfacciate' sono state definite da Apple le somiglianze), si è infuriato e ha iniziato la guerra nei tribunali, trovando un primo giudice teutonico che per l'appunto gli ha dato ragione con riguardo a tutta la UE. Ma 'le tre stelle' hanno preannunciato che non si arrenderanno mai.

Cacciato dalla finestra un finlandese, ecco che dalla porta rientra uno svedese. Ovvero, bip bip, a Doppiovubi arriva un SMS dall'IKEA di Corsico, che lo avvisa che il 15 di agosto avremo un'apertura straordinaria con 'intrattenimenti'. Doppiovubi ha pensato, quegli svedesi sono diabolici, riuscirebbero a vendere una Billy anche a Gesù di Nazareth figlio (terreno) di falegname, e se il loro marketing ha deciso di aprire il 15 agosto, significa che a priori sanno già quante persone ci saranno, con uno scarto di più o meno due individui.

Al che Doppiovubi ha pensato, Se siamo arrivati al punto di passare Ferragosto all'IKEA, allora è proprio finita (*). Forse, peggio di così, c'è solo una cosa: scrivere un post a Ferragosto.

O forse qualcosa di ancor peggio: leggere un post - come questo - a Ferragosto.


W.B.

(*) sempre meglio l'IKEA, tuttavia, rispetto alla lasagnata sulla spiaggia di Mondello; con ciò Doppiovubi non intende affermare che andare a comprare all'IKEA sia sbagliato, anzi, colà vendono mobili bellissimi e robustissimi ed economicissimi, andateci a frotte. Tuttavia, il giorno di Ferragosto si potrebbero compiere attività più, come dire, edificanti, come leggersi l'Ulisse di Joyce in inglese, ascoltare le interessanti notizie di Studio Aperto oppure acquistare in edicola il modellino del Riva Aquarama da montare pezzo per pezzo.

venerdì 12 agosto 2011

Il plutonio, Di Pietro e la bresaola.

Una cosa che ha detto Doppiovubi tempo fa e che, chissà perché, ha fatto e fa ancora tanto ridere PIM, è quella che segue. In sostanza Doppiovubi ha pensato e detto, Dopo tutto, questo problema dei rifiuti atomici, le scorie nucleari, il plutonio (*), insomma, è abbastanza risolvibile, basta fare così: si prendono tutte le scorie, si infilano in un razzo, si chiude ben bene l'oggetto, lo si mette su una rampa, lo si spedisce nello spazio profondo, e il giuoco è fatto, chissenefrega dove va a finire. Non è come buttare i rifiuti tossici nel mare, che poi i pesci muoiono e l'ecosistema va a farfalle, e chi semina vento raccoglie tempesta, e dobbiamo anche pensare ai nostri figli, eccetera eccetera. Nel caso dello spazio, dato che l'universo è infinito (o quasi, visto che è in espansione vuol dire che non è infinito), anche se il nostro Razzo tossico (R.t.) dovesse viaggiare per millenni, alla fine non è affar nostro che fine farà. Certo, può ben darsi che tra trentacinque milioni di anni il razzo finisca su un pianeta alieno (P.a.), ma, come dice PIM, non è mica detto che su quel pianeta gli alieni non mangino plutonio, e quando il razzo casca loro addosso e lo aprono fanno una grande festa e ringraziano il loro dio di avere inviato quel ben di dio appunto. E' anche vero il contrario, magari su un P.a. esiste il problema dell'oro tossico, e c'è un Di Pietro-alieno nel Parlamento-alieno che dice con accento molisano (**), Ma, ma, ma, dico io, ma che ce ne facciamo noi di tutto questo oro tossico? dobbiamo pensare anche ai nostri figli, santoddio, non possiamo insozzare tutto il nostro pianeta con l'oro, prima o poi dovremo pure trovarla una soluzione allo smaltimento dell'oro! al che il Di Pietro-alieno propone un R.t. pieno di oro, e lo lanciano nello spazio profondo e magari domattina casca in Arizona un UFO pieno d'oro e - tranne quelli che hanno investito tutto quello che avevano nell'oro come bene/rifugio - si fa una grande festa. Insomma, è tutto relativo, Doppiovubi non vede niente di male nello sparare nello spazio i rifiuti tossici; nello spazio, per definizione, c'è spazio a volontà. Da qui la discussione con PIM si è spostata sul concetto di disgregazione spaziale, cioè, il quesito è: le cose si deteriorano nello spazio? secondo Doppiovubi no, per questioni di vuoto, non ci sono batteri (***), se si manda una fetta di bresaola avvolta dentro il domo-pak alla deriva nello spazio profondo essa potrebbe viaggiare per milioni di anni per poi cadere dal cielo tra le mani di un alieno, ancora perfettamente mangiabile (a patto che l'alieno non sia vegetariano). L'unico problema è che quando arriva nell'atmosfera teoricamente dovrebbe incendiarsi. Il che significa che proprio ora, mentre i fedeli lettori di Doppiovubi stanno leggendo questo post, migliaia di fette di bresaola in carta stagnola stanno penetrando nella nostra atmosfera, provenienti da galassie lontanissime, e noi non lo sapremo mai.



W.B.

(*) tecnicamente, il combustibile dei reattori nucleari è l'uranio - mentre il plutonio è usato per gli ordigni, ammesso e non concesso che le centrali nucleari non si trasformino di fatto in ordigni - ma, dato che, nel dialogo PIM/Doppiovubi si è parlato erroneamente di 'plutonio' Doppiovubi, per fedeltà ma anche perché il concetto di 'plutonio' è più evocativo, ha mantenuto il lemma

(**) è probabilisticamente assai difficile che nell'universo esista un altro pianeta con un parlamentare molisano, ma a Doppiovubi piaceva l'idea

(***) è evidente che i batteri sono dentro la bresaola, e quindi la mangerebbero tutta; ma i lettori vorranno scusare l'imprecisione biochimica, e fingere che non sia così, altrimenti salta tutto il discorso; ma non è detta l'ultima parola, può darsi che i batteri, una volta nello spazio, muoiano tutti e quindi non facciano a tempo a consumare la nostra bresaola

martedì 9 agosto 2011

Actarus e Hiroshi.

Da qualche parte in solaio deve ancora esserci il 45 giri. Sul lato A c'era Ufo Robot, sull'altro Shooting star. Doppiovubi aveva un mangia-dischi (dicesi 'mangia-dischi') rosso, con pesantissime pile tipo 'torcia' che duravano sempre troppo poco. Avrà fatto girare il disco migliaia di volte.

Doppiovubi amava molto Goldrake, soprattutto per la pulizia del disegno (la tutina di Actarus, poi, in quanto rossonera, costituiva un indubbio valore aggiunto; a Doppiovubi ricorda Zagor te-nay, forse per l'aquila stilizzata sul petto). Come per Duran vs Spandau, o per Milan vs Inter, sussisteva un'indubbia rivalità tra Ufo Robot e Jeeg, e i loro rispettivi fan. Nonostante tutti amassero molto il robot d'acciaio, Doppiovubi ha sempre preferito Goldrake. Jeeg è rozzo e tamarro (basti pensare agli abiti borghesi dei due protagonisti, l'uno con un sobrio gilet marroncino in tinta con il pantalone, quando lavora sotto copertura nella fattoria di Rigel, l'altro con il bavero alzato e zarra giacca con le frange). Goldrake è elegante, aristocratico, un vero cavaliere templare dello spazio, è perfetto. Jeeg, contadinesco con i suoi suoi para-cosce decorati a strisce verticali che ricordano vagamente le divise delle guardie papali, è un pressappoco, un buzzurro, un volgare, mera forza bruta senza raziocinio. No buono, direbbe Andy Luotto.

E c'è una cosa che ha sempre lasciato Doppiovubi molto perplesso.
Quando Hiroshi Shiba si deve trasformare in Jeeg, prende una rincorsa pazzesca su un dirupo con una moto di enorme cilindrata, fino ad arrivare al baratro. Hiroshi salta, Miwa gli lancia 'i componenti' e la moto cade nel vuoto.
Doppiovubi si chiede: ma quante moto da rottamare giacciono in fondo a quel burrone?

W.B.

venerdì 5 agosto 2011

Eh no, la cosa non è proprio ripetibile.

"... in mezzo a tutti gli altri uomini
vero che, con me,

è più facile
io ti farò far l’amore sai, come nessuno te l’ha fatto mai, e resterò dentro di te
fino a quando vorrai piangere
imparerai che senza di me
la cosa non è ripetibile
gli altri uomini ormai per te sono sempre solo copie di me."


[Vasco Rossi, Sei pazza di me, 2011]

Doppiovubi ha percorso otto fermate di metropolitana linea verde con una simpatica collega del Condore. Il discorso è andato su Vasco, e la collega del Condore - che è andata al concerto di Milano - ha mostrato irritazione, pur essendo fan del rocker di Zocca. Ecco a un dipresso come è andato il dialogo.

W.B.: Com'è stato il concerto?
CdC: No, guarda, Vasco non mi è piaciuto.
W.B.: Eh sì, me l'hanno detto. Ha parlato troppo.
CdC: Ha parlato troppo e comunque non è possibile.
W.B.: Cosa?
CdC: Tu non puoi, arrivato a quel livello, permetterti di star male.
W.B.: C'è da dire che ha anche i suoi sessant'anni.
CdC (vieppiù irritata): Avrà anche sessant'anni, ma intanto per il concerto io ho speso sessanta euro.

W.B.

Il gregge è piccolo.

"E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due."

[Vangelo secondo Matteo, 5, 41]