domenica 14 marzo 2010

Ancora insieme.

Pensò a tutte le coppie che conosceva.
E pensò anche a tutte le coppie che non conosceva.

Immaginò tutti i problemi nelle relazioni di tutte quelle coppie, di tutta questa Terra, e li visualizzò, i problemi, come fossero oggetti, e vide silenzi, grida, porte sbattute, ricatti, pianti, denti stretti, camminate solitarie in silenzio, nella sera, tra le lacrime, o soffitti fissati al buio, e tanti sospiri. Vide telefonate interrotte bruscamente, lamenti infiniti con i genitori e sfoghi ripetuti con gli amici e con amanti improvvisati in attesa di rubare il posto. Vide minacce, Guarda che me ne vado, vide rabbia, Un'altra al mio posto se ne sarebbe già andata, vide astio, Un altro al mio posto se ne sarebbe già andato. Vide figli che piangevano di nascosto, figli che avrebbero pianto tutte le loro lacrime, giunti all'età della ragione, e figli che non sarebbero mai nati, proprio per questo. Vide donne incomprese, vide uomini incompresi, vide figli incompresi. Vide ragioni, vide torti. Vide insulti, vide malvagità, vide accuse reciproche e umiliazioni. Vide prostrazioni, risposte non date, cose non dette, rimuginate e rimuginate sino all'ossessione. Vide strade senza uscita, vicoli ciechi. Vide inespressi desideri di suicidio o di agognata morte incolpevole. Vide dolore e sfiducia. Vide sconforto, frustrazione e solitudine. Vide l'orgoglio ferito. Vide milioni di tentativi di riavvicinamento fallire miseramente. Vide incancellabili sensi di colpa, trasmessi per via ereditaria dai genitori ai figli, e ancora ai figli dei figli, quale pesantissimo patrimonio, acquisito con l'implicito dovere di farne un maledetto tesoro e consegnarlo intatto ai figli.

E sopra tutto questo, come una grande, immensa, nuvola nera, vide la Paura.
E la Paura governava tutto.

E dunque, guardò in alto, fuori dalla finestra, verso il luogo azzurro dove l'anima, da sempre, suggeriva esserci il luogo di Dio.
Due uccelli, una coppia di uccelli, volavano insieme inseguendosi. Felici, attraversavano il cielo.
Chiese a Dio di accumulare nelle sue parole tutta la forza possibile.
Chiamò a raccolta tutta l'energia dell'universo, e formulò un'idea.

L'idea che tutti coloro che stanno leggendo ora, tutti coloro che stanno leggendo adesso queste precise parole, fossero fulminati, nel loro cuore, da un desiderio invincibile - impossibile da frenare, preceduto da un momento di intensissima commozione – di baciare e abbracciare la persona che avevano un tempo scelto convinti, per camminare ancora insieme.
E improvvisamente tutti, ma proprio tutti, avrebbero sorriso, e avrebbero capito che No, non c'era alcun motivo al mondo per non amarsi ancora, e anzi ancora più di prima.
E subito tutti si sarebbero baciati, e si sarebbero vicendevolmente perdonati del perdono più vero mai esistito, e gli amanti lontani sarebbero corsi al telefono, per sentire la voce dell'altra e dell'altro e per scambiarsi parole d'amore sincero, il più sincero.
E coloro i quali ormai avevano già deciso di dividersi, sarebbero tornati di nuovo insieme.
E coloro che si erano già divisi – e che non avrebbero mai pensato di poter ricominciare - non si sa come, sarebbero stati uniti.
Come il primo giorno, quando il cuore batteva forte e si aveva la convinzione di possedere la Felicità. Lo ricordi, vero, il vostro primo giorno? Lo ricordi, vero, il vostro primo bacio?

E tutti avrebbero giurato, l'un l'altro, di ricordare queste parole e questa emozione per sempre, e che mai più, mai più, mai più avrebbero consentito alla Paura di dividerli. E tutti sarebbero stati felici, e tutti avrebbero saltato di gioia e avrebbero ballato, e avrebbero ringraziato Dio per essere ancora insieme.

E questa idea fu assistita da una incommensurabile e imponderabile energia divina.

Incredibile a dirsi, funzionò.

W.B.